Roba di Amilcare

di Paolo Conte

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Non c'è soltanto il ricordo custodito da chi conosceva Rambaldi. Nel numero 2022 del Cantautore, il Club Tenco segnala anche Coses d'Amilcare, la traduzione di Joan Isaac nel CD allegato. Questo saluto ha trovato un'altra lingua: è un motivo concreto per tornare alla canzone senza considerarla una faccenda riservata agli amici di allora.

A me viene voglia di ascoltarla accanto a quella versione, lasciando che anche un nome inizialmente estraneo diventi familiare. Quando condividiamo una canzone con qualcuno più giovane non gli consegniamo soltanto una nostalgia: possiamo aprire una conversazione su chi ci ha fatto incontrare la musica. E magari farci raccontare i suoi nomi, invece di imporgli soltanto i nostri.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Roba di Amilcare vinse la Targa Tenco 1999 per la migliore canzone. Il brano compare in Tournée 2 (1998) e nella raccolta del Club Tenco Roba di Amilcare (1999), che riunisce 21 registrazioni. Nella raccolta Conte è accreditato anche al pianoforte.
    Fonte: clubtenco.it
  • Paolo Conte vinse la Targa Tenco per la migliore canzone anche con Sotto le stelle del jazz (1985) ed Elegia (2005). Nell'albo d'oro del Club Tenco compare inoltre tre volte tra i migliori album: Paolo Conte (1985), Aguaplano (1987) e Novecento (1993).
    Fonte: clubtenco.it
Il primo personaggio che incontro in questa canzone non è Amilcare. È un bambino che non vediamo mai, al quale il cantante continua a chiedere di stare buono: niente risate, niente pianto, silenzio. È il tono che usavano i grandi, una volta, quando a tavola si parlava di qualcuno che non c'era più. Si abbassava la voce, e ai piccoli si faceva capire che quello era un discorso serio.

Amilcare è Amilcare Rambaldi, l'uomo che a Sanremo fondò il Club Tenco. Ma Paolo Conte non gli scrive un necrologio, e nemmeno un ringraziamento. Gli fa un ritratto, e a me sembra disegnato come una carta geografica.
L'ho visto, guardava Sanremo lontana e italiana
Lui sta su un lungomare francese e guarda a sinistra, verso casa. Sotto le scarpe ha i silenzi dell'alta montagna, alle spalle le chitarre di Spagna. Messe in fila, queste tre direzioni sono una vita intera: Rambaldi era stato partigiano nell'entroterra ligure, e negli anni Ottanta andava ogni anno a Barcellona con l'amico Bigi a trovare i cantautori catalani, più di una volta con Conte al seguito. Conte non dice com'era fatto Amilcare, dice dove stava: i piedi sulla memoria delle montagne, le spalle verso gli amici lontani, gli occhi sulla sua città.

Poi arriva il verso che preferisco, il più umano di tutti:
Volevo abbracciarli ma non mi veniva una scusa
Chi è cresciuto accanto a uomini di quella generazione lo riconosce subito. L'affetto c'era, ed era grande, ma per abbracciarsi serviva un pretesto: una partenza, un compleanno, una vittoria. Senza scusa si restava lì, a guardarli. Intanto la gente passa come il traffico su una strada veloce, e quando ti volti loro non ci sono più. Nella canzone non c'è una scena di addio: la perdita arriva come una distrazione, che è proprio il modo in cui spesso succede.

A metà la voce cambia. Qualcuno dice "andavo a caccia di artisti", e a me sembra che Conte lasci parlare Amilcare in prima persona: il cercatore di cantautori che li voleva veri, anche scontrosi, anche menefreghisti, purché avessero una storia da raccontare. Conte sapeva bene di che caccia si trattava. Al Corriere della Sera ha raccontato che la sua prima volta su un palco, al Tenco, fu "una trappola di Amilcare Rambaldi": credeva di cantare per un gruppo di amici e in sala trovò duemila persone. Qui il ritratto diventa polemica, e Conte, che di solito sorride sotto i baffi, per una volta non sorride: contro i poeti qualunque di oggi sta dalla parte del suo amico.

Alla fine il bambino riceve l'ultima istruzione, la più severa: non toccare, non giocare, non fingere. Allora, a chi la ascoltava pochi anni dopo la morte di Rambaldi, era il saluto di un amico, con quella parola modesta, roba, che si usa per le cose di casa. Oggi, a riascoltarla, il bambino siamo noi, quelli arrivati dopo, che di Amilcare sanno poco o niente. E Conte ci chiede la cosa più difficile da fare con la memoria degli altri: non giocarci, non fingere di averla vissuta. Solo stare zitti un momento, e ascoltare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Ettore

Argomenti

Altre di Paolo Conte

Ascolta il disco

Cerca il disco su Amazon (vinile e CD)

In qualità di Affiliato Amazon, Significato Canzone riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Con lui c'era Bigi, i lunghi capelli suoi candidi
    da Roba di Amilcare, Paolo Conte

    Il Club Tenco ricorda Amilcare riservato e Bigi espansivo, appassionato dell'umanità dei cantanti prima ancora che delle canzoni. Mi sembra un contrasto utile per guardare questo ritratto: di Amilcare vediamo gli...

    Leggi la nota
  2. Con l'aria di due che hanno trovato qualcosa
    da Roba di Amilcare, Paolo Conte

    Conte non dice che cosa abbiano trovato. Io ci vedo la faccia di chi torna con una scoperta che non riesce ancora a spiegare. Nel Cantautore il Club Tenco ricorda un disegno di Conte: Amilcare e Bigi guardano...

    Leggi la nota
  3. Aedi del vuoto invocato e non mai esplorato
    da Roba di Amilcare, Paolo Conte

    Gli aedi erano i cantori dell'antica Grecia, quelli che giravano con la cetra a raccontare le imprese degli eroi. Conte prende questa parola solenne e la mette accanto al vuoto: poeti che il nulla lo invocano, ne...

    Leggi la nota
  4. Che fosse inventata o infuocata da antica memoria
    da Roba di Amilcare, Paolo Conte

    Qui c'è un'idea intera di canzone. Non importa se la storia è vera: può essere inventata, purché abbia fuoco dentro, e quel fuoco viene dalla memoria antica, quella che passa di bocca in bocca. Mi colpisce la rima tra...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Le canzoni più viste di oggi

Altre canzoni