Dare a una canzone il nome di un altro rapper è una mossa rischiosa: o è un omaggio, o è una presa in giro. Secondo me Jay-Z è tutte e due le cose insieme, e il bello sta nel non scegliere. Fabri Fibra e Neffa non raccontano Jay-Z: se lo mettono addosso come un costume, e poi lasciano che si vedano le cuciture.
Il costume è quello del rapper diventato impero, l'uomo che ha trasformato le rime in un'etichetta, in un marchio, in una fortuna da miliardario. Il ritornello lo fa entrare come un messia:
E viene Jay-Z, forse Gesù
Sono nel jet set poi vedi tu
Quel "forse" è la prima cucitura. Non è una bestemmia, è un dubbio detto con il sorriso: il dio del rap che fa i soldi arriva, ma nessuno giura che salverà qualcuno. Mi viene in mente che uno dei soprannomi di Jay-Z è Hova, che suona come Jehovah: non so se il gioco sia voluto, ma l'accostamento a Gesù gli calza fin troppo bene.
Poi arriva il catalogo del lusso, quello che il rap americano ha reso quasi un genere a sé: il privé, lo champagne, le Bentley, Prada, il caviale. Lo elencano con la faccia seria, ma ogni tanto la scenografia cede. La riga che a me dice tutto è questa:
Abbiamo donne ma siamo brutti
In un pezzo davvero celebrativo non la scriveresti mai. Qui invece sta nel ritornello, accanto ai soldi da contare e ai pugni da fare: è l'autoironia di chi sa di recitare una parte presa in prestito, e la recita lo stesso, perché diverte e perché intimidisce. Succede di nuovo quando il Cristal finisce accanto all'acqua Perrier, o quando il caviale si ritrova nella giungla: il lusso, messo così, viene sempre un po' storto, e loro lo lasciano storto apposta.
C'è però un verso di Fibra che sposta il discorso dal portafoglio alla scrittura:
Tu c'hai le collane, io scrivo perle
Le collane sono la ricchezza da esibire, le perle sono le rime. Per me è la chiave dell'intera canzone: la ricchezza che rivendicano è fatta di parole. Tutto il resto, i jet, i privé, le tipe con le doppie vite, è scenografia ritagliata dal video di qualcun altro.
Resta da capire perché proprio Jay-Z, e non un nome qualsiasi del lusso rap. Una risposta la dà Fibra stesso, parlando del disco a Open: il rap è sempre stato trattato come un genere per ragazzi, ma Jay-Z ha passato i cinquantacinque anni e rappa ancora. Io leggo il titolo anche così: non solo il simbolo dei soldi, ma la prova che si può invecchiare dentro questa musica senza smettere. E infatti la strofa di Neffa si chiude su una legge di sopravvivenza:
La sai la legge com'è: il forte sopravvive a morte prematura
Detta da Neffa, che i dischi li faceva già nel 1994, non suona come una minaccia da film di gangster. Suona come un bilancio. Non sono sicuro che tutto il pezzo regga questa lettura, perché gran parte è gioco e spavalderia pura; ma secondo me sotto il costume di Jay-Z c'è proprio questo orgoglio: essere ancora qui, brutti, con le perle in tasca.
A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.









