Voglio una pelle splendida

di Afterhours · 1997

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La riascolto quando una serata ha bisogno di finire senza spegnersi di colpo. Nei concerti romani del 2025 per i vent'anni di Ballate per piccole iene chiudeva la scaletta: i musicisti lasciavano il palco uno alla volta, finché restava solo la batteria. Mi colpisce quel modo di congedarsi, togliere una presenza alla volta invece di troncare tutto.

Per me il motivo per tornarci è anche questo: trovare un passaggio tra il rumore condiviso e il silenzio in cui ciascuno rientra da solo. Non serve aspettare un concerto o una ricorrenza. La metto alla fine di un ascolto lungo, e provo a non riempire subito ciò che viene dopo. Per un percorso diverso c'è Male di miele, compagna nello stesso CD singolo.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel 2014 gli Afterhours l'hanno reincisa con Samuel dei Subsonica come singolo che anticipava l'edizione speciale di Hai paura del buio?, dove ogni brano era reinterpretato con altri artisti; nella versione digitale c'era anche quella con Daniele Silvestri. Nel 2020 una nuova versione con Samuel, registrata apposta, è entrata nella colonna sonora di The New Pope di Paolo Sorrentino.
    Fonte: crossovermedia.net
A me questa sembra una canzone che si fa cantare al primo ascolto, con il ritornello che entra subito: solo dopo un po' mi accorgo di cosa sto cantando. Comincia come si comincia davanti a un confessionale, o davanti a una madre quando si torna a casa tardi e con la faccia sbagliata:
Stringimi madre
Ho molto peccato
È il linguaggio che in Italia avevamo tutti nelle orecchie, quello della dottrina imparata da bambini. Agnelli lo prende così com'è e lo mette in bocca a uno che non chiede di essere assolto con le regole: chiede soltanto di essere stretto. Io ci sento una confessione senza prete, fatta a qualcuno che ti vuole bene prima ancora di sapere cosa hai combinato.

Poi arriva il titolo, e il titolo è uno scherzo serissimo. Chi scrive versi così cupi dice di volere un pensiero superficiale, uno che faccia bella la pelle. Allora la superficie era la televisione delle prime serate, i sorrisi delle pubblicità, il mondo lucido da cui quel rock, almeno a sentirlo, voleva stare lontano. Eppure qui nessuno la disprezza davvero. La si invidia. Il desiderio di essere leggeri, di non pensare troppo, è confessato come un altro peccato, forse il più umano.

La riga che mi è sempre rimasta è questa:
Coi cuori sporchi
E le mani lavate
Chi è cresciuto con il catechismo pensa subito a Pilato, che si lava le mani per dirsi innocente. È una lettura mia, ma mi sembra che la canzone rovesci quella scena: le mani pulite non provano niente, sono solo la parte che si vede. Sotto, il cuore resta quello che è. L'apparenza in ordine e la coscienza in disordine: non è una descrizione di qualcun altro, è un autoritratto.

E qui c'è la cosa più bella, per me. Il perdono non viene chiesto gratis. C'è un patto, detto in due righe: il bacio spetta al colpevole, ma solo se dice la verità. Non bacia l'innocente, che non esiste. Bacia chi ammette. In mezzo a tanta voglia di superficie, la canzone mette come unica condizione la sincerità, che è l'opposto della superficie. Così il titolo si capisce meglio: la pelle splendida si può desiderare, ma la salvezza passa da un'altra parte.

Riascoltata oggi, quando la pelle splendida si compra in flaconcino e si fotografa ogni mattina, fa un effetto strano. Sembra scritta per adesso. Ma non è una predica contro le apparenze: è la voce di uno che le apparenze le vorrebbe, che sa di non bastare a sé stesso, e che alla fine chiede la cosa più antica di tutte, essere preso in braccio così com'è, a patto di dire la verità.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: William Domenichini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

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  1. Ma la vita è un suicidio
    da Voglio una pelle splendida, Afterhours

    Arriva subito dopo la confessione alla madre, e va letta lì. Non è un proclama e non è una cronaca: io la leggo come un'iperbole della stanchezza, quando ogni notte storta sembra consumare qualcosa che non torna. Io...

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  2. Bacia il colpevole
    Se dice la verità
    da Voglio una pelle splendida, Afterhours

    È un ordine, non una preghiera: chi canta si rivolge a chi dovrebbe venire a salvarlo e gli dice cosa fare. A me torna in mente, per contrasto, il bacio più famoso della tradizione cristiana, quello di Giuda, che...

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    da Voglio una pelle splendida, Afterhours

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  4. A maledire certe domande
    da Voglio una pelle splendida, Afterhours

    Non maledice le risposte, maledice le domande. È una differenza che conta. Certe cose, una volta chieste, non si possono più disimparare: un sospetto su una persona amata, un dubbio su sé stessi. La riga dopo lo dice...

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