Di Vertigini si è già detto che parla del tempo che passa e della disillusione, ed è vero. Io vorrei proporre una chiave più fisica, quasi da geometra: secondo me è una canzone costruita in verticale, dove ogni immagine sale o precipita, e dove la memoria smette di essere una strada alle spalle e diventa un dislivello sotto i piedi.
Guardate come comincia Neffa. Il primo movimento è verso il basso: una nave che affonda e qualcuno che resta lì con un cucchiaio in mano, come se il naufragio fosse un pranzo da finire. Poco dopo arriva la risalita, detta nel modo più crudo possibile, venire su da un cesso con il solo flow come scala. Il fondo e la superficie sono già tutti e due nella prima strofa, a pochi versi di distanza.
Poi Fibra prende la scala dall'altro capo. Nella sua strofa tutto è altezza precaria: castelli di carta, le luci della ribalta, mille salite. E c'è un'immagine che per me tiene in piedi l'intera strofa:
Penso a mettermi in salvo, trappola di cristallo, Bruce Willis
Trappola di cristallo è un film che si svolge dentro un grattacielo. Chi l'ha visto ricorda il poliziotto di Bruce Willis braccato ai piani alti, costretto a salvarsi buttandosi nel vuoto. Fibra non sceglie un eroe qualsiasi, sceglie un uomo intrappolato in cima: è il ritratto più esatto che conosca di chi ha avuto successo e non sa più come scendere.
Il verso che secondo me spiega il titolo, perché trasforma il guardare indietro in un guardare giù, è questo:
Io, se mi guardo indietro, fra', ho le vertigini
Di solito la vertigine viene guardando in basso. Qui viene guardando indietro: il tempo si è rovesciato in spazio, e gli anni vissuti sono diventati un'altezza. È un'idea bellissima e anche spietata, perché vuol dire che più strada hai fatto, più è alto il punto da cui puoi cadere. Il passato non è un posto dove tornare, è il vuoto che misura quanto sei salito.
Il ritornello chiude il disegno con l'unica cosa che nella canzone scende piano, senza schianto: la polvere. E la vertigine arriva prima che la polvere scenda, cioè mentre le cose ancora splendono. Non la sento come la nostalgia di chi ha perso tutto, ma come il capogiro di chi è ancora in piedi lassù e sa che non durerà.
Su un punto non sono sicuro. Le ombre che non rispondono possono essere le persone perse per strada, oppure le versioni di sé stessi che si sono lasciate in basso; io propendo per la seconda, perché è una canzone in cui due rapper parlano soprattutto con chi erano. Ma qui il testo lascia aperto, e mi sembra giusto lasciarlo aperto anche io.
A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.









