La Leva Calcistica Della Classe ’68

Video per il significato della canzone La Leva Calcistica Della Classe ’68 di Francesco De Gregori

Richiesto da Carlo Car

Pubblicato 13 febbraio 2013

Ultima interpretazione 24 marzo 2024

Interventi 11 · Visualizzazioni 3302 · Annotazioni 0

Alessandro Descovi che muove le mani

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Significato più votato

qui http://comeunkillersottoilsole.blogspot.it/2012/04/la-leva-calcistica-della-classe-68.html c'è una bellissima spiegazione

De Gregori parla di calcio, certo, ma nel suo significato allegorico di specchio dell’esistenza. Come su un rettangolo verde, così lotti nella vita, vinci o perdi, sudi, soffri, gioisci. C’è un’etica, una dirittura morale, che, così come nello sport, informa le scelte dell’esistenza. Ma c è anche il fato, o una momentanea debolezza, o un lapsus, per cui il rigore determinante, quello che cambia il corso degli eventi, può essere sbagliato anche dal migliore, nonostante “ metta il cuore dentro alle scarpe e corra più veloce del vento”. Il protagonista della canzone fa parte infatti di una schiera di magnifici perdenti, di quei “ giocatori tristi che non hanno vinto mai”, che nessuno ormai più ricorda e che si sono giocati tutto in un unico, esiziale frangente. Uomini che hanno scelto la rettitudine piuttosto che l’inganno, o che semplicemente hanno sbagliato nel momento decisivo della propria vita. Una vita che li ha irrimediabilmente condannati all’indeterminatezza (ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar e sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai ) ma che invece De Gregori assolve perché un grande giocatore ( e un grande uomo ) resta tale anche se sbaglia un calcio di rigore, dal momento che “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia” .Ma la canzone, così ricca di spunti, dispiega un ulteriore significato, questa volta di natura squisitamente politica. La Leva Calcistica della Classe ’68 altro non è che la generazione dei sessantottini, di quei giovani cioè che cercarono di cambiare il mondo e che la Storia invece sconfisse. Non a caso la canzone viene inserita in Titanic, la grande nave da crociera che affonda così come affondano il paese Italia e gli ideali di civiltà che quel movimento propugnava ( dopo il ’68 arriveranno gli anni di piombo, le stragi, la strategia della tensione, i servizi segreti deviati e non ). Coraggio, Altruismo e Fantasia, possono così essere lette anche come le qualità che la politica dovrebbe avere e non ha mai avuto, e di cui invece il movimento del ’68, forse troppo ingenuamente, si faceva portavoce. Quei giovani che credevano in così alti ideali hanno perso, ma resta ancora in loro e in tutti quelli che credono in una politica al servizio del bene comune, la speranza di cambiare il mondo : Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, quest’ altro anno giocherà con la maglia numero sette “ ( il ragazzo con la maglia numero sette è Bruno Conti, che un mese dopo l’uscita di Titanic, vincerà il mondiale di Spagna ).

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Guarda che la Canzone è per Agostino (Nino) Di Bartolomei

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Puoi anche non sbagliare il calcio di rigore ma se non hai il coraggio, l'altruismo e la fantasia non puoi essere giudicato come giocatore! ... Per chi invece ha sbagliato il rigore ma ha il coraggio, l'altruismo e la fantasia coraggio! Il prossimo anno gioca con la maglia numero 7! La pienezza! Vivi la vita!

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Nino rappresenta il nostro viaggio interiore il nostro bisogno di correre e di segnare il calcio di rigore... che si scontra con la nostra paura di sbagliare di scegliere ed agire facendo l'analisi delle conseguenze, ma non è da questi partiocolari che si giudica un giocatore

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E dibaaaaaaaaaa il numero 7 ragazziiii

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La canzone che parla di un ragazzino che giocando a calcio in un campetto di periferia ha paura di calciare un rigore. Ma la partita di calcio è la metafora della vita e la paura di tirare un calcio di rigore è la paura di sbagliare nell'affrontarla.

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Ho sempre amato questa canzone nn sapendo affatto nulla di calcio ma la melodia mi ha sempre preso " dentro" e commossa...stasera per la prima volta ho approfondito il significato e trovo che la metafora calcio/ vita / politica sia del tutto significativa...anzi,mi piace ancora di più, dopo essermi letta queste Vostre interpretazioni, grazie!

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Ma nessuno si accorge che il titolo è sbagliato????

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La canzone che parla di un ragazzino che giocando a calcio in un campetto di periferia ha paura di calciare un rigore. Ma la partita di calcio è la metafora della vita e la paura di tirare un calcio di rigore è la paura di sbagliare nell'affrontarla

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Che sia dedicata a Di Bartolomei,e non ai sessantottini (distruttori della società, vedi: Quelli dell' P38, Curcio, Battisti ed altri terroristi che non sto qui ad elevare e non ultimo l'assassinio di Aldo Moro), e non paladini della libertà, non ci piove:
Nino cammina e non Bruno, che entrerebbe comunque nella metrica della battuta musicale, n'è una conferma.
Inoltre è per una questione di rima baciata che scrive: spalle strette/numero 7, non può cantare: maglia numero 10 (numero più rappresentativo del Di Bartolomei), trovatela voi una rima baciata con 10

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Con questa canzone de Gregori parla di un ragazzo che si approccia al mondo del calcio. All'età di 12 anni, Nino con le sue scarpe di gomma dura, cammina o attraversa il suo campo da calcio di terra e polvere e ha una forte paura dentro di sé, quella di sbagliare un calcio di rigore e di essere giudicato dagli altri. Nel testo viene ripetuto più volte che a paura di far finire questa carriera calcistica sbagliando un calcio di rigore. Ma allo stesso tempo viene rassicurato all'allenatore dicendo che un giocatore non si valuta solamente da un sbaglio ma anche dal coraggio e altruismo e dalla fantasia. 

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Secondo me non aver paura di sbagliare un calcio di rigore vuol dire che nella vita bisogna fare ciò che si ama anche sbagliando perché il valore di una persona si vede nel suo insieme nelle tante sfaccettature del carattere e non da un errore un errore non deve mai essere l impedimento per costruire o imparare per conseguire un obbiettivo ed essere migliori

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Altre canzoni di Francesco De Gregori

Testo

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l’allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell’area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

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