Il giardino di sassofoni

di Cesare Cremonini · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché ascoltarla

Io la terrei in una playlist per i giorni in cui fare qualcosa per piacere sembra tempo perso. Cremonini racconta di studiare il sassofono per amore e di sentirsi un esordiente davanti a Donny McCaslin: mi interessa questa sproporzione, un musicista affermato che torna allievo. Non tutto deve diventare una prestazione da mostrare. Una sera passata a esercitarsi può avere valore anche senza un risultato da raccontare agli altri.

Per questo la riascolterei tornando da un corso, o prima di riprendere un esercizio lasciato a metà: per ricordarmi che posso dedicare tempo a qualcosa senza doverci eccellere. Poi passerei a Paparazzi, dove suona McCaslin: non come traguardo da inseguire, ma come piacere di ascoltare qualcuno più bravo.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Morgan ha contribuito all'arrangiamento del brano. Cremonini ha raccontato di avergli mandato la canzone dopo che Morgan gli aveva chiesto di produrgli un disco: una settimana più tardi ricevette un arrangiamento con passaggi armonici nuovi. Marco Castoldi, il vero nome di Morgan, compare tra i produttori nei crediti digitali.
    Fonte: rockol.it
C'è un'espressione, in apertura, che lavora più di quanto sembri. Il flauto traverso è uno strumento; un flauto "di traverso" è un'altra cosa. Di traverso ci va il boccone che non scende, la giornata storta, la parola uscita male. Cremonini comincia così:
Ci basta un flauto di traverso
Due amici amanti dell'universo
e io ci sento subito l'idea che regge tutta la canzone: la musica che consola non è quella perfetta, è quella che esce storta. Basta poco, un suono incerto e qualcuno accanto, per tenere in piedi due persone a cui la vita aveva promesso oro e consegnato sabbia.

Poi c'è il tu. Cremonini ha raccontato che il brano descrive i suoi mesi con il sassofono, dal principio all'ultimo giorno, e che l'inchiostro con cui l'ha scritto è fatto di dolore, ma cantandolo arriva alla luce. Questa dichiarazione cambia l'ascolto. La grammatica del testo dice donna: lei è stanca, lui l'ha persa e le promette di restarle accanto lo stesso. L'autore dice strumento. Io credo che la canzone giochi apposta su questo doppio destinatario: un amore finito e un amore che comincia, cantati con le stesse parole, come se il secondo fosse il modo di sopravvivere al primo.

E arriviamo al giardino.
Oltre i muri che fanno gli uomini, uomini, yeah
C'è un giardino di sassofoni, sassofoni, yeah
Mi è tornata in mente la fine del Candido di Voltaire: dopo guerre, naufragi e terremoti, l'ultima parola è che bisogna coltivare il proprio giardino. Anche qui il giardino non prende il posto dei muri, sta oltre. Non nega il deserto, cresce dopo. E i fiori sono sassofoni, strumenti che suonano solo con il fiato di qualcuno: un giardino che vive se qualcuno ci respira dentro. Mi piace che la salvezza non sia un luogo da raggiungere ma un gesto da ripetere, come l'esercizio quotidiano di chi impara.

Devo dire dove la canzone mi convince meno. Il ritornello, con i suoi "yeah" e l'armonia di ogni spazio, resta nel vago proprio quando le strofe erano state precise e strane, piene di figure da quadro surrealista. Forse è voluto: un giardino non si descrive, ci si entra. Ma in quel punto ho sentito più l'arrangiamento che la parola, e la parola avrebbe potuto osare ancora.

Resta la domanda che mi porto via. Quando chiede di non essere odiato mentre pensa a lei, sta parlando a una persona che ha perso o alla parte di sé che ha dovuto accettare di suonare male per ricominciare? Io propendo per la seconda, ma la canzone non mi dà ragione fino in fondo. Forse è giusto così: nel giardino si entra in due, anche quando uno dei due è un sassofono.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Airoldo

Argomenti

Altre di Cesare Cremonini

Ascolta il disco Il giardino di sassofoni

In qualità di Affiliato Amazon, Significato Canzone riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Foto: Alicemngh, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Ci siam svegliati dentro a un deserto
    da Il giardino di sassofoni, Cesare Cremonini

    Viene subito dopo la nascita negli anni d'oro, e il passaggio è brusco come un risveglio. Io ci leggo il racconto di una generazione cresciuta dentro una promessa di abbondanza e diventata adulta in un paesaggio...

    Leggi la nota
  2. L'artificiere surrealista
    da Il giardino di sassofoni, Cesare Cremonini

    È la figura più strana del testo, e mi piace proprio per questo. L'artificiere è chi maneggia l'esplosivo, o chi prepara i fuochi d'artificio: lavora con ciò che può ferire o incantare, a seconda di come lo usi....

    Leggi la nota
  3. Sarò una roccia senza la spada
    da Il giardino di sassofoni, Cesare Cremonini

    Qui sento la leggenda della spada nella roccia, rovesciata. Nella storia di Artù la pietra conta per ciò che custodisce: la spada che solo il re potrà estrarre. Una roccia senza spada non promette più nessun destino...

    Leggi la nota
  4. Siamo diamanti, soli in eterno
    da Il giardino di sassofoni, Cesare Cremonini

    La riga torna più volte e ogni volta mi sembra più ambigua. Il diamante diventa qui un simbolo di durata e durezza: i due si dicono indistruttibili. Ma soli può voler dire in due contro il mondo, oppure ognuno chiuso...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Consigliati

Potrebbe interessarti anche

Le canzoni più viste di oggi