Vitti 'na crozza

di Franco Li Causi e Tradizione popolare · 1950

1 interpretazione, 3 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Mi fa sorridere che nel 2025 Vitti 'na crozza sia finita anche in Another Simple Favor, il film di Paul Feig uscito su Prime Video: una cameriera la canticchia tra sé mentre esce da una stanza. È proprio così che questa canzone vive ancora oggi, a mezza voce, quasi senza accorgersene, come una cosa che si sa da sempre.

Ma c'è anche chi la riprende in mano con cura. Nel 2024 la studiosa di tradizioni popolari Sara Favarò le ha dedicato un libro intero, per restituirle il volto di canto di disperazione che i decenni avevano coperto con una parodia allegra. Così, ogni volta che parte il ritornello a una festa, la domanda torna: stiamo ridendo o stiamo piangendo?

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • La prima incisione di Vitti 'na crozza è un 78 giri Cetra del 1951, con il Quartetto Francesco Li Causi e la voce del tenore Michelangelo Verso. In quella versione non c'era ancora il ritornello "lallero", aggiunto più tardi da altri interpreti.
    Fonte: italyheritage.com
Chi l'ha cantata almeno una volta, a una festa o in gita, se la ricorda così: un giro di chitarra, le mani che battono il tempo e quel "lallero" che tutti attaccano anche senza sapere il siciliano. Vitti 'na crozza sembra una canzone allegra. Poi ci si ferma sulle parole e si scopre che è una conversazione con un morto.

Chi canta vede un teschio, la "crozza", e per curiosità gli fa una domanda. Il teschio risponde, e quello che racconta non ha niente di festoso: è morto senza che nessuno suonasse le campane per lui, cioè senza un funerale, senza che il paese se ne accorgesse. Da dove venga quel teschio le letture sono diverse. Quella che mi convince di più lo porta sottoterra, nelle zolfare: il testo arrivò a Pietro Germi, mentre girava Il cammino della speranza, dalla voce di un anziano minatore di Favara.

Ed è lì che, secondo me, la canzone cambia faccia. Pensiamo a uomini che passavano le giornate in fondo a una miniera di zolfo. Per loro morire "senza campane" non era un'immagine poetica: era una paura concreta, sparire senza un saluto, senza che qualcuno dicesse il tuo nome ad alta voce.

Poi il teschio parla del tempo.
Sinni eru, sinni eru li me anni,
sinni eru, sinni eru e nun sacciu unni,
"Se ne sono andati, se ne sono andati i miei anni, e non so dove." È il verso che mi tocca di più, perché non riguarda solo un morto: riguarda chiunque arrivi in fondo alla vita e si guardi indietro con un po' di smarrimento. E subito dopo c'è il rovescio della prima strofa. All'inizio il vivo domandava e il morto rispondeva; ora, a ottant'anni, il vivo chiama il morto e quello non risponde più. Il dialogo si è chiuso.

E il "lallero", allora? C'è chi lo considera un tradimento. Rosa Balistreri non volle mai cantarla con quel ritornello, e alla fine degli anni Ottanta la riportò a un passo lento, senza festa. La capisco. Eppure io non riesco a pensarlo solo come un errore. Nel film la canzone accompagna dei minatori che lasciano la Sicilia per cercare lavoro in Francia, e diventa quasi il loro inno di coraggio. Cantare allegri un canto di morte è anche un modo di guardare la morte in faccia senza farsi schiacciare.

Per questo, quando la sento intonare a una festa, non penso che chi canta non abbia capito. Penso che stia facendo quello che fa la canzone stessa: dare una voce a chi non ce l'ha più, e magari, con quel ritornello, suonargli finalmente le campane che non ha avuto.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Frasi commentate e traduzione

Le frasi più importanti, con la traduzione in italiano e il commento della redazione e dei lettori.

  1. Vitti 'na crozza supra 'nu cannuni
    da Vitti 'na crozza, Franco Li Causi, Tradizione popolare

    TraduzioneVidi un teschio sopra un cannone

    La "crozza" è il teschio, e fin qui tutti d'accordo. Il "cannuni", invece, divide. Alla lettera è un cannone, e c'è chi ci vede una guerra o il vecchio uso di esporre il teschio di un giustiziato su una torre. Ma chi...

    Leggi la nota
  2. murivi senza toccu di campani
    da Vitti 'na crozza, Franco Li Causi, Tradizione popolare

    Traduzionesono morto senza rintocco di campane

    È la risposta del teschio, e per me è il cuore della canzone. Il "toccu di campani" è il rintocco a morto, quello che in paese annunciava a tutti che qualcuno se n'era andato. Morire senza vuol dire morire senza...

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  3. Cunzatimi cunzatimi stu lettu
    da Vitti 'na crozza, Franco Li Causi, Tradizione popolare

    TraduzionePreparatemi, preparatemi questo letto

    "Cunzari" in siciliano vuol dire preparare, sistemare con cura, come si fa con un letto per un malato o con la tavola per un ospite. Il verso dopo ci dice che questo letto è la fossa: il corpo è già mangiato dai...

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