Sciur padrun da li beli braghi bianchi

di Tradizione popolare e Giovanna Daffini

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Se c'è una riga che non è invecchiata è "fora li palanchi ch'anduma a cà", fuori i soldi che andiamo a casa. Chi oggi fa una stagione lontano da casa, nei campi, negli alberghi o in una cucina d'estate, conosce l'attesa dell'ultima paga prima di partire. La canzone non ha bisogno di essere aggiornata per dirlo.

E continua a spuntare dove meno te l'aspetti. Gli Elio e le Storie Tese, in Complesso del Primo Maggio, la loro parodia degli artisti del concertone, chiamano in causa proprio Giovanna Daffini e il canto delle mondine. Per me è il segno che questo canto delle risaie è diventato memoria comune, abbastanza noto da essere riconosciuto anche in una canzone che scherza.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel 1971 il canto delle mondine arrivò nella musica leggera: Gigliola Cinquetti lo incise come lato A di un singolo e Anna Identici come lato B de L'uva fogarina. La versione di Cinquetti era la sigla iniziale dello sceneggiato Rai Un'estate, un inverno, dello stesso anno.
    Fonte: it.wikipedia.org
Di Sciur padrun da li beli braghi bianchi tutti ricordano il ritornello, e lo si canta come una protesta allegra: fuori i soldi, padrone. Io vorrei proporre una lettura un po' diversa. A guardarla tutta, strofa dopo strofa, secondo me questa non è prima di tutto una canzone di rivendicazione: è un calendario cantato, il conto alla rovescia di chi sta per tornare a casa.

Cominciamo dal soprannome, che è già un piccolo ritratto.
Sciur padrun da li béli braghi bianchi
"Sciur padrun" è il signor padrone, le "braghi" sono i calzoni. Perché bianchi? Io credo che il dettaglio sia scelto con malizia. Le mondine passavano le giornate con l'acqua alle ginocchia, piegate sulle piantine di riso; un uomo con i pantaloni bianchi, in risaia, è uno che nell'acqua non entra mai. Il colore dice la distanza meglio di qualsiasi slogan: lui resta pulito perché il fango lo toccano loro. È una lettura mia, ma mi pare che la canzone la autorizzi quando, più avanti, mette il padrone sull'argine a dare ordini.

Poi la canzone fa una cosa curiosa: chiede scusa. Le ragazze si scusano di averlo fatto tribolare, perché erano alle prime armi. E subito dopo descrivono il lavoro con due verbi che non so rendere con sicurezza:
Prèma al rancaun
e po' dopu a 'l sciancàun
Per quanto riesco a capire, sono due modi dialettali di dire strappare: prima lo tiriamo via, poi lo spezziamo. Su cosa sia quel "lo" non giurerei, l'erba cattiva o la fatica stessa. Quello che sento con chiarezza è il tono: la scusa è troppo cerimoniosa per essere del tutto sincera, e la strofa si chiude con un saluto e un "andiamo via". È l'ironia di chi non può alzare la voce.

Ma il cuore della canzone, per me, è la parte che di solito si salta.
E non va più a mesi
e nemmeno a settimane
Qui il tempo comincia a restringersi: non si conta più a mesi né a settimane, poi a pochi giorni, poi a poche ore. Arriva l'ultimo giorno, la partenza, il treno che fischia, la stazione, e alla fine le case e i fidanzati. Ogni strofa è un passo verso casa, e il ritornello torna in mezzo come un timbro sul cartellino. Non è un caso, credo, che la si cominciasse a cantare nella seconda metà della stagione, quando si avvicinava la paga. Allora anche il grido sui soldi cambia colore: non è una minaccia, è la condizione per partire. Senza la paga non si torna.

Non so se le mondine la sentissero proprio così. So che, contata in questo modo, la canzone finisce esattamente dove finisce il lavoro, e che il padrone dai calzoni bianchi, in quel conto, è solo l'ultimo ostacolo prima del treno.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Testo

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Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

A scüsa sciur padrun
sa l'èm fat tribülèr
i era li prèmi volti
i era li prèmi volti
a scüsa sciur padrun
sa l'èm fat tribülèr
i era li prèmi volti
ca 'n saiévum cuma fèr

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

Prèma al rancaun
e po' dopu a 'l sciancàun
e adés ca l'èm tot via
e adés ca l'èm tot via
prèma al rancaun
e po' dopu a 'l sciancàun
e adés ca l'èm tot via
al salutém e po' andèm via

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

Al nostar sciur padrun
l'è bon come 'l bon pan
da stér insëma a l'érsën
da stér insëma a l'érsën
al noster sciur padrun
l'è bon com'è 'l bon pan
da stér insëma a l'érsën
al dis - Fé andèr cal man -

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

E non va più a mesi
e nemmeno a settimane
la va a pochi giorni
la va a pochi giorni
e non va più a mesi
e nemmeno a settimane
la va a pochi giorni
e poi dopo andiamo a cà

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

E non va più a mesi
e nemmeno a settimane
la va a poche ore
la va a poche ore
e non va più a mesi
e nemmeno a settimane
la va a poche ore
e poi dopo andiamo a cà

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

Incö l'è l'ultim giürën
e adman l'è la partenza
farem la riverenza
farem la riverenza
incö l'è l'ultim giürën
e adman l'è la partenza
farem la riverenza
al noster sciur padrun

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

E quando al treno a scëffla
i mundèin a la stassion
con la cassiétta in spala
con la cassiétta in spala
e quando al treno a scëffla
i mundèin a la stassion
con la cassiétta in spala
su e giù per i vagon

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

Quando saremo a casa
dai nostri fidanzati
ci daremo tanti baci
ci daremo tanti baci
quando saremo a casa
dai nostri fidanzati
ci daremo tanti baci
tanti baci in quantità

Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà

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