Paura

di Fabri Fibra e Neffa · 2026

Traccia 21 di 23 dell'album Zarathustra Style

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché ascoltarla

Paura arriva quasi alla fine di Zarathustra Style, quando il disco ha già detto tanto. Presentandolo, Fabri Fibra ha parlato di un album fatto anche contro le proprie insicurezze, e qui quella lotta smette di essere un manifesto e diventa una stanza con due persone dentro.

Io la rimetterei in una notte precisa: quando qualcuno che ami ha paura, e tu non sei sicuro di non esserne la causa. Non offre una soluzione, offre una presenza, detta da chi ammette i propri lati peggiori. Dura meno di tre minuti, ed è il tempo giusto per dire una cosa difficile senza girarci intorno.

Dante · A cura della Redazione ·

Il titolo è una parola sola, ma secondo me in Paura la paura ha due indirizzi. C'è quella di lei, chiusa sotto le lenzuola, e c'è quella che lei potrebbe avere di lui. La canzone sta tutta nello spazio fra queste due, ed è per questo che il ritornello, che sembra una carezza, a me suona come una promessa fatta da chi conosce bene il pericolo.

Qui nessuno, nessuno, nessuno potrà
Farti più, farti più, farti più male

Ripetuto così, a balbettii di tre, "nessuno" non rassicura soltanto: insiste, come chi deve convincere anche se stesso. E chi è che fa paura? Il ritornello lo dice prima: forse proprio io. È una ninna nanna cantata dal lupo, e lo dico senza ironia. Chi ha visto la propria parte peggiore è l'unico che può davvero fare da guardia.

Fabri Fibra ha detto a Open che, fra i due, lui potrebbe essere un Picasso, perché è spigoloso, e Neffa un Kandinsky, perché è tutto immagini. In Paura la differenza si sente benissimo. La strofa di Neffa lavora per sensi: chiodi e vetro nel letto, la polvere rimasta, l'odore della paura che arriva alle narici come a un animale che fiuta. Lui non spiega cosa sia quella sostanza che "nemmeno la sai dire", la fa sentire. E chiude con una specie di benedizione notturna: resto qui fino all'alba.

Poi entra Fibra e il quadro diventa spigoli. La paura qui ha un nome, la bestia che c'ho dentro, e ha un'abitudine precisa: esce all'improvviso e prende alla gola. Il paradosso del sogno in cui non si riesce a dormire, il risveglio con il sangue dal naso, il sorriso di chi si è salvato per poco: è il racconto della dipendenza visto da chi dice di essersi salvato, ma non si illude di averla chiusa fuori. La bestia aspetta, mese dopo mese, e bussa con un regalo in mano.

La riga che mi ha fermato di più è l'ultima della strofa.

A volte penso che non ti avrei mai incontrata
Se non mi fossi drogato

Qui secondo me si chiude il cerchio. L'amore che il ritornello vuole proteggere è nato dentro la cosa che fa paura: lei era attratta proprio da quello sbagliato. Non c'è pentimento di maniera e non c'è vanto: c'è un debito scomodo con il proprio passato, che non si può cancellare senza cancellare anche lei. È un pensiero che non si dice volentieri, e infatti arriva con un "a volte", a mezza voce.

Non sono sicuro che la donna della prima strofa e quella della seconda siano la stessa persona: il testo lascia il dubbio, e forse è voluto. Io le sento come la stessa notte vista da due lati del letto. Da una parte qualcuno che ha paura, dall'altra qualcuno che di quella paura si sente responsabile, e prova lo stesso a restare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Dante

Argomenti

Altre di Fabri Fibra

Il disco Zarathustra Style · 2026 Contiene Paura

In qualità di Affiliato Amazon, Significato Canzone riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Foto: Andrea Di Quarto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. E non serve sapere il sapere, meglio sentire il sapore
    da Paura, Fabri Fibra, Neffa

    Il gioco di Neffa è più antico di quanto sembri. In latino sapere voleva dire prima di tutto avere sapore, e solo dopo essere saggi: sapienza e sapore vengono dalla stessa radice. Lui la riporta indietro, verso la...

    Leggi la nota
  2. Vernice fresca sul mio manifesto, il quadro è questo
    da Paura, Fabri Fibra, Neffa

    Vernice fresca è il cartello che dice: non toccare, non appoggiarti. Fibra lo mette sul suo manifesto, che è insieme un poster e una dichiarazione di principi. Per me è un autoritratto ancora bagnato: il cambiamento...

    Leggi la nota
  3. sogno di farmi un altro destro
    da Paura, Fabri Fibra, Neffa

    Qui non sono sicuro della lettura, e lo dico. Farsi, nel gergo, è drogarsi, e il verso prima parla proprio di droghe strane senza fine. Un destro però è anche un pugno, e cogliere il destro vuol dire cogliere...

    Leggi la nota
  4. Se bussa non aprire anche se ti porge un omaggio
    da Paura, Fabri Fibra, Neffa

    È un avvertimento da fiaba, e secondo me lo è di proposito. Fa pensare alla mela offerta sulla soglia di Biancaneve, o al lupo che bussa ai capretti con la voce cambiata. La bestia di Fibra non sfonda la porta: si...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Consigliati

Potrebbe interessarti anche

Le canzoni più viste di oggi