Cosa sono le nuvole?

Video per il significato della canzone Cosa sono le nuvole? di Domenico Modugno

Richiesto da Bianca Maria

Pubblicato 31 ottobre 2019

Ultima interpretazione 15 agosto 2021

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Straordinaria allegoria della vita e dell'amore, questo pezzo, scritto da Pasolini e messo in musica da Domenico Modugno è presente in Capricci all'italiana, nell'episodio omonimo firmato dallo stesso Pasolini.

Cosa sono le nuvole è stata incisa per la prima volta nel 1967 nell'album Modugno, che conteneva oltre a questo pezzo Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore, presentata a Sanremo lo stesso anno.
Fonte.

Lo stesso Modugno prese parte alla pellicola nei panni di un immondezzaio/Caronte, in procinto di disfarsi dei corpi esanime di un mucchio di marionette (Totò, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Ninetto Davoli, Laura Betti, Adriana Asti) fatte a pezzi dal pubblico dell'Otello di Shakespeare, insorto contro la perfidia di Jago.

Interessante la relazione posta tra la regia di Pasolini e la canzone interpretata da Modugno in questa analisi:

"Alla fine dell’opera l’immondezzaio, novello Caronte, carica i corpi di Otello e Jago, uccisi dal pubblico, sullo sgangherato camioncino per portarli in una discarica, insieme al resto della spazzatura e canta una canzone in cui si evidenzia, ancora nella doppia polarità, un modello di comportamento per l’uomo alla ricerca del senso della sacralità della sua esistenza.
Evidenziamo inoltre un’altra dualità: nel testo della canzone, scritta dallo stesso Pasolini e musicata da Domenico Modugno, possiamo apprezzare lo splendido riferimento all’amore soffiato dal cielo: il vento come simbolo e metafora dell’anima (l’ebraico ruah). Sia il vento che l’anima non si vedono ma si possono vedere i loro frutti, le loro conseguenti azioni.
Il testo della canzone non compare nella sceneggiatura, ma è importante ricordare la penultima strofa per la sua coerenza alla riflessione complessiva.

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta.

Pasolini è ispirato direttamente dallo stesso Shakespeare che scrive nell’Otello:

Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza.
Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali.
Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa.
Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.
(Otello, atto primo, scena III)


L’invito dell’autore è chiaro: l’uomo deve abituarsi a mettere tutto nella corretta posizione, nel giusto ordine gerarchico delle priorità, senza dimenticare mai il motivo del nostro passaggio sulla terra. Dobbiamo abituarci alla sapienza della pazienza: solo questa può restituirci la solennità della nostra dimensione, la cui comprensione può rendere irrilevante anche la stessa sottrazione di un nostro bene. Quando l’uomo riesce a trasformare un fatto negativo in positivo (cfr. la “resilienza” di Beppe Fenoglio) e a non conferire importanza a fatti comunque trascurabili se giudicati nella complessità cosmica, recupera, attraverso il vero significato della sua esistenza, la comprensione della sua costitutiva sacralità".
Fonte

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Secondo me in qualsiasi cosa avversa, per non rimanere schiacciati dai peggiori eventi, bisogna trovare l'aspetto positivo che di sicuro ti aiuta ad andare avanti con dignità.

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Testo

Che io possa esser dannato
se non ti amo .
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l'unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

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