L'uomo a metà

di Enzo Jannacci

1 interpretazione, 4 annotazioni.

C'è anche il telefono... non si sa mai

Da «L'uomo a metà» di Enzo Jannacci·annotazione di Airoldo

È la speranza più piccola che io conosca in una canzone. Non dice che qualcuno chiamerà, e nemmeno chi potrebbe chiamare: dice soltanto che l'apparecchio c'è, che la linea è aperta. Quei puntini di sospensione sono il tempo che si passa a guardarlo. Mi colpisce che venga subito dopo il desiderio di spartire la minestra con qualcuno: il telefono è la tavola apparecchiata per un ospite che forse non viene, e lasciarlo lì è già un modo di non arrendersi del tutto.

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Redazione
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Le altre annotazioni di «L'uomo a metà» (3)

  • E arrivi tardi a una porta sbagliata
    Da «L'uomo a metà» di Enzo Jannacci·annotazione di Airoldo

    Qui la canzone torna al tu, e io mi sento chiamato in causa. L'errore è doppio: non solo si arriva tardi, ma alla porta sbagliata. Io ci leggo il bilancio di chi si accorge che anche le occasioni prese erano mezze occasioni. Eppure il verso non ha niente di tragico, è detto...

  • La pasta va bene, anche un po' riscaldata
    Da «L'uomo a metà» di Enzo Jannacci·annotazione di Airoldo

    Dopo la porta sbagliata, la pasta del giorno prima. È il Jannacci che conosco: nel punto più amaro arriva una frase da cucina, quasi comica. Io immagino una cena preparata senza aspettare ospiti, il sollievo di non dover ricominciare da capo. Ma per me il verso dice di più: è...

  • Balla su un disco di musica a nolo
    Da «L'uomo a metà» di Enzo Jannacci·annotazione di Airoldo

    Nolo è una parola concreta, che rimanda a qualcosa preso in uso. Io qui non la sento come l'indicazione di un vero contratto: mi sembra una gioia avuta in prestito per una sera. Non so chi abbia scelto il disco, ma mi colpisce il contrasto tra quella provvisorietà e il corpo...