La mia terra

di Diodato

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Sponsorizzato

Perché l'ascoltiamo ancora oggi

In queste settimane Taranto è di nuovo nei titoli dei giornali. Dopo il decreto con cui la Corte d'Appello di Milano ha chiesto all'ex Ilva di abbassare le emissioni, si aspetta la decisione della Cassazione sull'area a caldo, e intanto governo e sindacati discutono del futuro della fabbrica e di chi ci lavora. Per questo La mia terra oggi non suona come un ricordo. A ottobre Diodato ha raccontato di aver deciso, a un certo punto, di lottare per la sua terra.

Rimettila mentre leggi una di queste notizie. Ti accorgerai che non parla di numeri: parla di chi ci vive in mezzo e resta.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • La mia terra di Diodato vinse la Targa Tenco 2024 per la migliore canzone. Diodato ne ha scritto musica e testo e la interpreta.
    Fonte: clubtenco.it
  • Diodato scrisse La mia terra per Palazzina Laf, primo film da regista di Michele Riondino, sugli impiegati dell'Ilva di Taranto confinati negli anni Novanta in una palazzina dello stabilimento. Nel 2024 la canzone vinse il David di Donatello e il Nastro d'argento per la migliore canzone originale.
    Fonte: it.wikipedia.org
Una parola sola, in questa canzone, compare tre volte e ogni volta sta un po' peggio: sereno.

Le prime due volte è in cielo. Piove da un cielo sereno, e in un attimo quella pioggia diventa pianto.

Pioggia che cade da un cielo sereno
In queste lacrime a ciel sereno

Di solito a ciel sereno arriva un fulmine, una brutta notizia che non ti aspettavi. Qui non c'è nessun fulmine. C'è una pioggia che lo sveglia dal sogno, e appena sveglio trova la sua terra. Non dice che l'ha scelta: dice che l'ha trovata, come si trova una cosa che c'era già.

Poi la canzone ti porta in un posto fatto di fuochi, mare, sangue e sale. Diodato non lo nomina mai, ma è Taranto, la città della famiglia di sua madre, dove ha passato tutte le estati. In un'intervista ha detto che i tarantini combattono "una battaglia quotidiana". A me questo non serve per chiudere la canzone dentro una cartina. Serve a capire perché la parola guerra torna così tante volte senza che si veda mai un nemico.

Ed ecco la terza volta del sereno.

Fumo di guerra che colora il cielo
Fumo che ha ucciso il mio cuore sereno

Il cielo dell'inizio adesso lo colora il fumo, e il sereno è scivolato giù, dentro il petto, giusto in tempo per morire. Quello che sporca l'aria sporca anche il modo di stare al mondo. Non puoi più essere tranquillo nemmeno nelle giornate in cui il cielo lo sarebbe.

Da lì in poi il sereno sparisce. Ma torna una parola più testarda, che avevamo già sentito nel primo ritornello: eppure. È la parola di chi ha appena elencato tutti i motivi per arrendersi e non si arrende.

E guarda cosa torna subito dopo: il sogno, proprio quello da cui la pioggia lo aveva svegliato. Ci ho messo un po' a vederlo. La pioggia lo sveglia, ma il sogno non si spezza. Puoi aprire gli occhi su una terra ferita e restarle legato lo stesso.

Nota anche a chi lo dice: amore mio. Il ritornello non è un inno da cantare in piazza, è una confidenza fatta a una persona sola. Il legame con la terra passa da lì, da due persone che si tengono e la tengono insieme.

Poi c'è la fine. Avrebbe potuto chiudere sul campo minato, sarebbe stato più facile e più amaro. Invece l'ultima parola è bellissimi, un superlativo, quasi un'esagerazione. Sceglie di finire sulla bellezza, non sulla rovina, e non perché la rovina non ci sia: quei fiori crescono proprio lì sopra.

Ascoltala quando ti viene da parlare male del posto da cui vieni. Non per farti cambiare idea. Per ricordarti che si può amare un posto e, nella stessa frase, ammettere che fa paura camminarci sopra.

E tu, da quale terra non riesci a staccarti, anche quando ti fa male?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione

1 risposta

  1. Bolero lunaticoAscoltatore · 29 punti
    Grazie molto interessanto
Rispondi a Nina

Argomenti

Altre di Diodato

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. E questa terra non avrà più pace se non nella guerra
    da La mia terra, Diodato

    Rileggila piano, perché è costruita al contrario. Di solito la guerra finisce e arriva la pace. Qui la pace esiste solo dentro la guerra, come se lottare fosse l'unico modo rimasto per sentirsi a posto. Io ci sento...

    Leggi la nota
  2. Rossa di minerale
    Tra scirocco e maestrale
    da La mia terra, Diodato

    A prima vista sono due cartoline della Puglia: la terra rossa e il vento. A Taranto però quel rosso mi fa pensare anche alle polveri minerali. Uno studio del CNR sui dati del 2009-2016 descriveva il quartiere Tamburi...

    Leggi la nota
  3. Che non abbiamo difeso
    da La mia terra, Diodato

    Quattro parole e la canzone smette di accusare. Sarebbe stato facile dare la colpa a qualcun altro: a chi ha costruito, a chi ha deciso, a chi ci ha guadagnato. Invece dice noi. Non abbiamo difeso, io e te, quelli che...

    Leggi la nota
  4. Ai tamburi si afferra
    da La mia terra, Diodato

    Il fumo che si aggrappa ai tamburi, su un ritmo di guerra: è l'immagine di una marcia. Però io questo verso non riesco ad ascoltarlo senza pensare ai Tamburi con la maiuscola, il quartiere di Taranto che confina con...

    Leggi la nota

E per te cosa significa?

Racconta come la leggi tu: cosa dice, cosa ti ricorda, a chi la dedicheresti.

Scrivi la tua interpretazione

Le canzoni più viste di oggi

Altre canzoni