Comincio dalla fine, perché secondo me Alienazione si apre davvero solo all'ultimo verso della seconda strofa:
E se c'è un posto di blocco, io sono il chilo
Non dice "ho il chilo", e nemmeno "porto il chilo". Dice che lo è. Chi parla non è più quello che nasconde la roba in macchina: è diventato la roba. Qui, per me, sta tutto il titolo, preso nel suo senso più antico e più duro: alienarsi vuol dire diventare una cosa, qualcosa che passa di mano, si vende, si sequestra.
Rileggete il testo con questa idea in testa e vedrete che quasi ogni riga comincia allo stesso modo. "Io sono" torna più di dieci volte, e quasi mai è seguito da una persona. Nella prima strofa l'io si fa quarzo, freddo di marzo, razzo; nella seconda, quella di Fibra, pusher, uscita d'emergenza, vortice, passaggio, colpo di tacco. È l'anafora classica dell'egotrip rap, il vanto di chi è tutto e il contrario di tutto. Ma qui il vanto suona rovesciato: un io che si elenca come un inventario non ha più un posto suo, sta dappertutto e da nessuna parte. Lo ammette lui stesso: sopra, sotto, in giro.
Il mercato entra presto, e con il suo gergo. Il pusher ha le buste e offre la merce migliore:
Se vuoi le rime, trovi quelle giuste
Le rime sono la roba, e quelle degli altri sono un "pacco", che nello slang è la fregatura, la busta che non contiene quello che promette. Fibra ha raccontato a Open che con Neffa voleva un disco contro quello che l'industria discografica ha fatto al rap. Io leggo questo pezzo come la diagnosi di quel male: quando le strofe diventano prodotto, chi le scrive rischia di finire lui stesso sul bancone. È una lettura mia, non un'intenzione dichiarata.
La Bibbia senza religione
C'è poi un secondo filo, più sottovoce, nella prima strofa. La fossa col leone è quella del profeta Daniele, il bacio è quello di Giuda, e alla fine si giura:
Giura, mano sulla Bibbia senza religione
Non cerco assoluzione
Restano i gesti della fede, ma senza il Dio che li rende sensati: è un'altra estraneità, forse la più nuda. E quello "spacciato per definizione", detto proprio dentro la fossa, mi sembra un doppio senso voluto: condannato, e insieme smerciato. Le due strade del pezzo, il sacro svuotato e la merce, si toccano in una parola sola.
Non so dire chi sia l'Ignazio nominato nelle prime righe: può essere qualcuno dello studio, o solo un nome che chiama la rima con spazio e strazio. Mi tengo il dubbio. Sento chiaro invece il ritornello, con la clessidra che gira e il tempo per l'azione. Davanti a un io sparpagliato tra le cose, l'unica risposta che la canzone offre è muoversi prima che la sabbia finisca. Non è una soluzione, è un'urgenza: ed è il punto in cui, secondo me, Alienazione smette di essere un lamento e diventa una sfida.
A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.









