Tanta voglia di lei

di Pooh · 1971

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Su Instagram

Un verso spiegato, ogni sera

Trenta secondi su una canzone e su come la leggono le persone che la amano, come qui. Ci trovi su @significatocanzone.

Seguici su Instagram

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Il 6 luglio 2023, a San Siro, i Pooh l'hanno messa nell'ultimo tratto della scaletta, insieme a Dammi solo un minuto e Pensiero, tra le canzoni che si tengono per il finale. È lì che sta ancora oggi: una di quelle per cui si resta fino in fondo, più di cinquant'anni dopo il 45 giri. Nel 2018 Dodi Battaglia, che la cantava da ragazzo, l'aveva rifatta in duetto con Gigi D'Alessio, e anche questo dice qualcosa: è passata di voce in voce, da un repertorio all'altro.

E non vive solo negli stadi. L'audio ufficiale caricato da Warner Music Italy su YouTube ha superato i tre milioni di visualizzazioni: è una canzone che la gente va ancora a cercare da sola, non soltanto quella che capita di sentire per caso alla radio.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Prima del testo definitivo di Valerio Negrini il brano passò per diverse versioni scartate, con titoli come Meno male, Tutto il tempo che vorrai e La mia croce è lei; la casa discografica provò anche un testo del paroliere Daniele Pace ispirato a My Sweet Lord di George Harrison. Negrini portò infine Nel mondo tanta voglia di lei, titolo poi accorciato.
    Fonte: it.wikipedia.org
Nel 1971 questa canzone usciva dalle radio con un'orchestra d'archi davanti e una storia che, a raccontarla in prosa, avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio: un uomo si sveglia nel letto di una donna conosciuta la sera prima e se ne va, perché a casa ce n'è un'altra che dorme e non sa niente. Eppure da allora la si canta in coro, alle feste e con la chitarra, come una canzone d'amore e di fedeltà. Io, riascoltandola adesso, la sento soprattutto come una canzone su due donne che non parlano mai.

Basta fare caso ai pronomi. La donna che è lì, nella stanza, è un "tu": lui le parla, le chiede scusa, la ringrazia. La donna che ama, quella lontana, è sempre un "lei", anche nel titolo. A chi ha davanti si rivolge, di chi è assente parla. E nessuna delle due ha una battuta: la prima "non dici una parola", la seconda dorme. Tutto quello che provano lo sappiamo da lui.
In silenzio morderai le lenzuola
So che non perdonerai
Qui mi fermo sempre su quel futuro. Lei non sta mordendo niente, non ancora: è lui che le scrive il dolore in anticipo, e decide perfino che non lo perdonerà. A me pare un gesto insieme delicato e prepotente. Delicato, perché si accorge di farle male; prepotente, perché le toglie anche la possibilità di reagire a modo suo. Con l'altra fa lo stesso: se la figura nel sonno che lo cerca, e ne fa la ragione per correre via.
Il mio amore si potrebbe svegliare
Chi la scalderà
È la domanda che tutti cantano a voce più alta, e a me sembra la più rivelatrice. Lui non dice che gli manca, dice che lei potrebbe avere freddo. È un amore detto come un dovere di custodia: tornare in tempo, prima del risveglio, come se una notte che nessuno ha visto non fosse mai esistita. Si può sentire come una confessione coraggiosa, e un po' lo è; io ci sento anche la paura molto concreta di essere scoperto.
Chiudo gli occhi un solo istante
La tua porta è chiusa già
Il finale di solito lo si racconta come un ravvedimento, l'uomo che sbaglia e torna a casa, e lui stesso subito dopo dice di aver capito che cos'era importante. Io però guardo quella porta. Lui chiude gli occhi un attimo e quando li riapre è già chiusa. Il testo non dice chi l'ha chiusa, e a me piace pensare che sia stata lei: sarebbe l'unico gesto che la canzone concede alla donna della notte, non una parola, una porta chiusa. La lezione la impara lui, il conto lo paga lei, ma l'ultima mossa è sua.

Forse è per questo che dopo tanti anni la cantiamo ancora tutti insieme, uomini e donne, senza imbarazzo. Non perché ci dia ragione, ma perché dentro ci sono tre persone, e ognuno di noi, a seconda del momento della vita, si è trovato almeno una volta al posto di una delle tre.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Ettore

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Argomenti

Altre di Pooh

Ascolta il disco Tanta voglia di lei

In qualità di Affiliato Amazon, Significato Canzone riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Foto: autore sconosciuto, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Mi dispiace di svegliarti
    Forse un uomo non sarò
    da Tanta voglia di lei, Pooh

    Il primo verso chiede scusa per una cosa piccola, averla svegliata, e il secondo ne contiene una molto più grande. "Forse un uomo non sarò" va letto con il vocabolario di allora: essere un uomo voleva dire restare,...

    Leggi la nota
  2. Mi dispiace devo andare
    Il mio posto è là
    da Tanta voglia di lei, Pooh

    È il verso che si canta più forte, e si regge su due parole: devo e posto. Non dice di voler tornare, dice "devo andare", come chi ha un turno da coprire. E posto è una parola da sedia assegnata, da casa, da ruolo in...

    Leggi la nota
  3. Strana amica di una sera
    Io ringrazierò
    da Tanta voglia di lei, Pooh

    Strana qui non è un giudizio. Vuol dire estranea, sconosciuta: una donna di cui lui non sa quasi niente e che pure, per una notte, gli è stata vicina. "Amica" è una parola pudica, il modo di chiamare una cosa senza...

    Leggi la nota
  4. Ma nella mente c'è tanta
    Tanta voglia di lei
    da Tanta voglia di lei, Pooh

    Il titolo arriva qui, e arriva spezzato: "tanta" alla fine di una riga e di nuovo all'inizio della successiva, come una parola che si inceppa. Io lo sento come un uomo che ripete per convincersi. E conta dove sta...

    Leggi la nota

Consigliati

Potrebbe interessarti anche

Le canzoni più viste di oggi