Come mai

di 883 e Max Pezzali · 1993

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Prova a cominciarla sottovoce mentre qualcuno tiene in mano una chitarra. A me piace Come mai soprattutto per quello che succede dopo: arriva un punto in cui non devi più cantare da sola. Il ritornello diventa un posto comune, nel senso più bello: una frase che puoi abitare insieme a persone con storie diverse dalla tua.

Quando la rimetto, cerco questo piccolo passaggio dall'ascolto alla partecipazione. Non serve raccontare agli altri chi hai in mente, né avere la voce giusta. Puoi entrarci a metà, perdere una parola, riprendere al giro dopo. Ti offre compagnia senza chiederti spiegazioni. Per me è un buon motivo per tenerla vicina anche quando non sono innamorata: non devo riconoscermi in tutta la storia per avere voglia di cantarla.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Come mai nacque per Massimo Ranieri e il Festival di Sanremo. Mauro Repetto ha raccontato a Deejay chiama Italia che lui e Max Pezzali, che venivano dal rap, presero come riferimento Never Say Goodbye dei Bon Jovi, "un pezzo di Sanremo anche se in inglese". Nella sua autobiografia aggiunge che provarono a campionare un frammento della chitarra di Richie Sambora, senza riuscirci.
    Fonte: napolitoday.it
Te la sei mai cantata addosso, Come mai, con gli occhi chiusi e la voce più alta di tutti? Io sì, mille volte. E solo da poco mi sono accorta che dentro c'è una caduta, e che è la cosa più bella della canzone.

Guarda chi parla. Uno che fino a ieri era sempre in giro, sempre fuori, uno di quelli che gli amici guardavano con un po' di invidia.
Pensare che credevano
Che fossi quasi un Dio
Perché non mi fermavo mai
Lo dice con un mezzo sorriso, ma per me è la confessione di tutta la canzone. Il suo potere stava nel movimento: non fermarsi, non legarsi a nessuno, non dare a nessuno la possibilità di farlo aspettare. Era una divinità fatta di velocità, come quelle che ci si costruisce a vent'anni tra il bar, la piazza e la macchina di qualcuno.

E poi? Poi arriva lei, e lui si ferma. Proprio alla lettera. La canzone parte dalle notti in strada e finisce dentro una stanza, seduto. Chi non si fermava mai adesso passa notti intere ad aspettare, e non fa nient'altro.
Qui seduto in una stanza
Pregando per un sì
Rileggi questa riga accanto all'altra. Quello che si credeva quasi un Dio adesso prega. Non ordina, non conquista, non sceglie: chiede, e aspetta che la risposta arrivi da qualcun altro. È un rovesciamento enorme, e la canzone lo fa passare quasi in silenzio, dentro un ritornello che cantiamo tutti senza farci caso.

Per questo secondo me "come mai" non è una domanda rivolta a lei. È una domanda su di sé: com'è successo che io, proprio io, sia finito qui? Sembra che lui chieda chi è lei, ma intanto non sa più chi è lui. Lei resta senza volto, senza nome, quasi senza parole. Quello che cambia sotto i nostri occhi è il ragazzo.

Ed è anche il motivo per cui non la sento come una canzone triste, anche se parla di attesa. C'è una specie di sollievo nel perdere la corona. Fare il dio stanca: devi sempre muoverti, sempre essere quello che non si innamora, quello che non aspetta nessuno. Lui invece ammette di sentirsi un po' bambino e dice che gli va bene così. Si lascia sconfiggere, e lo racconta senza vergogna, con una tenerezza che non ti aspetti da chi fino alla strofa prima faceva il duro davanti agli amici.

Forse è per questo che la cantiamo così forte, tutti insieme, anche i ragazzi che non lo ammetterebbero mai. Ci dà il permesso di scendere dal piedistallo per quattro minuti.

Io la canto ancora con la voce che si rompe sul finale, ma adesso so cosa sto cantando: la storia di uno che smette di correre e si siede. E ogni volta che lo sento pregare per quel sì, mi viene da tifare per lui.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Nina

Argomenti

Altre di 883

Ascolta il disco Come mai

In qualità di Affiliato Amazon, Significato Canzone riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Foto: Davide Palermo, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Le notti non finiscono all'alba nella via
    da Come mai, 883, Max Pezzali

    Mi piace che la canzone non cominci da lei, ma dalla notte. Mauro Repetto, che ha scritto il testo, ha raccontato nella sua autobiografia che questo inizio viene dalle notti sue e di Max: a volte lo accompagnava a...

    Leggi la nota
  2. Il sogno di sentirsi dentro un film
    da Come mai, 883, Max Pezzali

    È il sogno che abbiamo avuto tutti da ragazzi: che la nostra storia avesse la colonna sonora, le inquadrature giuste, il finale in cui lei si volta. Lui sa che è un desiderio da bambino, lo ammette nella riga prima,...

    Leggi la nota
  3. Una quotidiana guerra con la razionalità
    da Come mai, 883, Max Pezzali

    La parola che mi colpisce è quotidiana. Non è una battaglia epica, combattuta una volta sola: è una guerra di tutti i giorni, come la sveglia o il caffè. Ogni mattina ti prometti di essere ragionevole, di non...

    Leggi la nota
  4. Uccidersi d'amore ma per chi
    da Come mai, 883, Max Pezzali

    Qui parla il ragazzo di prima, quello che prendeva in giro gli innamorati. Uccidersi è una parola esagerata apposta, la si usa tra amici per ridere di chi soffre per una ragazza: e la domanda finale non aspetta...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Consigliati

Potrebbe interessarti anche

Le canzoni più viste di oggi