Shock in My Town

di Franco Battiato · 1998

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La rimetto quando una giornata davanti agli schermi mi lascia addosso un ronzio che non si spegne insieme al telefono. Scritta quando i social non esistevano, sembra raccontare come ci si sente dopo: tribù che si scontrano, furore, la voglia di scappare. Non predice niente, ma dà un suono a una stanchezza che oggi sappiamo chiamare per nome. Su YouTube la versione del disco, sul canale ufficiale dell'artista, supera le seicentomila visualizzazioni.

La ascolterei prima di attraversare una città affollata, per ricordarmi che il rumore fuori e quello dentro si somigliano, e che accorgersene è già un piccolo passo indietro. Poi passerei a Povera patria, dove lo stesso sguardo sul presente lascia le chitarre e si fa più lento e più amaro.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il videoclip fu girato nel 1998 al Castello degli Schiavi di Fiumefreddo di Sicilia, villa barocca del Settecento già usata da Coppola per Il Padrino. Secondo il sito del castello, Battiato la scelse per la suggestione dei suoi sotterranei con le volte a botte, un tempo magazzino per vino e provviste.
    Fonte: castellodeglischiavi.com
Battiato l'aveva immaginata e scritta come una canzone dark. Lo raccontava lui stesso il giorno in cui il disco arrivava nei negozi, con una certa meraviglia: alla radio e tra la gente quella canzone aveva preso una solarità e un'energia che prima non aveva. A me questo equivoco sembra la porta giusta per entrarci. Un ritratto cupo che funziona come un inno non è un incidente: è quello che la canzone racconta.

Prendiamo il ritornello. Battiato e Sgalambro, che di solito scelgono le parole straniere con cura da filologi, qui usano town, la parola inglese più piatta, quella dei cartelli stradali, e accanto, quasi in rima, il nome di un gruppo rock. Sembra scritto per chi l'inglese non lo capisce, una lingua ridotta a coro da stadio. Ed è proprio la lingua delle "urla di furore" che il testo dice di aver sentito: slogan, suono, appartenenza.

Poi arriva la frase più dura:
Stiamo diventando come degli insetti, simili agli insetti
Conta il soggetto. Non "state diventando": stiamo. Chi canta non osserva lo sciame dall'alto di una torre, ci sta dentro, e la ripetizione ha già il ronzio di quello che descrive. Qui Battiato e Sgalambro mi convincono più di quando fanno i profeti, perché la condanna comprende anche chi la pronuncia.

Il cuore vero, per me, è l'accostamento che viene dopo. Da una parte la Kundalini, l'energia che nello yoga dorme arrotolata alla base della spina dorsale e va risvegliata; dall'altra la mescalina. Sono due modi di svegliarsi, due promesse di uscire da sé, e la canzone li mette nello stesso respiro, con lo stesso scopo:
Per scappare via dalla paranoia
Non sceglie apertamente. Lascia che sia la voce di sottofondo, con quel viaggio "che finisce male", a ricordare quale delle due vie presenta il conto. Per un musicista che della ricerca interiore aveva fatto la sua materia è una pagina poco consolatoria: nessuno ti garantisce che la meditazione e la fuga chimica, viste da fuori, non si somiglino.

E il conto arriva nell'ultima parola, che è il ritorno. Non il viaggio: il ritorno. È lì che si sta peggio, quando le allucinazioni finiscono e la città è ancora la stessa. Ho sempre trovato curioso che tanta letteratura sull'estasi racconti la partenza e quasi mai la mattina dopo; questa canzone, in poco più di quattro minuti di chitarre distorte, si ferma proprio sulla mattina dopo.

Mi resta un dubbio che non riesco a sciogliere. Se la gente l'ha sentita solare, è perché non ha ascoltato le parole, o perché ha capito qualcosa che l'autore non aveva previsto: che nominare il proprio male, ballandoci sopra, è già un modo di tenerlo a distanza? Io propendo per la seconda. Ma la sera, in cuffia, la canzone torna dark.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: rabendeviaregia, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate e traduzione

Le frasi più importanti, con la traduzione in italiano e il commento della redazione e dei lettori.

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