Ragazzo fortunato

di Jovanotti · 1992

Traccia 3 di 12 dell'album Lorenzo 1992

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

C'è chi l'ha scoperta dentro un collegio per finta. Nel 2020 la quinta edizione de Il collegio, su Rai 2, riporta un gruppo di ragazzi nel 1992: il professore di musica Marco Chingari chiede in classe chi si sente fortunato, e poi la cantano tutti insieme. All'ultima puntata, in cortile, davanti alle famiglie venute a riprenderli, i collegiali la cantano in coro per salutarsi.

È lo stesso posto che le dà Jovanotti, che la mette spesso in fondo ai concerti. Secondo me funziona da congedo perché fa il conto di una giornata andata com'è andata e lo chiude con un ritorno a casa. Per questo la si canta quando qualcosa finisce: la fine di un'estate, di un viaggio, di una scuola.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il videoclip di Ragazzo fortunato (1992) è diretto da Ambrogio Lo Giudice, bolognese, da bambino nel Piccolo Coro dell'Antoniano. Per Jovanotti ha poi girato anche Penso positivo, Serenata rap, L'ombelico del mondo, Mi fido di te e Safari; nel 2009 diresse il video di Domani 21/04.2009 degli Artisti Uniti per l'Abruzzo.
    Fonte: it.wikipedia.org
Di solito Ragazzo fortunato si canta come un inno alla gratitudine: uno che si guarda intorno e ringrazia. Io vorrei leggerla dal lato opposto, cioè dalle sue condizioni. Perché prima di dirsi fortunato questo ragazzo mette in fila tutto quello che non è e non sa fare, e il ritornello si capisce solo dopo aver letto bene il conto.

Si comincia con due "se", e il secondo è un piccolo enigma:
Se io fossi capace scriverei il cielo in una stanza
Il cielo in una stanza è la canzone di Gino Paoli in cui l'amore fa sparire il soffitto. Nel 1992 a nominarla è un ragazzo che fino a poco prima faceva il rap delle feste, e che in apertura confessa di non essere capace di scrivere quel tipo di canzone. Secondo me è una dichiarazione di poetica travestita da battuta: non avrò mai la stanza di Paoli, dice, però ho una sera e una persona da cui tornare. Ed è proprio quello che il ritornello finisce per raccontare.

Poi arriva la mappa del posto in cui si vive, e con il nome che porto non posso non fermarmi qui:
Ma se devo dirla tutta, qui non è il paradiso
All'inferno delle verità io mento col sorriso
Non è il paradiso, ma non è nemmeno l'inferno: all'inferno stanno le verità, e lui le schiva sorridendo. Quello che resta è una terra di mezzo, un purgatorio quotidiano dove i problemi sono zero e infiniti, a giorni alterni. La parola più spiazzante è quel "mento". Il narratore ci avverte che il suo sorriso è una bugia, e lo fa poco prima di sorridere a tutti noi con il ritornello.

In mezzo c'è un passaggio che quasi nessuno nota, perché cambia la persona del verbo:
Di dieci cose fatte te n'è riuscita mezza
E dove c'è uno strappo non metti mai una pezza
Fin qui parlava "io", adesso parla "tu". Sembra la voce di qualcuno che ti fa la predica, un genitore o un professore, oppure è lui che si rimprovera allo specchio. Il bilancio è disastroso: mezzo successo su dieci tentativi, e nessuna riparazione.

Ed ecco il punto della mia lettura. Subito dopo questa pagella arriva "sono un ragazzo fortunato", e la parola è scelta con cura. Non dice bravo, non dice felice: dice fortunato, cioè uno che ha ricevuto qualcosa che non si è guadagnato. Il sogno, infatti, non l'ha conquistato: gliel'hanno regalato. La fortuna è l'unica parola onesta che resta a chi ha appena ammesso di non meritarsi granché. Altro che ottimismo di maniera: è una contabilità precisa, e i conti tornano solo grazie a un regalo.

Resta un dubbio che non so sciogliere. Se lui mente col sorriso, anche il ritornello potrebbe essere una di quelle bugie. Forse lo è. Ma è una bugia che promette di tornare da qualcuno la sera, e a me pare che una promessa così, cantata da tanta gente insieme, smetta presto di essere una bugia.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Il disco Lorenzo 1992 · 1992 Contiene Ragazzo fortunato

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Foto: Cassinam, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

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  1. Problemi zero, problemi a non finire
    da Ragazzo fortunato, Jovanotti

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    da Ragazzo fortunato, Jovanotti

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    da Ragazzo fortunato, Jovanotti

    Siddharta è il romanzo di Hermann Hesse del 1922, il libro che per decenni i ragazzi si sono passati di mano in mano, ma Jovanotti lo nomina come se fosse un amico incontrato al bar. C'è un'ironia sottile: nel romanzo...

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