C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

di Gianni Morandi · 1966

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La riascolto perché è una canzone che si lascia passare di mano. Joan Baez la cantò in italiano nel disco dal vivo Joan Baez in Italy. Nel 2024, nell'album L'attrazione, Morandi l'ha ricantata con tredici ospiti, da Jovanotti a Noemi, da Naska a Tredici Pietro.

Mi piace mettere vicine queste registrazioni e sentire come cambia la compagnia, non il bisogno di cantarla. Non occorre avere gli stessi dischi sullo scaffale per entrare nel coro: si può cominciare ascoltando una voce familiare e scoprire attraverso di lei quelle precedenti. La memoria musicale diventa un incontro, anziché una prova d'ingresso riservata a chi conosce già tutto. È questo passaggio fra ascoltatori diversi che mi fa tornare alla canzone.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Al Festival delle Rose del 1966 i dirigenti Rai chiesero di cantare Corfù e Cefalù al posto di Vietnam e Vietcong. Morandi racconta nel libro Diario di un ragazzo italiano (2006) che nella prima strofa usò il ta-ta-tà concordato con Franco Migliacci, poi nella seconda cantò lo stesso la parola Vietnam.
    Fonte: canzoneitaliana.it
Comincia come cominciano le favole: "C'era". Chi la canta da una vita, intorno a un fuoco o in macchina con gli amici, quasi non ci fa caso, eppure quel verbo all'imperfetto è la prima cosa che la canzone ci dice del suo ragazzo. È già passato. Lo sapremo solo alla fine, ma il tempo verbale lo aveva confessato dalla prima parola.

C'era un ragazzo
Che come me
Amava i Beatles e i Rolling Stones

Poi c'è quel "come me", che per me è il cuore di tutto. Il ragazzo è americano, viene da lontano, ma chi racconta non lo descrive come uno straniero: lo descrive come uno specchio. Stessi dischi, stessa voglia di girare il mondo, la stessa chitarra. A un'Italia che quella guerra la vedeva da lontano, la canzone la portava in casa con un trucco semplicissimo: il soldato è uno di noi, uno che avresti potuto incontrare in piazza la sera prima.

C'è un dettaglio che si nota solo dopo tanti ascolti, e che da allora non si riesce più a non sentire. Guardate le canzoni che il ragazzo canta per far girare la testa alle ragazze:

Cantava Help e Ticket to Ride
O Lady Jane, o Yesterday

Sono titoli veri, scelti perché erano sulla bocca di tutti. Ma riletti dopo il finale sembrano una piccola profezia: una richiesta d'aiuto, un biglietto per partire, e quel "ieri" che diventa tutto ciò che gli resta. È una mia lettura, e forse gli autori non ci pensavano affatto. Però la canzone funziona proprio così: le cose leggere della prima strofa tornano pesanti nella seconda.

Perché la seconda strofa cambia tempo. Non c'è più l'imperfetto dei giorni belli, c'è un presente secco, fatto di cose che mancano:

Capelli lunghi non porta più

I capelli lunghi, in quegli anni, erano un modo di dire chi eri. Tagliarli è la prima cosa che ti chiede una divisa, prima ancora di metterti in mano un'arma. La canzone non mostra mai una battaglia e non alza la voce: toglie. Toglie i capelli, la chitarra, gli amici, i fan, e alla fine toglie il ragazzo. Il presente arriva fino ad "adesso è morto", che è il presente più definitivo che esista, e a quel punto capisci perché tutto era cominciato con "c'era".

Forse è per questo che la cantiamo ancora tutti insieme, senza imbarazzo, con quegli "stop" urlati in coro come in una festa. Morandi ci fa dire una cosa terribile con la leggerezza di una canzone da spiaggia, e la leggerezza non la sminuisce: la fa arrivare. Non conosco molti modi così gentili, e così efficaci, di raccontare una guerra a chi ha vent'anni.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Ascolta il disco C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

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Foto: Noemikat Ketty Antonacci, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

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  1. Ma ricevette una lettera
    da C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Gianni Morandi

    Una lettera, e basta. La canzone non dice chi la manda né che cosa c'è scritto, e non serve: chi ascoltava allora capiva che per un ragazzo americano di quell'età voleva dire la chiamata alle armi. Mi colpisce che a...

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  2. La sua chitarra mi regalò
    da C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Gianni Morandi

    Prima di partire lascia la chitarra a chi racconta. È un gesto da amici, piccolo, e insieme è un testamento: chi resta tiene lo strumento di chi va. Io ci sento anche la ragione della canzone stessa. Il ragazzo non...

    Leggi la nota
  3. Uno strumento che sempre dà
    La stessa nota
    da C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Gianni Morandi

    L'arma non viene mai nominata. Diventa uno strumento, come la chitarra che il ragazzo ha lasciato, ma con una differenza crudele: dà sempre la stessa nota. La musica che amava era fatta di canzoni tutte diverse, di...

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  4. Nel petto un cuore più non ha
    Ma due medaglie o tre
    da C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Gianni Morandi

    È la chiusa, e pesa più di tutto il resto. Al posto del cuore, sul petto, ci sono le medaglie: lo stesso punto del corpo, due cose che non si possono scambiare. Mi fa pensare quel "o tre", detto quasi con distrazione,...

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