Blu(e) notte, significato

di Roberto Vecchioni
Significato della canzone Blu(e) notte di Roberto Vecchioni
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Significato più votato

qualcuno mi sa dire qualcosa a riguardo

Immagine dell'utente mariano 36 | 2 Punti
1 reazione a questo significato
Immagine dell'utente Concetta

È dedicata al poeta Sandro Penna e comprende anche citazioni da sue poesie

Eccomi, ora mi sono registrato e posso finalmente commentare senza quell'odioso Concetta :)
La canzone è dedicata a Sandro Penna (1906-1977), grande figura della poesia italiana del Novecento. Nel testo, Vecchioni immagina di dialogare con lui (non so se lo abbia effettivamente conosciuto. Penna visse gran parte della sua vita a Roma) in un bar, con un giovane barista sullo sfondo. Nella canzone Penna regala sei sigarette a Vecchioni (non so se Penna fosse un fumatore) e gli parla enigmaticamente di tante porte (“Le porte del mondo” è una poesia tra le sue più famose in cui si riflette sull’esistenza), avanti e dietro (del futuro e del passato). A questo punto compare il barista che lo prende per pazzo e Penna, accortosi del gesto del ragazzo, dice a Vecchioni di non farci caso e esprime la sua sofferenza per la mancanza di una famiglia (Penna fu una delle primissime personalità culturali a dichiararsi pubblicamente omosessuale e a inserire questo tema in molti sui componimenti). Il tema della famiglia introduce la successiva citazione pascoliana della rondine e del cibo per i suoi rondinini (X agosto). Nella seconda strofa si entra ancor più dentro alla poesia di Penna: il poeta chiede a Vecchioni se abbia mai perso un ragazzo (altra allusione alla sua omosessualità) e sottolinea come diventando anziani la perdita si faccia più pesante. E' il tema dell'efebo, del giovane con tratti affascinanti (quasi femminili) oggetto di seduzione secondo il modello culturale dell'antica Grecia (trovi questo tema nel marinaio vestito di azzurro e bianco della poesia "La vita è ricordarsi di un risveglio" 1928). Il poeta è colpevole di non aver chiamato il giovane che gli camminava davanti e, ora, non può più farlo (Orazio avrebbe detto Carpe diem per intendere afferrare la realtà). Gli ultimi versi della strofa sono una citazione di "Le stelle sono immobili nel cielo" e riprendono, con quel "ma" avversativo in apertura di verso (di rimembranza petrarchesca), uno dei temi cari del poeta: ci sono cose che restano immobili e fisse per l'eternità ed altre che si possono vivere solo nel presente.
Immagine dell'utente Eugenio | 3 Punti
2 reazioni a questo significato
Immagine dell'utente Alessandro D.

Ciao Eugenio Concetta :D, intanto grazie per il prezioso contributo! Inoltre volevo chiedere se era abbastanza chiaro che ci si doveva registrare per decidere la propria identità. Credo che l'anonimato di default sia una buona idea per chi vuole condividere i propri sentimenti senza esporsi necessariamente.

Immagine dell'utente Eugenio

Quando ho commentato e è uscita Concetta è stato chiarissimo :D

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