Il testamento del capitano

di Tradizione popolare e Coro della SAT

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Pochi canti alpini hanno avuto una vita così lunga fuori dai cori. La versione di Mina, quella di Plurale in cui la sua voce si moltiplica con la sovraincisione fino a sedici volte per rifare da sola il suono di un coro di montagna, il 9 novembre 2015 ha aperto a Redipuglia l'inaugurazione della Piazza delle Pietre d'Italia.

Prima ancora, nel 1989, i CCCP lo avevano messo nel loro Canzoni preghiere danze del II millennio, e nel 2014 Massimo Bubola ne ha fatto il titolo di un album. Così oggi lo si incontra in tre vite diverse: sotto il cappello alpino, nella voce di Mina, nel rock. Ed è questo che lo tiene vivo: il capitano dà gli stessi ordini a chiunque lo canti.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il canto rielabora una ballata piemontese del Cinquecento, cantata dai soldati del marchese Michele Antonio di Saluzzo, comandante delle truppe francesi contro gli imperiali ad Aversa, morto nel 1528 dopo un grave ferimento. Costantino Nigra ne studiò e trascrisse il testo alla fine dell'Ottocento; durante la prima guerra mondiale la ballata divenne uno dei canti degli alpini.
    Fonte: museireali.beniculturali.it
Un testamento, di solito, elenca delle cose: una casa, un campo, qualche risparmio. Questo capitano non ha niente da lasciare. O meglio, ha una cosa sola, e la divide. A me il canto è sempre sembrato tutto qui: un uomo che possiede soltanto il proprio corpo e decide, finché ha voce, a chi spetta.

Prima però c'è una scena che si dimentica facilmente. Il capitano manda a chiamare i suoi, e loro rispondono che non hanno scarpe. Lui non sente ragioni:

O con le scarpe o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua
È un ordine, ma suona come una richiesta d'aiuto. Chi sta morendo non vuole un medico né un prete: vuole i suoi uomini intorno, anche scalzi. E in quelle scarpe che mancano c'è, detta senza alzare la voce, tutta la miseria di una guerra in cui chi comandava e chi obbediva avevano gli stessi piedi nel fango.

Poi gli alpini arrivano, chiedono che cosa comanda, e la risposta è la più spiazzante che un canto di soldati possa dare:

Ed io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià
Mi ha sempre colpito che sia proprio un comando. L'ultimo ordine del capitano non riguarda il nemico, riguarda lui stesso, e trasforma l'obbedienza in un gesto di cura: i soldati che lo hanno seguito in battaglia adesso devono portarlo, a pezzi, a chi gli voleva bene. È un'immagine cruda, da ballata antica, e capisco chi la trova macabra. Io ci vedo piuttosto un modo di non lasciarsi perdere tutto in un posto solo.

L'ordine dei pezzi dice molto. Si comincia dalla Patria e dal Battaglion, le cose grandi, quelle per cui si è partiti; poi si scende alla madre e alla ragazza, le cose per cui si vorrebbe tornare. Confesso che il primo pezzo è quello che mi convince meno: suona come un dovere da recitare, e infatti cambia destinatario a seconda di chi canta: nelle versioni più vecchie andava al Re d'Italia, nel dopoguerra i cori lo hanno dato alla Patria. Il resto, invece, è vero fino in fondo.

E l'ultimo pezzo va da un'altra parte ancora:

L'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior
Alla madre e alla bella il capitano chiede di ricordarsi di lui. Alla montagna no: le chiede di fiorire. È l'unico pezzo che non ha bisogno della memoria, perché diventa paesaggio. Non so se sia una consolazione o una resa. Forse è il solo modo che un ragazzo di allora aveva per immaginare di restare: non nel ricordo di qualcuno, che prima o poi si consuma, ma nelle rose che qualcun altro, passando, troverà lassù senza sapere perché.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Airoldo

Argomenti

Altre di Tradizione popolare

Testo

Seleziona un passaggio (fino a 4 versi) per annotarlo.

Il capitan de la compagnia
e l'è ferito, sta per morir
e 'l manda a dire ai suoi alpini
che lo vengano a ritrovar.

I suoi alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar
"O con le scarpe o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua"

"Cosa comanda sior capitano
che noi adesso semo arrivà".
Ed io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià:

il primo pezzo alla mia Patria
secondo pezzo al Battaglion,
il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol.

Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor
l'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior.

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Consigliati

Potrebbe interessarti anche

Le canzoni più viste di oggi