Significato Nella mia ora di libertà

di Fabrizio De Andrè
Significato della canzone Nella mia ora di libertà di Fabrizio De Andrè
  • Richiesto da Nilo Misuraca
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Qui però il cantante va giù pesante con i secondini, con i quali non vuole condividere neppure l'aria che respira nel cortile, ma soltanto la prigione.
Vero che il cantante ha sempre perdonato, anche i suoi carcerieri dopo il rapimento, tuttavia considerava la libertà il bene più prezioso ed i secondini sono sempre stati l'emblema di coloro che vigilano sulla privazione della libertà altrui.
Tanto per rimanere sul tema del rapimento: il cantante perdonò i rapitori ma disse esplicitamente che non li invidiava considerato che, una volta beccati, sarebbero finiti in carcere.
In quel carcere che appunto è il luogo della canzone, una sorta di inferno in terra.

Nella canzone, inoltre, il cantante spiega come si possa finire in carcere anche senza essere cattive persone, ma semplicemente ribellandosi all'ordine costituito.

Putroppo anche il cantante si trova ad affrontare il paradosso che non esiste un modo legale per ribellarsi.

La frase più bella, a mio avviso è: "vagli a spiegare che è primavera".

Il cantante si scaglia contro coloro che tolgono la libertà ai giovani, come nella canzone Geordie dove stanno per impiccare un ragazzo che non ha neppure vent'anni, chiedendo che lo stesso sia impiccato una volta che sia calato "l'inverno sopra il suo viso".

Il cantante ha molto a cuore la primavera della vita, il mese di aprile o del maggio nelle sue canzoni, ripreso anche nella canzone la Guerra di Piero dove dice che per "crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio".

Quindi, nonostante tutte le sue canzoni parlino apertamente di perdono, il cantante non perdona a prescindere.
Lui, la privazione della libertà, libertario qual era, soprattutto strappata nella giovinezza, la condanna con forza.

Immagine dell'utente Jones che suonava il Flauto Jones che suonava il Flauto 58 Punti
1 persona trova utile questo significato
  • Canzone che come quasi tutte le canzoni di De Andrè va contro l'ordine costituito. In quel periodo (anni 70) si dava la colpa di tutto alla società. Eri drogato? Colpa della società Eri un ladro? Colpa della società. Va comque dato atto a De Andrè che lui viveva le sue idee in prima persona. A differenza di tanti buonisti odierni che se la prendono con chi teme ladri, zingari erc, però vivono in ville di lusso e se gli rubi uno stuzzicandenti da buonisti comprensivi vorrebbero darti l'ergastolo, De Andrè restò sempre coerente. Quando fu rapito assieme a Dori Ghezzi ebbe parole di comprensione pe i suoi carcerieri.

    Immagine dell'utente Alessandro67 Alessandro67 795 Punti
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