TANGO

di Tananai · 2023

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Un verso spiegato, ogni sera

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La rimetto quando qualcuno a cui voglio bene è lontano, e non serve una guerra perché la distanza faccia male. Ma c'è un dettaglio che me la fa sentire diversa: dal vivo Tananai l'ha messa in fondo. Nel suo primo tour nei palasport, al Palazzo dello Sport di Roma, TANGO era l'ultima canzone della scaletta, dopo Sesso occasionale e Baby goddamn. Prima si balla, poi ti lascia questa.

E la gente non l'ha più lasciata andare: oggi è sei volte disco di platino. A Napoli, nei giorni dello scudetto, lui l'ha dedicata alla città in festa con la maglia azzurra addosso. Una canzone nata da un amore diviso che finisce cantata da migliaia di persone felici: secondo me è così che va ascoltata, insieme a qualcuno.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • TANGO è nata per scherzo in una sessione di scrittura a casa di Paolo Antonacci, uno dei coautori, ed è rimasta ferma per tutta l'estate prima che Tananai decidesse di riprenderla. Il video, diretto da Olmo Parenti, è fatto con le immagini che Olga e Maxim, la coppia ucraina che l'ha ispirata, hanno girato con i loro telefoni.
    Fonte: rockol.it
C'è un momento, in TANGO, in cui la canzone ti chiede la cosa che nessuno vorrebbe mai sentirsi dire: vattene, proprio perché ti amo. Secondo me sta tutto lì. Non è una storia che finisce perché l'amore si è consumato. È una storia che si interrompe mentre l'amore è al massimo.

Tananai ha raccontato che stava già scrivendo la canzone quando gli hanno fatto conoscere la storia di Olga e Maxim, una coppia ucraina divisa dalla guerra, e che da lì è andato avanti pensando a loro. Ma ha anche detto che parla di una distanza che può essere più mentale che di chilometri. Io la ascolto tenendo dentro tutte e due le cose, perché la canzone le regge.

Il verso che a me spezza è questo:

Amore, tra le palazzine a fuoco
La tua voce riconosco

Pensa a cosa vuol dire. Intorno c'è il caos, i palazzi bruciano, il mondo che conoscevi non c'è più. E l'unica cosa che resta riconoscibile è una voce. Non una casa, non una strada: una voce, magari al telefono, magari in un messaggio registrato di notte. Quando tutto crolla, l'amore diventa il modo per orientarsi.

Poi c'è il desiderio più strano di tutta la canzone. Lui vorrebbe tornare alla notte in cui l'ha conosciuta, ma non per riviverla:

Così non ti offro da bere e non ti ho conosciuta

Non è pentimento, è il contrario. Ti voglio così bene che, se potessi, ti risparmierei tutto questo, anche me. A me sembra una delle cose più tenere e più tristi che si possano dire a qualcuno: avrei voluto non incontrarti, per non farti male.

E infatti la richiesta che torna nel ritornello è di non restare. "È meglio che non rimani qui" lo dice chi sa che stare vicino è pericoloso. Qui l'addio non chiude la storia, la protegge. In mezzo c'è una promessa di fedeltà semplicissima, quasi da ragazzi:

Non sei di nessun altro e di nessuna io

Due persone lontane che si giurano l'unica cosa che possono ancora decidere: non appartenere a nessun altro. Il resto, la distanza, il tempo, chi torna e quando, non dipende da loro.

Per questo, per me, TANGO non è prima di tutto una canzone sulla guerra, anche se la guerra c'è ed è vera. È una canzone su quanto può essere forte un amore che non ha nessun potere. Non può fermare niente, non può cambiare niente. Può solo riconoscere una voce in mezzo al rumore, e mandare via la persona che ama perché sia al sicuro.

Se hai qualcuno lontano, per qualsiasi motivo, prova ad ascoltarla pensando a lui o a lei. Tu quale voce riconosceresti, in mezzo a tutto quel fuoco?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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