Chitarra romana

di Gabriella Ferri, Bruno Cherubini e Eldo Di Lazzaro · 1934

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Il 26 febbraio 2002, prima di Roma-Barcellona di Champions League, la Curva Sud dell'Olimpico ha alzato una coreografia con le prime due righe di questa canzone, "Sotto un manto di stelle, Roma bella m'appare", e quella sera la Roma ha vinto 3-0. Il Romanista la ricorda come una notte magica, il sito del club come una delle partite più belle della sua storia. Strano destino per una canzone di solitudine: allo stadio ne è rimasto solo l'inizio, quello in cui la città appare, e la tristezza è restata fuori dai cancelli.

Nello stesso anno la melodia ha preso anche un'altra strada: la rapper britannica Ms. Dynamite l'ha usata per It Takes More, il suo singolo d'esordio, arrivato al settimo posto della classifica inglese. Una serenata degli anni Trenta che diventa la base di un pezzo hip hop dice bene quanto quel motivo sappia ancora camminare da solo.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il paroliere Bruno Cherubini era fratello di Bixio Cherubini, che scrisse le parole di Mamma, e per non essere confuso con lui firmava spesso C. Bruno. Secondo il Dizionario biografico degli italiani, il testo di Chitarra romana lo scrisse insieme al compositore Eldo Di Lazzaro, che ne firmò la musica.
    Fonte: treccani.it
Una serenata ha bisogno di una finestra, e dietro la finestra di qualcuno. Chitarra romana la finestra ce l'ha, anzi ha un balcone, ma il balcone è vuoto, e la canzone lo confessa solo a metà strada. Per me il suo segreto sta qui: è una serenata che ha perso il destinatario e che, invece di tacere, si rivolge allo strumento.

Basta contare a chi parla. Alla donna mai: di lei si dice soltanto che non c'è più. Tutti gli imperativi vanno alla chitarra, "suona", "accompagnami tu", e la confessione più nuda è per lei:
Senza casa e senza amore
Mi rimani solo tu
Il "tu" che nelle canzoni d'amore è la persona amata qui è un oggetto di legno con sei corde. Non lo trovo un ripiego. Chi ha suonato da solo, di notte, sa che lo strumento diventa davvero un interlocutore: risponde, tiene il tempo, copre la voce quando si incrina. E "senza casa" pesa più di quanto sembri. Uno che canta per strada a quell'ora non ha un posto dove tornare, e forse Roma gli appare così bella proprio perché la guarda da fuori, da chi non ha una porta da chiudersi alle spalle.

Poi c'è la richiesta che amo di più, perché spiega come andrebbe cantata:
Se la voce è un po' velata
Accompagnami in sordina
La sordina è il congegno che si applica agli strumenti per smorzarne il suono, e "in sordina" vuol dire piano, quasi di nascosto. Chi canta ammette di avere la voce incrinata e chiede alla chitarra di abbassarsi con lui, per non lasciarlo scoperto. È una canzone che chiede di essere cantata sottovoce. E qui sta il paradosso della sua fortuna: è diventata un pezzo da tenori, e Pavarotti la portava nei concerti come un cavallo di battaglia. Bellissimo, ma per me un po' contro il testo. La voce giusta è una voce velata davvero, come quella di Gabriella Ferri, che la canta senza gonfiarla, come una cosa detta a se stessa.

Dove la canzone mi convince meno è la scenografia. Il manto di stelle, la fontana muta, il balcone lassù, la stella lontana: sono gli oggetti di un fondale da operetta, e si sente che nasce negli anni in cui la canzone romana fioriva insieme alla celebrazione di Roma voluta dal regime. Però dentro quel fondale c'è un movimento che non è di cartone. A un certo punto il fiume "cammina" e chi canta lo segue, perché "mi trascina con sé". È l'unico momento in cui la serenata si mette in strada, e anche il più scuro: farsi portare dall'acqua, di notte e da soli, non è un'immagine innocente. La canzone non insiste, torna subito alla stella e alla chitarra, e fa bene: è la musica a tenerlo sulla riva.

Mi resta un dubbio ogni volta che la riascolto. La chitarra consola o sostituisce? Dire a uno strumento "accompagnami tu" può essere il modo per attraversare la notte e tornare domani a cercare qualcuno, oppure il primo passo per abituarsi a non cercarlo più. Il testo non sceglie, e il balcone resta vuoto fino all'ultima nota.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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