Disperato Erotico Stomp

Video per il significato della canzone Disperato Erotico Stomp  di Lucio Dalla

Richiesto da Francesco Piselli

Pubblicato 02 maggio 2013

Ultima interpretazione 25 aprile 2019

Interventi 8 · Visualizzazioni 2574 · Annotazioni 1

Alessandro Descovi che muove le mani

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Significato più votato

Canzone autobiografica, come lo stesso Lucio Dalla rivelò a Gigi D'alessio. Lucio conobbe una filosofa con la quale ebbe un flirt, ma non ne nacque nulla e lei se ne andò davvero via con un'amica alta, grande fica. Egli si sentì scoraggiato da ciò, ovviamente. Riflettè sul fatto che non sta bene stare sempre in casa in mutande ed uscì, non accontentandosi più di pensare solo a delusioni, ad aquiloni (come in alcune versioni), a grandi imprese, a una thailandese, sottolineando nel contempo che "l'impresa eccezionale" rimane sempre "essere normale". Così uscì, e si imbattè prima in una puttana, con la quale parlò solamente e trovò interessanti i suoi discorsi perchè era molto tranquillizzante, essendo ottimista. Inoltre, era anche di sinistra, come lo stesso Dalla. Successivamente, incontrò uno che si era perduto e gli insegnò la strada, dicendogli che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino. Ma il malcapitato non poteva saperlo: era di Berlino. Dalla dice nella canzone di esserci stato "con Bonetti", a Berlino. In una conferenza stampa recente, egli rivelò che Bonetti esisteva realmente: era un suo amico "completamente scemo", come lo definì, col quale Dalla si metteva in viaggio e puntualmente Bonetti, che guidava sempre lui la macchina, sbagliava strada. Tornando alla canzone, Dalla si rese conto che tutto questo peregrinare tutto sommato è inutile. Sono molto più confortanti ed accoglienti le mura di casa propria. Così, decise di tornare a casa e rimettersi in mutande. Prima di salir le scale si fermò, colpito, a guardare una stella (le stelle sono sempre molto presenti nelle sue canzoni) e fu stupito dal fatto di avere un'erezione spontanea in un silenzio tombale. Così, si sdraiò sul divano e si masturbò, facendo capire che è troppo complesso, a volte, capire i misteri dell'amore e del sesso. Meglio non pensarci ed affidarsi al... fai da te.

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"...ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale."

Proprio qui sta il punto. La canzone ha chiaramente un significato ma penso che tutto sommato restasse in parte nascosto anche a Dalla... Semplicemente ha raccontato ciò che ha realmente (o normalmente, se preferite) fatto una sera, sentendosi solo dopo una delusione.
Trovo affascinante come un uomo possa aprirsi così tanto e mostrarsi così al naturale di fronte ad altri uomini raccontando semplicemente ciò che fa, ed è ancora più bello se si pensa che in questa "favola" raccontata da Dalla tutto ciò che accade è ordinario se non addirittura banale. Ma nessuno lo racconta mai. Nessuno ha veramente il coraggio di scrivere in una canzone che "si masturba semplicemente perchè gli va".

Quindi, almeno per me, il significato è espresso nella frase: "...ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.". E cioè non c'è niente di più affascinante che la naturalezza della vita. In questo caso possiamo assaggiare uno scorcio della vita di Lucio Dalla che probabilmente, nonostante la personalità fuori dagli schemi, coincide anche con la nostra. Perchè, in fondo, tutto ciò che ci circonda è normale.

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Non c’è niente che non va, nella canzone goliardica per eccellenza, nata sulla spinta della libertà di linguaggi favorita dalla nascita delle radio libere. Secondo Dalla, rappresenta «la risposta a una sorta di moralismo della sinistra. Era l’epoca delle femministe (…). Io ho un rispetto sacro per l’essere umano, non per l’aspetto istituzionale di esso. Per cui “Disperato erotico stomp” era una canzone-provocazione sia nel linguaggio sia nella ragione stessa della canzone». Una volta ascoltata, non la dimentichi più. Certi passaggi del testo sono diventati, a loro modo, proverbiali. «Vinci se diventi riempimento automatico. L’aggiunta che vi vien spontanea a “nel centro di Bologna”, quella è Dalla»

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Un uomo rimasto solo, senza donna, gira per Bologna, incontra una puttana e un giovane ragazzo di Berlino che aiuta a ritrovare la strada. La sera tornato a casa termina la giornata con una sega.

"il silenzio m’ingrossava la cappella."

[..]

"ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano."

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Bella e divertente; contiene però una frase che ho fatto mia e che mi è enormemente servita ogni volta che confondevo l'apparire con l'essere. "...ma la cosa eccezionale... è essere normale."

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La canzone parla della tensione tra assoluto e relativo, e della danza della vita che questa tensione costantemente irrisolta crea. La donna ideale rappresenta l'amore vero e assoluto contrapposto all'uomo e alle sue limitazioni che lo costringono a perdere la verità e purezza di questo amore, ma lasciandolo profondamente assettato. Dalla dipinge un quadro impressionista della vita delle persone sensibili, degli artisti, di chi ama. Una vita fatta di assoluti irraggiungibili e di relativi che, in mancanza d'altro, diventano assoluti.  Bonetti,  il relativo con cui si fa un viaggio a Berlino che diventa un assoluto da chiamare per cognome come un politico. La puttana ottimista e di sinistra, la relativa che diventa un assoluto di verità nella sera di Bologna. Bologna stessa che diventa il luogo per eccellenza, il teatro palladiano della tragedia e commedia dell'artista, dove non si perde neanche un bambino, ma si perde chi viene da Berlino. Ovvero si perde nel teatro della vita e della morale chi ragiona troppo e sente troppo poco. La dissoluzione dell'assoluto porta Dalla ad assolutizzare ogni relativo. Di nuovo nel finale la stella e la cappella, riprende con linguaggio dantesco la tensione tra l'assoluto e il relativo. L'amata assoluta che deve andare via a fare qualcosa di importante di unico e di grande. Che ritorna con contrappasso nel finale in Dalla che rientra a fare qualcosa di importante di unico e di grande, ovvero sancire col pretesto errato dell'autoerotismo il valore corretto dell'amor proprio. The greatest love of all is learning to love yourself, come diceva Whitney Houston. Forse questo amore vero della povertà del proprio se è il primo vero centro della canzone, che usa il pretesto dell'autoerotismo per parlare dell'erotismo di una chiaccherata, di una amicizia, di una vita. L'erotismo inteso come tensione verso l'assoluto (l'ottimismo, la sinistra, l'amicizia, il sesso).  Che quando è idealizzato diventa amore umano vero per Bonetti e per la puttana e per l'amata. 
La puttana è il secondo centro della canzone. Una donna pagata dagli altri per fingere di dare tutta se stessa, a cui Dalla interessa veramente l'assoluto del suo essere, i problemi, l'ottimismo, che lo appaga molto piu del relativismo del suo corpo, che lascia intatto un po' per disinteresse, un po' per amore, un po' per assolutismo. E questo dialogo con la puttana, è il dialogo che Dalla fa con chiunque ascolta questa canzone, è un testamento di morale, di amore e di vita. Eppure il relativismo è ciò che lo porta a riconoscersi e a dialogare con quella puttana, amarla nel senso vero e non erotico, regalando a lei e a se stesso un momento assoluto con la regina del relativo. 
Un relativismo in cui però l'artista affoga, arranca, e che lo porta a dire che l'impresa eccezionale è essere normale. Questo è il terzo centro della canzone. In un momento volutamente passeggero nel testo della canzone, Dalla intuisce che la normalità è l'ultima meta etica e magari umana, ma ci passa sopra velocemente perchè inconsciamente sa che la normalità è irrangiungibile per un artista che in quanto tale è condannato a vivere di licenze. 

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credo che Dalla voglia dire che il personaggio è stato sposato, ma la donna con la quale stava, lo tradiva e forse perché il suo sesso non era di dimensioni soddisfacenti, e lo si nota dalla frase : Ti hanno vista bere a una fontana che non ero io, la ex lo aveva lasciato per andarsene con l'amica mentre lui quando stava a casa con lei e voleva fare sesso lei rifiutava dicendogli che era meglio se andava a segarsi in bagno da solo.
e poi alla fine della canzone lui in realtà si rende conto con questa frase
Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella sono molto preoccupato, perché in realtà si rende conto che la stella che lui guarda è un uomo ed è preoccupato forse perché prende un pò coscienza perché si rende conto che forse sotto sotto quell'uomo gli piace , infatti il silenzio m'ingrossava la cappella si eccita a vedere la "stella" e immaginando di fare sesso con lui gli parte la mano con dolcezza.

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la rezza

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Altre canzoni di Lucio Dalla

Testo

Ti hanno vista bere a una fontana che non ero io
ti hanno vista spogliata la mattina, birichina biricò.
Mentre con me non ti spogliavi neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana, la sottana fino al pelo. Che nero!
Poi mi hai detto "poveretto, il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica, quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante, di unico e di grande
io sto sempre a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande.

Penso a delusioni a grandi imprese a una Tailandese
ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.
Quindi, normalmente, sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente ho incontrato una puttana.

A parte il vestito, i capelli, la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri, e non ragionava male.
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente, ma son rimasto solo, solo come un deficiente.

Girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta e mi dice "sono di Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti, era un pò triste e molto grande
però mi sono rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella
sono molto preoccupato, il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano

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