Mega Linz

di Cesare Cremonini · 2026

Traccia 7 di 11 dell'album Amateur

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

Ci sono serate in cui non hai voglia di una canzone che ti consoli, ma di qualcuno con cui essere sgarbato senza ferire nessuno. Io metterei Mega Linz proprio lì: fra amici, quando la conversazione comincia a chiedere a tutti di mostrarsi ragionevoli e soddisfatti. Il suo sarcasmo offre una pausa, non una soluzione.

È un uso piccolo della musica, ma mi interessa: ridere insieme senza essere d'accordo su tutto. Uno può riconoscersi nel personaggio, un altro trovarlo insopportabile, e cantare lo stesso. La riascolterei per questa libertà di stare nella stessa stanza senza dover raccontare tutti la medesima versione di sé.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nella recensione di Amateur su Rockol, Mattia Marzi accosta l'attacco di Mega Linz a Heroes di David Bowie e il verso sui "sommi poeti e dottori" a Dotti, medici e sapienti di Edoardo Bennato: sono rimandi proposti dal critico, non dichiarazioni di Cremonini.
    Fonte: rockol.it
Parto da un dettaglio quasi comico: due televisioni. In Mega Linz la vita arriva come un modulo prestampato, con le caselle già in fila: una villa con il giardino, una donna che ti resti vicino, nascere, crescere, lavorare, e in fondo alla fila, come premio, un secondo televisore. Mi fa sorridere perché è proprio il tipo di cosa che nessuno sogna e che tutti, un giorno, si ritrovano in casa. Non è un desiderio, è un accumulo.

Il verso che chiude la prima strofa, secondo me, è il centro di tutto:
Per poi capire che alla fine o sei felice o sei fuori
Non dice felice o triste. Dice fuori. La felicità qui non è uno stato d'animo, è una tessera d'ingresso: o la mostri o resti alla porta. Ed è un'idea che conosco bene, quella di dover dimostrare di stare bene perché stare male sembra una colpa, quasi una maleducazione verso gli altri. Cremonini la mette in fila con la villa e il giardino, come se anche la gioia fosse una voce del corredo.

Mi è tornato in mente, ascoltandola, il monologo con cui si apre Trainspotting: scegli la vita, un lavoro, una carriera, una famiglia, un televisore enorme. Lì la lista finiva in un rifiuto rabbioso. Qui finisce in un brindisi, e la differenza mi pare tutta la canzone. Il ritornello stappa lo champagne e lo dice senza nascondersi:
Anche se non sai dove ti porterà
È un brindisi che non festeggia niente, mette una firma. Come certi tappi che saltano a mezzanotte per contratto, perché è l'ora in cui si fa. E quel mega linz che arriva subito dopo io non so tradurlo: non ho trovato una spiegazione di Cremonini e non voglio inventarla. Lo sento come l'insegna di un grande magazzino, una parola che suona enorme e non indica nulla. Forse è proprio questo il punto: dare un nome scintillante a una vita già scritta.

Dove mi convince meno è la seconda strofa. I mostri, la droga, la moda: arrivano a raffica, come provocazioni da palco, e hanno più posa che pensiero. Mi sembra che quel disordine serva a rendere la festa un po' sguaiata, più credibile, ma la prima strofa diceva di più con meno, e con due televisori.

Resta una domanda che non riesco a chiudere. Chi canta all'inizio non vuole nemmeno uscire di casa; alla fine brinda con tutti gli altri e saluta. È una fuga o una resa? Si può rifiutare il copione e intanto recitarlo, magari ridendoci sopra? Io credo di sì, e credo che sia quello che facciamo quasi tutti. Ma non so se basti a salvarsi, o se serva soltanto a restare dentro con un po' più di stile.

Fonti: il monologo iniziale di Trainspotting, per il mio accostamento.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Amateur, 11 tracce

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Foto: Alicemngh, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Cascasse il mondo, io stasera non esco
    da Mega Linz, Cesare Cremonini

    Cascasse il mondo è un modo di dire che di solito accompagna una promessa: ci sarò, qualunque cosa succeda. Qui viene girato al contrario e diventa una dichiarazione di assenza. Mi piace che la canzone cominci da un...

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  2. Per colazione mangio uova con roast beef
    da Mega Linz, Cesare Cremonini

    In mezzo a una strofa che parla di mostri e di droga arriva una colazione abbondante e un po' assurda. La leggo come una piccola fotografia dell'eccesso: il lusso ridotto a un menu, la ricchezza che si misura in...

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  3. Fai un lavoro e poi muori
    da Mega Linz, Cesare Cremonini

    La prima volta il ritornello finiva con l'amore trovato e poi la morte. La seconda volta, al posto dell'amore, c'è un lavoro. Basta sostituire l'amore con il lavoro e il proverbio della vita intera si fa più grigio,...

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  4. Goodbye, amore mio
    da Mega Linz, Cesare Cremonini

    Dopo tanta ironia, nel ponte la canzone si ferma su un saluto a qualcuno di caro. A chi? Il testo non lo dice, e io non voglio forzarlo. Mi piace pensare che l'amore salutato sia proprio quella vita in fila, la villa...

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