En e xanax, significato

di Samuele Bersani
Significato della canzone En e xanax di Samuele Bersani
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"En" è un derivato della famiglia dei benzodiazepinici, usato come ansiolitico.
Analogamente "Xanax" è un farmaco con caratteristiche simili ma usato in particolare per contrastare gli attacchi di panico.

Nella canzone di Bersani questi due farmaci diventano i protagonisti di un incontro, di una storia d'amore.
I due innamorati vengono nominati col nome del farmaco che li cura, come a dirci che talmente invasive sono queste condizioni per chi le vive, che non può esistere altro.
In certe particolari condizioni la persona diventa la sua stessa patologia. Perde, cioè, l'interezza e si riassume nel dolore che l'affligge. Chiamare i due ragazzi come gli anestetici che devono assumere per vivere ci racconta di quanto gli attacchi di panico o l'ansia siano in grado di paralizzare e di sostituirsi all'individuo, acquisendone in toto la fisionomia.

La visione di Bersani parla della paura che si ha nel condividere questi stati dell'anima, l'indicibilità della sofferenza e la resistenza a raccontarsi e aprirsi all'altro, perché difficile se non impossibile è oggettivare il dolore, individuandone le radici. 
La prospettiva romantica del cantautore introduce in questo contesto la funzione guaritrice dell'amore, in grado di essere humus fecondo.  
Questo è il senso che do ai versi:     

Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue
Troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l'anima che io vorrei avere

Una poesia semplice e totale che mi tocca in profondità, per quel che vale, perché per me ha la forza di di riportare sulla terra la funzione catartica dell'amore, liberandolo dalla patina superficiale della canzonetta per restituircelo in tutta la sua complessità.

Non si incentiva, qui, l'uso dei farmaci per superare questi stati dell'anima, quanto proprio l'utilizzo dell'amore, che diventa esso stesso il Farmaco per eccellenza, in grado di illuminare le parti in ombra dell'essere umano e renderle nuovamente vitali. Quelle stesse zone vitali che nel video mi pare che possano essere ben rappresentate dal corpo nudo ricoperto dal muschio, che diventano ora terreno di gioco. Ed è in questa direzione che si spingono i tanti consigli e suggerimenti che rispondono a Luna Gothic, su Youtube, che rispetto a En e Xanax scrive: "Soffro d'ansia, di panico e combatto questo dolore da sola come un cane. Questo brano mi fa piangere e quindi mi fa bene, perché forse in questo vuoto che mi circonda ci sarà qualcuno come me, che piange solo chiuso in una stanza mentre ascolta questa poesia".

É il contatto intimo tra esseri umani che è in grado di sciogliere i nodi. Quando ogni resistenza a mostrarsi cade.

Questo lo evinco anche dal video. Alla lacrima (tear) scritta sul braccio con del rossetto rosso e poi spalmata come se fosse una ferita, subentra la festa.
Braccio, lacrima, ferita diventano per me simbolo di qualcosa che è profondamente disarmante, come il lasciarsi attraversare dall'altro e donargli quegli aspetti della nostra interiorità che ci spaventano fino a immobilizzarci. Ed è da ciò che scaturisce la gioia: le persone sono assieme, ballano, si baciano, ridono, nell'unica scena girata di giorno.

In una bella intervista Samuele Bersani ci racconta il behin the scene di questa canzone, così speciale per il cantautore da spingerlo a tatuarsi il titolo. Di come, da uno sguardo e da una chiacchierata, si sia spalancata l'interiorità di due persone accomunate da una simile percezione e sia germinato il sentimento. Una canzone, questa, che è stata avvicinata a Anna e Marco di Lucio Dalla, scopritore di Bersani e legato da un doppio filo alla genesi di En e xanax, come racconta lo stesso Bersani.

Ho trovato molto interessanti le letture del testo presenti nei siti: grennme.it e studiopsynerghia.com
Qui si racconta il contesto musicale in cui si inserisce questo brano. En e Xanax appartiene a un album del 2013 intitolato Nuvola numero nove, la traduzione di un modo di dire americano ("cloud nine") che significa "essere al settimo cielo". Questo perché l'asse portante attorno a cui ruota l'album è la felicità intesa come esito di un percorso di conoscenza profonda, dove En e Xanax rappresentano l'attraversamento dell'oscurità. Dove cioè il dolore non è una fuoriuscita dal selciato, ma parte integrante del percorso di accettazione di sé che conduce alla felicità stessa. L'album è stato registrato negli studi di Lucio Dalla a Bologna ed è dedicato allo stesso Dalla (fonte).

Non so per voi, ma per quanto mi riguarda rimane sullo sfondo un grandissimo dubbio, che due debolezze possano fare una forza... che appunto sia una visione un po' troppo romantica. 

C'è in altre parole una parte di me che non crede fino in fondo a questo felice epilogo, sebbene le parole di Bersani siano toccanti e colme di speranza, e che vede piuttosto questa canzone come l'occasione per parlare di un tema che riguarda tantissime persone, ma che è ancora troppo spesso ignorato. 
Immagine dell'utente ingiz | 317 Punti
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