Le passanti

di Fabrizio De André

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Una poesia di Antoine Pol, scovata da Brassens al mercato delle pulci nel 1942, unica poesia bella di una raccolta ("E'motions poetiques") per il resto men che mediocre. Non è altro che la malinconia delle occasioni perdute; noi non ci pensiamo quando va tutto bene, solo quando la solitudine diventa insopportabile ci si aggrappa a questi ricordi lontani, immagini appena sfiorate o intraviste che solo la lontananza in realtà rende attraenti. .

Appassionato · 62 punti
Rispondi a Lamitina
Un giorno di tanti anni fa andavo da Venezia a Milano in treno ed avevo di fronte una compagna di viaggio con dei bellissimi occhi blu nei quali ci si poteva perdere, il sorriso me lo fece veramente ma la feci scendere senza seguirla e senza averle sfiorato la mano. Ho dimenticato questo episodio della mia vita fino a quando, dopo qualche anno, ho sentito questa canzone/poesia che mi ha fatto ripensare a quel momento in maniera così dolce e malinconica e ancora oggi a tanti anni di distanza nei momenti di solitudine rimpiango le labbra assenti della mia bella passante che non sono riuscito a trattenere. 
Ascoltatore · 32 punti
Rispondi a Turino
È una delle canzoni preferite di De André’: per le parole e la musica, entrambe struggenti. Soprattutto quando mi trovo in difficoltà ho piacere a cantarla sottovoce e nel silenzio perché mi dà sollievo. Tutti abbiamo avuto il piacere del rimpianto: significa che abbiamo desiderato e sognato.
Ascoltatore · 10 punti
Rispondi a Emilia

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Testo

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Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

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