Quanto sei bella Roma (canta se la vuoi cantà)

di Lando Fiorini, Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura e Ferrante Alvaro De Torres · 1934

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Lando Fiorini se n'è andato nel dicembre 2017, e il rione che questa canzone rimpiange lo ha salutato nella basilica di Santa Maria in Trastevere, senza un posto a sedere libero. Il figlio Francesco spiegò la scelta così: papà era nato lì, e da bambino si sbucciava le ginocchia sulle scale di quella chiesa. Quel repertorio non è rimasto in archivio: l'associazione che porta il nome di Fiorini e il suo Puff organizzano ancora serate di musica romana nelle piazze, come quella di Piazzale delle Gardenie nel luglio 2025, e dal 2022 un murale lo ricorda a Testaccio.

Io credo che la si canti ancora perché parla a chiunque abbia lasciato un quartiere e ci torni da ospite. È la stessa allegria in coro di La società dei magnaccioni, ma rivolta a una casa invece che a un'osteria: si canta insieme quello che si è perso.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Anna Magnani la canta nel film Abbasso la ricchezza! (1946) di Gennaro Righelli, nei panni di Gioconda, fruttivendola di Trastevere arricchita con la borsa nera. È una delle versioni più celebri del brano, composto nel 1934 e cantato per primo da Carlo Buti, e la voce del film su Wikipedia ricorda quell'interpretazione come struggente e indimenticabile.
    Fonte: it.wikipedia.org
Per anni l'ho presa per una cartolina in musica, una di quelle canzoni che elencano i monumenti e chiudono con un sospiro. Poi mi sono messo a seguire le parole una per una, e mi sono accorto che il vocabolario è quello di un guardaroba: cinture, letti, chiome profumate, diademi. Roma non viene descritta, viene vestita. E più la si veste, più chi canta si accorge di guardarla da lontano.

er Tevere te serve da cintura,
San Pietro e er Campidojo da lettiera,
"Il Tevere ti fa da cintura, San Pietro e il Campidoglio da lettiera". La prima immagine mi sembra geniale nella sua semplicità: il fiume, che sulla carta taglia la città in due, qui la stringe in vita come una donna. Non divide, tiene insieme. La seconda è più misteriosa. "Lettiera" nel Treccani è il fusto del letto, ma anticamente era anche la lettiga, la portantina su cui si veniva portati a spalla. Non so quale dei due sensi avessero in mente gli autori, e forse non importa: in un caso Roma è sdraiata sopra la basilica del papa e il palazzo del Comune, nell'altro se li fa portare addosso. In tutti e due i casi i poteri della città diventano mobili, roba su cui lei si appoggia.

Poi la canzone cambia strada, e il tono si abbassa di colpo:
c'avevo in petto er core e l'ho perduto
"Avevo il cuore in petto e l'ho perduto". Chi canta si rivolge a Trastevere, il rione al di là del fiume, e gli parla come a una persona che ha tenuto qualcosa di suo. Qui sta, secondo me, la chiave di tutta la canzone: la bellezza di Roma la canta uno che se n'è andato. Le cinture e i diademi sono lo sguardo di chi è lontano e ingrandisce tutto, come si fa con le case dell'infanzia. Nell'incisione che proponiamo canta Lando Fiorini, che a Trastevere era nato: in bocca a lui il rimpianto suona meno come un'invenzione.

E infatti l'ultima strofa mette alla regina i gioielli:
Hai sette gemme chiuse nel diadema
"Hai sette gemme chiuse nel diadema". Io ci vedo i sette colli, incastonati come pietre in una corona. E poco dopo arriva il passaggio che preferisco:
Se er Campidoglio chiama
San Pietro je risponne: Roma, Roma
"Se il Campidoglio chiama, San Pietro gli risponde: Roma, Roma". Le due cose che all'inizio erano mobili sotto la regina adesso parlano, da una riva all'altra del Tevere, e l'unica parola che sanno dire è il nome della città. Il Campidoglio, poi, è uno dei sette colli: una delle gemme che chiama. Io lo leggo come una città che si chiama da sola, come fa un'eco: per chi è partito, Roma è un nome che rimbalza.

C'è chi la sente soltanto come una canzone allegra da cantare in coro, e lo è. Ma sotto il ritmo di stornello io sento sempre quel cuore lasciato dall'altra parte del ponte. Forse è per questo che le canzoni di chi parte sono le più belle sulle città: chi ci vive vede i monumenti, chi è partito li sente chiamarsi per nome.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione

1 risposta

  1. Ascoltatore con la chitarraAscoltatore · 10 punti
    Ma non c'entra niente con la versione di venditti?
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Frasi commentate e traduzione

Le frasi più importanti, con la traduzione in italiano e il commento della redazione e dei lettori.

  1. Canta se la vòi cantà,
    Gira se la vòi girà
    da Quanto sei bella Roma (canta se la vuoi cantà), Lando Fiorini, Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura, Ferrante Alvaro De Torres

    TraduzioneCantala se la vuoi cantare, Girala se la vuoi girare

    "Vòi" è il romanesco di "vuoi", e "cantà" e "girà" sono gli infiniti tronchi del dialetto. Il ritornello sembra un intercalare senza senso, e invece secondo me è un invito: cantala se ne hai voglia, girala se ne hai...

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  2. dimmelo, bello, si l'hai ritrovato
    da Quanto sei bella Roma (canta se la vuoi cantà), Lando Fiorini, Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura, Ferrante Alvaro De Torres

    Traduzionedimmelo, bello, se l'hai ritrovato

    "Si" in romanesco vale "se": "dimmelo, bello, se l'hai ritrovato". Il "bello" è Trastevere, a cui chi canta ha appena confessato di aver perso il cuore. È un modo di rivolgersi a un rione come a un amico o a un...

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  3. tu me parli d'amore e io t'arisponno
    da Quanto sei bella Roma (canta se la vuoi cantà), Lando Fiorini, Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura, Ferrante Alvaro De Torres

    Traduzionetu mi parli d'amore e io ti rispondo

    "Tu mi parli d'amore e io ti rispondo". "Arisponno" è la forma romanesca di "rispondo", con la "a" in testa e il "nd" che diventa "nn", come in "manno" per "mando". La cosa che amo di questo verso è l'ordine: parla...

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  4. E la tua verde chioma
    Dar Pincio ar Palatino te profuma
    da Quanto sei bella Roma (canta se la vuoi cantà), Lando Fiorini, Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura, Ferrante Alvaro De Torres

    TraduzioneE la tua chioma verde Dal Pincio al Palatino ti profuma

    "E la tua chioma verde ti profuma dal Pincio al Palatino". La chioma sono gli alberi, e a me piace la geografia del verso: parte dal Pincio, il colle dei giardini sopra piazza del Popolo, che nell'elenco classico dei...

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