Pinocchio, significato

di Natalino Otto
Significato della canzone Pinocchio di Natalino Otto
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Pinocchio è un brano pubblicato nel 1942 dalla Fonit. Il disco conteneva, oltre a Pinocchio, la canzone Incanto di stelle, ambedue musicate dall’orchestra ritmo-melodica diretta da Semprini.

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, di Collodi era stato scritto tra il 1881 e il 1883. 
Il romanzo pedagogico come è noto narra dell'epopea di Pinocchio che da pezzo di legno diventa bambino.

Natalino Otto (Natale Codognotto) iniziò l’Italia allo swing ed è di fatto considerato un precursore della musica moderna. La sua tendenza esterofila però (lavorò in America per un’emittente radio) gli causò non pochi problemi (siamo a metà degli anni Trenta) proprio per questa ‘tendenza’ alle sonorità oltreoceano:

“Nel 1934 fu scritturato da un'emittente radiofonica italo-americana di New York. Rientrato in Italia nel 1935, Otto propose, dopo qualche anno, un repertorio innovativo fortemente ispirato alla musica americana del periodo, ma si dovette scontrare con la realtà italiana, dove ogni suggestione esterofila era vietata. Fu costretto a cambiare i titoli di alcune canzoni: Saint Louis Blues fu tradotto letteralmente in Le tristezze di San Luigi (o di St. Louis, secondo le versioni), Mister Paganini divenne Maestro Paganini. L'EIAR, l'ente radiofonico di stato, non trasmetteva i suoi pezzi, definiti "barbara antimusica negra”.” 

Dietro a quelle che a un orecchio contemporaneo suonano come delle ‘canzonette’, si nasconde dunque una vera e propria forma di resistenza alla censura del regime fascista. 
Un proclama alla libertà di espressione che in quegli anni era stata negata. 
Ma fortunatamente:

“Otto, censurato dalla radio controllata dal regime, arriva agli italiani attraverso i dischi della Fonit che italianizza ed elabora i testi nonostante le proibizioni”.
Fonte.

Sulla figura di Pinocchio di Collodi sono state fatte molte interpretazioni e per questo vi rinvio alla pagina di wikipedia, alcune votate a sottolineare l'inadeguatezza pedagogica di fine Ottocento. Su questo è stato infatti scritto che:

"Alcuni commentatori effettivamente convengono che Pinocchio, piuttosto che una favola per ragazzi, sia in effetti un'allegoria della società moderna, uno sguardo impietoso sui contrasti tra rispettabilità e libero istinto, in un periodo (fine Ottocento) di grande severità nell'attenzione al formale.

"Di là dall'apparente ottimismo pedagogico, il romanzo è in realtà tristemente ironico, a volte addirittura satirico, proprio con riferimento a quella pedagogia formale e, più in generale, contro alcune contraddizioni e inadeguatezze dell'educazione, delle maniere e dell'istruzione Ottocentesche".
Fonte.

Natalino Otto nel testo di questa canzone in questo mi sembra voglia prendere una posizione contraria all'educazione punitiva. 
I suoi versi si esprimono in antitesi a una pedagogia come repressione rigore formale

Studia studia non cantar
non hai altro da imparar


Quasi in modo sarcastico Natalino Otto sottolinea i limiti cui Pinocchio è sottoposto. Ma sono limiti imposti dall'esterno (vuoi piantarla di fischiar), più che proprie impossibilità. 

Al contrario, mi sembra che qui voglia sottolineare in chiave positiva la disobbedienza e la libertà in antitesi alla 'gabbia' formale in cui è incasellato e da cui non può scappare: 

Non puoi suonare l'amor non puoi sospirare
di legno è fatto il tuo cuor che ci puoi fare


Il collegamento più immediato che mi è venuto da fare è proprio tra la vicenda di Pinocchio e il valore civile della disobbedienza attraverso la libertà di espressione.

Il significato di questa canzone mi pare allora che possa essere strettamente connesso alla vicenda personale di Natalino Otto.
Il cantante infatti, come vi ho scritto all'inizio di questo intervento, durante la sua carriera ha subito non poco l'austerità del regime che gli proibiva di cantare. Qui sembra allora prendere le parti di Pinocchio, attraverso un ribaltamento di prospettiva, lo invita proprio a fare ciò che mi sembra piuttosto evidente che non vorrebbe, ovvero rinunciare alla sua vena artistica, di monello giocoso, per un ideale di serietà.
Forse perchè Natalino Otto percepiva che la sua arte era troppo all'insegna della 'giocondità' per i suoi contemporanei e questo continuo giocare sui doppi sensi e sui valori della società corrente ( come in Oh mamma mi ci vuol la fidanzata) creavano un attrito con la società dominante che poco ne accettava i testi.
Immagine dell'utente ingiz | 278 Punti
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