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Le canzoni romane sono quelle che Roma canta di se stessa: nelle osterie, sotto i balconi, allo stadio, in macchina sul Lungotevere. Molte sono in romanesco, perché certe cose, l'amore sfacciato, l'ironia, la malinconia che non si prende troppo sul serio, in italiano suonerebbero diverse. In questa pagina abbiamo raccolto quelle che trovi sul sito, dalle serenate di inizio Novecento a Venditti.
Il filo parte dalle notti di San Giovanni: Nina, si voi dormite, che vinse la gara del 1901, è una serenata cantata adagio, per una ragazza che dorme e che nessuno vuole svegliare. Negli anni Trenta arrivano Chitarra romana, una serenata rimasta davanti a un balcone vuoto, e Tanto pe' cantà, dove Petrolini canta solo per un friccico nel cuore, perché cantare è già una ragione.
Poi c'è la Roma del teatro e del cinema, con Roma nun fa' la stupida stasera, in cui un innamorato chiede alla città di fargli da complice, e con le cartoline dei turisti che lanciano la monetina nella fontana sperando di tornare.
E infine Venditti, che negli anni Settanta riprende il romanesco per raccontare una città viva, bella e difficile. In Roma capoccia chi ci è nato dice di averla scoperta stamattina; Grazie Roma è diventata la canzone che migliaia di persone cantano insieme. Cambiano le epoche, resta una città che si canta come si parla a una persona.
Per anni l'ho presa per una cartolina in musica, una di quelle canzoni che elencano i monumenti e chiudono con un sospiro. Poi mi sono messo a...
Ascoltala fino in fondo, perché il finale non è quello che ti aspetti. Per sei minuti hai sentito un ragazzo che sembra aver fatto pace con la sua...
La società dei magnaccioni si canta come una canzone da osteria, e lo è. Io però ci vedo anche un gioco di parole tenuto in piedi per tre minuti:...
Hai presente il gesto: spalle alla fontana, la moneta lanciata sopra la spalla, la speranza di tornare. Arrivederci Roma è la canzone di quel...
A Roma Barcarolo romano si canta a fine cena, col bicchiere in mano, e tutti sanno il ritornello. Eppure, se la si ascolta parola per parola,...
Una serenata ha bisogno di una finestra, e dietro la finestra di qualcuno. Chitarra romana la finestra ce l'ha, anzi ha un balcone, ma il balcone è...
Per anni si è pensato che fosse la canzone dello scudetto del 1983, scritta per festeggiare, e per molti lo è rimasta. Poi si scopre che Venditti...
A fine cena, quando a Roma qualcuno attacca Nina, si voi dormite, tutta la tavola va dietro a voce piena. Ed è buffo, a pensarci, perché è una...
La parola su cui inciampo ogni volta è "stamattina". Arriva nell'ultima strofa, quando la canzone ha già cantato Roma di sera, sotto la pioggia e...
Lui non le parla mai. Te ne accorgi solo se la ascolti con attenzione: in tutta la canzone non c'è una parola detta alla donna che vuole...
Ascoltandola mi sono messo a contare le ossa. In Sora Rosa tornano tre volte, e ogni volta passano di mano. La prima è nella strofa contro il...
Tanto pe' cantà si presenta come la canzone più innocua del mondo, e lo dichiara lei stessa prima ancora di cominciare. Io vorrei prenderla in...