Tu sì 'na cosa grande

di Domenico Modugno · 1964

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Tu si' 'na cosa grande pe' mme,

Da «Tu sì 'na cosa grande» di Domenico Modugno·annotazione di Ettore

TraduzioneTu sei una cosa grande per me,

"Tu si'" è tu sei: l'apostrofo segna la parola accorciata, come si fa spesso in napoletano. "Pe' mme" è per me, con la consonante raddoppiata che la lingua chiede dopo "pe'". Io mi fermo proprio su quel "per me". Chi canta non dice che lei è grande e basta, dice che lo è per lui: misura tutto con il suo sguardo, e sa di non poter parlare a nome di lei. Da questo verso in poi la canzone resta chiusa dentro quel confine, ed è il confine che le dà la sua pena.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Tu sì 'na cosa grande» (3)

  • je me ne moro accussì,
    Da «Tu sì 'na cosa grande» di Domenico Modugno·annotazione di Ettore

    Traduzioneio me ne muoio così,

    "Je" è io, "moro" muoio, "accussì" così. Basta che lei lo guardi e lui si sente morire: è l'iperbole più antica delle canzoni d'amore, e qui la prendo quasi alla lettera. Il punto, per me, è che questa morte torna poco dopo, nella seconda strofa, rovesciata in domanda: "si...

  • si pure tu staje tremmanno.
    Da «Tu sì 'na cosa grande» di Domenico Modugno·annotazione di Ettore

    Traduzionese anche tu stai tremando.

    Attenzione al primo "si": qui non è il "si'" di "tu si'", che vuol dire sei, ma il se delle ipotesi. "Pure tu" è anche tu, "staje tremmanno" stai tremando, con il verbo stare e il gerundio come si usa al Sud. Mi piace che la prova cercata sia proprio il tremito, una cosa del...

  • nu bene accussì, accussì grande.
    Da «Tu sì 'na cosa grande» di Domenico Modugno·annotazione di Ettore

    Traduzioneun bene così, così grande.

    "Nu bene" è un bene: in napoletano, come in italiano, voler bene è il modo più comune di dire amore, e qui "bene" è un nome: l'affetto stesso, qualcosa che si può avere o non avere avuto mai. Il verso prima lo dice: "nun aggio avuto maje", non ho avuto mai. E poi quel...