Tu sì 'na cosa grande

di Domenico Modugno · 1964

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Oggi questa canzone ha una seconda vita al cinema. Nel 2019 Gabriele Salvatores la mette nella colonna sonora di Tutto il mio folle amore, un film che prende il titolo da un'altra canzone di Modugno, Cosa sono le nuvole. La canta Claudio Santamaria, che nel film è Willy, cantante da serate chiamato "il Modugno della Dalmazia", in viaggio con un figlio sedicenne che non ha cresciuto. Santamaria non l'ha lasciata sul set: nella stagione 2022-2023 era ancora nel suo concerto con l'Orchestra della Magna Grecia, a Taranto.

E nel 2025 è tornata in due album, Riofonic di Mafalda Minnozzi e Ballad For Very Tired And Very Sad Lotus Eaters di Pietro Tonolo, Caterina Crucitti e Giovanni Giorgi. Sessant'anni dopo c'è ancora chi la sceglie per un disco nuovo, e per me è il segno che una canzone è diventata di tutti.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Tu sì 'na cosa grande vinse il Festival di Napoli del 1964, che si tenne dal 17 al 19 settembre al Teatro Politeama, presentato da Mike Bongiorno. In gara la cantarono due interpreti: lo stesso Modugno, autore della musica, e Ornella Vanoni. Il testo è di Roberto Gigli.
    Fonte: it.wikipedia.org
C'è una parola che in questa canzone torna più di ogni altra, e non è amore. È "cosa". "Tu sì" in napoletano vuol dire tu sei, "'na cosa" una cosa: nelle prime tre righe chi canta la ripete tre volte, una dopo l'altra, come chi gira intorno a un nome senza riuscire a dirlo. In italiano chiamare "una cosa" la persona che ami suonerebbe quasi sgarbato. Qui no: qui è la parola di chi non trova la parola, quella che usiamo tutti quando una cosa è troppo grande per avere un nome preciso.

Poi, alla seconda strofa, la stessa parola cambia mestiere.
Vurria sape' 'na cosa da te,
"Vurria sape'" è vorrei sapere. La cosa adesso non è più lei: è una domanda. E qui, secondo me, si capisce che questa non è una dichiarazione d'amore, almeno non di quelle sicure di sé. È un interrogatorio fatto con la voce bassa. L'uomo che canta non chiede di essere amato per sempre, chiede una cosa piccolissima: che lei glielo dica "'na vota sola", una volta sola. Più grande è la cosa che sente, più piccola diventa la richiesta.

Ma il verso che mi ha fatto cambiare idea su tutta la canzone è un altro.
'na cosa ca tu stessa nun saje,
Una cosa che tu stessa non sai. Lui sa di lei una cosa che lei ignora: che per lui è immensa. E lei sa di sé una cosa che lui ignora: se anche lei sta tremando. Io la sento così, come la canzone di due persone che custodiscono ciascuna il segreto dell'altra, a un passo di distanza, senza scambiarselo. È questa la vera pena della canzone, non il rifiuto, che non arriva mai: il silenzio.

Ecco perché il ritornello inciampa.
comm'io, comm'io,
comm'io voglio bene a te.
"Comm'io" è come io. Chi canta non ha altra misura che sé stesso: vuole essere amato come ama lui, e lo ripete tre volte perché non sa immaginare un altro metro. C'è qualcosa di tenero e di un po' egoista, in questa insistenza. Domenico Modugno era pugliese, di Polignano a Mare, e in questa canzone napoletana porta un innamorato diverso da quello di 'O sole mio. Quello, sotto la finestra, era sicuro almeno di una cosa: che il suo sole era lei. Questo non è sicuro di niente, e lo confessa.

A chi la riascolta oggi dice forse una cosa in più. Adesso sappiamo se l'altro ha letto il nostro messaggio, a che ora, quante volte è entrato in linea. Non sappiamo se sta tremando. Quella domanda, "dillo una volta sola", è rimasta esattamente dov'era.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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Foto: autore sconosciuto, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Frasi commentate e traduzione

Le frasi più importanti, con la traduzione in italiano e il commento della redazione e dei lettori.

  1. Tu si' 'na cosa grande pe' mme,
    da Tu sì 'na cosa grande, Domenico Modugno

    TraduzioneTu sei una cosa grande per me,

    "Tu si'" è tu sei: l'apostrofo segna la parola accorciata, come si fa spesso in napoletano. "Pe' mme" è per me, con la consonante raddoppiata che la lingua chiede dopo "pe'". Io mi fermo proprio su quel "per me". Chi...

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  2. je me ne moro accussì,
    da Tu sì 'na cosa grande, Domenico Modugno

    Traduzioneio me ne muoio così,

    "Je" è io, "moro" muoio, "accussì" così. Basta che lei lo guardi e lui si sente morire: è l'iperbole più antica delle canzoni d'amore, e qui la prendo quasi alla lettera. Il punto, per me, è che questa morte torna...

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  3. si pure tu staje tremmanno.
    da Tu sì 'na cosa grande, Domenico Modugno

    Traduzionese anche tu stai tremando.

    Attenzione al primo "si": qui non è il "si'" di "tu si'", che vuol dire sei, ma il se delle ipotesi. "Pure tu" è anche tu, "staje tremmanno" stai tremando, con il verbo stare e il gerundio come si usa al Sud. Mi piace...

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  4. nu bene accussì, accussì grande.
    da Tu sì 'na cosa grande, Domenico Modugno

    Traduzioneun bene così, così grande.

    "Nu bene" è un bene: in napoletano, come in italiano, voler bene è il modo più comune di dire amore, e qui "bene" è un nome: l'affetto stesso, qualcosa che si può avere o non avere avuto mai. Il verso prima lo dice:...

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