È il verso che dà il titolo alla canzone, ed è un'immagine violenta. Tananai ha spiegato che quel Dio non ha niente di religioso: è il destino, che balla preso dalle sue passioni e non si accorge di fare male. Io lo vedo proprio così, dal basso. Il tango lo balla qualcun altro, e noi siamo il pavimento. I due amanti non guidano niente, vengono calpestati da un passo che non hanno scelto. E nonostante questo, subito dopo, quel destino li costringe a dirsi la cosa più dolce di tutta la canzone.
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