"Mi ritorni in mente" è il ricordo di un amore finito: lei torna nei pensieri più bella di com'era, ma c'è una sera che il protagonista non riesce a dimenticare. La scrivono Mogol e Lucio Battisti; il 45 giri esce nell'ottobre del 1969 e nel gennaio 1970 è primo in classifica.
La melodia viene da lontano. Nel 1965, prima di conoscere Mogol, Battisti aveva composto "Non chiederò la carità", con un testo dell'amico Roberto Matano; non fu mai pubblicata. Battisti stesso raccontò che in quella melodia c'era già, in germe, "Mi ritorni in mente". Nel 1969 la riprende, Mogol ci scrive sopra parole nuove e Battisti capisce subito di avere in mano il pezzo forte del suo prossimo singolo: "7 e 40", che doveva essere il lato A, passa sul retro.
- Il ricordo addolcito. Lei torna in mente bella com'è, forse ancora di più, e "dolce come mai / come non sei tu". In quel "come non sei tu" c'è tutta la lucidità del protagonista: sa che la memoria la sta abbellendo.
- L'angelo caduto. Ora lei è "un angelo caduto in volo" che abita tutti i suoi sogni. È una delle immagini più famose di Mogol: qualcosa di puro che si è spezzato.
- La svolta. "Ma c'è qualcosa che non scordo": qui la musica cambia passo, si fa nervosa, e il ricordo smette di essere vago.
- Quella sera. Ballavano stretti, e all'improvviso lei chiede di un altro: "Lui chi è?". Basta un sorriso per capire che è finita. Il protagonista lo dice senza giri di parole: "sono morto in un momento". Poi la strofa dolce ritorna, ma ormai sappiamo cosa nasconde.
Perché funziona come la memoria vera: prima la nostalgia che rende tutto più bello, poi la ferita precisa, con la sera e il gesto. Battisti lo fa sentire anche con la musica, passando dalla strofa sognante all'inciso concitato e ritorno. Sandro Colombini, discografico amico dei due, ha sostenuto che il testo fosse ispirato a una sua storia; Mogol lo ha smentito, dicendo di aver immaginato la storia senza pensare a nessuno.
- Chi l'ha scritta? Mogol il testo, Lucio Battisti la musica.
- Cosa c'era sul lato B? "7 e 40".
- Esiste una versione in inglese? Sì: "Wake Me I Am Dreaming" dei Love Affair, uscita nel 1971 con poco successo.
- Chi altro l'ha interpretata? Tra i tanti Mina, che la cantò in duetto con Battisti, dentro un medley, nella trasmissione Teatro 10 del 1972, e il pianista Stefano Bollani, che nel 2004 ne ha fatto il titolo di un album jazz inciso in trio con Jesper Bodilsen e Morten Lund.
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