Le storie che non conosci

di Samuele Bersani, Pacifico e Francesco Guccini

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Dal 7 al 15 novembre 2026 torna #ioleggoperché, la campagna dell'Associazione Italiana Editori: entri in una libreria aderente, compri un libro e lo regali alla biblioteca di una scuola o di un nido gemellati. È l'undicesima edizione, con 30.610 scuole, 4.004 nidi e 4.135 librerie. Quest'anno il progetto si apre ai nidi di tutta Italia, dopo una sperimentazione locale.

In dieci anni sono arrivati nelle biblioteche scolastiche quattro milioni e mezzo di libri. Per questo, in queste settimane, la riascolto con un altro orecchio. Ogni libro donato comincia un percorso nuovo: passerà da uno scaffale a uno zaino, forse tornerà con un angolo piegato. Il suo prossimo lettore lo sta aspettando in una classe.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Le storie che non conosci vinse la Targa Tenco 2015 per la migliore canzone, assegnata agli autori Samuele Bersani e Pacifico ex aequo con Il senso delle cose di Cristina Donà e Saverio Lanza. Tutti e due avevano già una Targa: Bersani per la canzone nel 2004 con Cattiva, Pacifico per l'opera prima nel 2001.
    Fonte: clubtenco.it
  • Bersani e Pacifico scrissero e interpretarono il brano a titolo gratuito per la prima edizione di #ioleggoperché, la campagna dell'Associazione Italiana Editori del 2015. Fu scelto come sigla della diretta su Rai 3. Il ricavato delle vendite era destinato alla Fondazione LIA, per laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a Bologna.
    Fonte: web.archive.org
Questa canzone dà del tu a un libro. Non a chi lo legge: proprio al libro, all'oggetto, con la copertina piegata e un angolo un po' mangiato. E gli parla come si parla a un amico ritrovato dopo anni, facendogli domande a cui non potrà mai rispondere.

Chi ti ha perso? Dove sei stato? C'è qualcuno che ti sta ancora cercando in fondo alla borsa?

A me ha fatto pensare subito ai libri usati delle bancarelle, quelli che apri e ti raccontano qualcosa prima ancora della prima riga. Bersani e Pacifico fanno proprio questo: invece di riassumere una trama, leggono le macchie.

Pagine unte con le briciole addosso
Cerchi olimpici di vino rosso

Secondo me il colpo è tutto qui. Ogni libro ha due storie: quella stampata, uguale in tutte le copie, e quella che gli è successa addosso, che è solo sua. Qualcuno ci ha fatto colazione sopra, qualcuno ci ha appoggiato il bicchiere, qualcuno se l'è portato in metropolitana o su una corriera dall'altra parte del mondo. Nessuno ha firmato, ma tutti hanno lasciato qualcosa.

Pensaci. Noi oggi lasciamo tracce dappertutto: cronologie, visualizzazioni, cuori sotto le foto. Solo che sono tracce che non puoi toccare. Queste invece si vedono controluce, hanno un odore, non le ha raccolte nessun algoritmo. Sono capitate e basta.

Poi la canzone gira lo specchio verso di te.

Una storia in cui tu ti specchi
Con i tuoi occhi da marziano

Mi piace tantissimo questo marziano. Chi apre un libro per la prima volta arriva da fuori, non sa niente, guarda tutto con lo stupore di chi è appena atterrato. E allora succede una cosa strana: il libro può essere vecchissimo, ma chi lo apre è nuovo. È il lettore a rimettere in moto la storia, non il contrario.

Pacifico ha raccontato che, mentre scriveva, si immaginava il libro come un ragazzino vagabondo, e che solo parlandone con Samuele ha capito che era un vecchio, rugoso e scucito. Io nella canzone li sento tutti e due. Il ragazzino è quello che gira il mondo in tasca a un cappotto; il vecchio è quello che si porta addosso le briciole di tutti.

C'è un momento, verso la fine, che mi ha fatto fermare. Per tutta la canzone il libro è un tu, e all'improvviso spunta un io: qualcuno che ha fatto luce fino alla mattina, con una candela o una pila. Chi parla? Io ci vedo il ragazzino sotto le coperte con la torcia, quello che non riesce a smettere. Ma potrebbe essere anche il libro, che ha illuminato la notte di chi lo teneva in mano. Mi piace non saperlo. In quella notte, chi illumina chi è la stessa cosa.

E poi c'è la chiusura. L'ultima frase la canta Francesco Guccini, la voce più anziana della canzone, e cambia una sola cosa: la storia diventa le storie. Come se a quel punto il libro non fosse più uno, ma tutti quelli passati per le mani di qualcuno.

La prossima volta che trovi un libro usato con la dedica a qualcun altro, non strapparla. Fa parte della storia anche lei.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: Capannori Eventi, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. E una formica pietrificata del secolo scorso
    da Le storie che non conosci, Samuele Bersani, Pacifico, Francesco Guccini

    Tra le tracce che il libro si porta dietro, questa è la mia preferita. Una formica rimasta schiacciata tra due pagine chissà quando, e diventata una specie di fossile. Pietrificata, come gli insetti chiusi nell'ambra....

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  2. E poche righe sopravvissute a un pennarello giallo
    da Le storie che non conosci, Samuele Bersani, Pacifico, Francesco Guccini

    Questo verso mi fa ridere ogni volta, perché lo conosco benissimo. È il libro dello studente che evidenzia tutto, pagina dopo pagina, finché il giallo copre quasi ogni riga. Le poche rimaste bianche sono le...

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  3. Non è mai di seconda mano
    da Le storie che non conosci, Samuele Bersani, Pacifico, Francesco Guccini

    Di seconda mano, in italiano, si dicono due cose. La giacca comprata al mercatino, già usata da qualcun altro. E una notizia che ti arriva per sentito dire, attraverso qualcuno che te la riporta. Io credo che il verso...

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  4. Finito di stampare nel mese di agosto
    da Le storie che non conosci, Samuele Bersani, Pacifico, Francesco Guccini

    Questa frase la trovi nell'ultima pagina di tanti libri: è il colofone, la formula dove la tipografia dice quando e dove il volume è stato stampato. Di solito nessuno la legge. Qui diventa una specie di data di...

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