Tutto, in All Night, comincia da una lettera. Fabri Fibra lo annuncia nella prima strofa, metto sempre la A prima di attaccare, e tre righe dopo mantiene la promessa nel modo più furbo che conosco:
Difatti il rap è stato il mio riscatto asociale
L'orecchio si aspetta "riscatto sociale", la formula di chi viene dal basso e grazie al rap sale. Lui ci mette davanti la A, quella che in grammatica nega, e la frase si rovescia: il rap non lo ha portato dentro la società, lo ha salvato lasciandolo fuori. Il ragazzo che stava sempre in casa e diceva "non mi parlare" non è guarito, ha trovato un mestiere per il suo stare in disparte. Mi piace sentire in quella A anche un voto, la serie A del verso dopo, e magari la nota su cui ci si accorda prima di suonare: ma qui vado a orecchio, e lo ammetto.
Poi c'è il ritornello, che è una conta. Uno per le rime, due per la vibe, tre, quattro: a me fa venire in mente la vecchia filastrocca americana "one for the money, two for the show", quella che Carl Perkins mise in testa a Blue Suede Shoes per dare il via. Solo che qui, arrivati a quattro, il cinque non arriva. Al suo posto c'è "all night", ripetuto finché il conto si perde. La conta di partenza diventa una durata: non si parte per correre, si parte per non smettere.
Secondo me il cuore della canzone sta in questo tempo lungo. La prima strofa fa i conti come un ragioniere, le strofe già scritte a migliaia, gli anni passati a durare, e alla fine arriva a quello che pesa davvero:
Conta quello che lasci su 'sti beat, legacy
"Conta" è la parola del ritornello, ma ha cambiato senso: prima si contava, adesso qualcosa conta. E la chiusa della strofa dice la tesi senza giri: all'industria basta che il pezzo batta cassa, ma starci sopra è la sfida e restarci una vita. Stare sul beat per una notte lo sanno fare in tanti, restarci per decenni è un'altra gara. A Open Neffa ha raccontato di essersi chiesto se fosse troppo vecchio per il rap, e di essersi accorto che nessuno ha mai spiegato come si invecchia facendolo, perché loro sono i primi. All Night, per me, è la risposta pratica a quel dubbio: si invecchia restando svegli.
La seconda strofa cambia passo e diventa satira veloce, prima tutta rime in "isti" e poi in "ismi": ville con le piscine per rapper tristi, righe che non sono solo quelle scritte, prelati indemoniati che fanno gli esorcismi. La leggo come il ritratto di una scena che ha preso i soldi e ha perso la notte. Non so dire chi sia il rapper del video che squarta: può essere un bersaglio preciso o una figura di comodo, e preferisco non indovinare.
Alla fine il pezzo fa quello che dice. Due veterani si concedono il gioco più antico del rap, le barre a non finire, ma lo usano per dire che la partita vera è restare in campo. La strofa si chiude col freestyle, e il ritornello riparte da uno.
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