L'uomo a metà

di Enzo Jannacci

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Quando riascolto Jannacci oggi, mi interessa anche come lo ricordiamo: non soltanto attraverso le battute che sappiamo ripetere. Nel tributo Grazie Maestro! a Como, raccontato da Mescalina, dopo i saluti arriva un filmato di L'uomo a metà. Il cronista descrive la commozione di quel finale. È un modo diverso di tenere vicina una voce: fermarsi ad ascoltarla, invece di ridurla a un personaggio.

Sul Mulino questa canzone è indicata come il capolavoro che raccoglie molti suoi temi. Per me è un buon invito anche adesso: chi conosce solo il Jannacci comico può partire da qui e tornare al resto del repertorio con un'attenzione diversa.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • L'uomo a metà vince la Targa Tenco 2003 per la migliore canzone: per Enzo Jannacci è la seconda di fila, dopo Lettera da lontano nel 2002. Nel voto precede Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber, che lo stesso anno riceve la Targa per il miglior album con Io non mi sento italiano.
    Fonte: clubtenco.it
  • Il Tenco 2003 era dedicato alla letteratura messa in canzone. Per questo il Club chiese anche ai vincitori delle Targhe un brano sul tema: nella prima serata Jannacci era annunciato con L'uomo a metà e due brani del suo repertorio nati da poesie: La disperazione della pietà di Vinicius de Moraes e Giovanni telegrafista di Cassiano Ricardo.
    Fonte: clubtenco.it
Jannacci faceva il medico, e io in questa canzone sento anche quel suo modo di guardare. Le prime strofe mi sembrano un'anamnesi. C'è un uomo che ha appena finito di lavorare, pulito, in ordine, e qualcuno gli gira intorno facendo le domande che si fanno a un paziente nuovo: da giovane ha avuto un amore? Qualcuno gli ha fatto del male? La memoria però non collabora. Più si scava, meno ne esce, e chi visita resta con la cartella mezza vuota.

Poi la strofa torna quasi identica, e per me tutta la canzone sta nella differenza.

Chissà se da giovane ha avuto un amore

diventa

E certo che da giovane ha avuto un amore
Per forza qualcuno gli avrà spezzato il cuore

Il dubbio è sparito, e non perché sia arrivata una risposta. Io sento che chi parla ha smesso di fare domande perché ha riconosciuto il paziente. Del resto si era già tradito strada facendo: la minestra è poca, e "ne faremo a meno" noi; la vita si aggiusta, ma "non ci saremo" noi. Per me il medico e l'uomo a metà sono la stessa persona, e quel "per forza" è la diagnosi più tenera della canzone: non serve ricordare un amore preciso, basta aver vissuto abbastanza.

L'altra immagine che non mi lascia è il freno. All'inizio, sotto la pioggia, è inutile; poi diventa un mestiere, ore e ore a tirarlo. Io ci leggo una vita passata a trattenersi, a frenare per prudenza anche dove non c'era niente da cui difendersi. Forse diviso a metà vuol dire anche questo: una metà ha guidato con giudizio, l'altra è rimasta seduta dietro ad aspettare un turno che non è venuto. A chi gli chiedeva se il titolo del disco indicasse un uomo diviso da sentimenti contrastanti, Jannacci rispose con due parole, esatto, sì, e non aggiunse altro. Mi sembra coerente: chi ha frenato tutta la vita non si mette a spiegare.

Confesso che il finale, le prime volte, mi sembrava preso da un'altra canzone. Fino a lì c'è una stanza, una sera, un uomo che balla da solo; poi di colpo il cielo, l'aeroplano, la puzza di guerra. Ascoltandola meglio ho cambiato idea. Quell'uomo che non riesce più a guardarsi dentro alza finalmente gli occhi, e la prima cosa che trova in alto è una minaccia. La solitudine di uno e l'abitudine di tutti sono fatte della stessa stoffa: per molti, dice l'ultimo verso, niente di strano.

Resta una cosa che non so decidere. La canzone dice che verrebbe da ridere, a vederlo ballare con gli anni che ha. Ma chi è che ride? Noi che guardiamo da fuori, o lui, che per una sera ha smesso di tirare il freno?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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