Bianca

di Afterhours · 1999

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Io proporrei Bianca a chi vuole entrare nel mondo degli Afterhours senza partire dai loro brani più ruvidi. La sua vicinanza al pop non mi sembra una scorciatoia: la melodia ti accoglie prima che le parole ti mettano a disagio. La riascolterei proprio per fare questo percorso, prima seguendo la voce e poi tornando sui punti in cui il discorso si interrompe o cambia direzione.

Come primo ascolto, la metterei accanto a un'altra canzone del gruppo, senza chiedere a questa ballata di rappresentarli tutti. Per me è un ingresso, non un riassunto: può far venire voglia di cercare anche ciò che, al primo incontro, sembrava troppo spigoloso. È questo il consiglio che darei a chi conosce il nome della band ma non sa da dove cominciare.

Dante · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Bianca compare anche in versione acustica nel live Siam tre piccoli porcellin (2001). Nel 2017 gli Afterhours l'hanno reincisa con Carmen Consoli per l'antologia Foto di pura gioia. Manuel Agnelli ha raccontato che la voce ripetuta nel finale di questa nuova versione è di Daniele Silvestri.
    Fonte: jamtv.it
A me Bianca interessa soprattutto quando smette di sembrare una dichiarazione d'amore riuscita. Chi canta vorrebbe avvicinarsi a qualcuno, ma ogni volta che trova una frase abbastanza netta la incrina. Non sento un uomo che abbia già imparato ad amare senza possedere. Sento uno che ci sta provando, e che rischia di ferire proprio mentre cerca le parole giuste.

Il punto più scomodo, per me, arriva nel ritornello:
E non voglio certo che tu sia
La mia più bella cosa mai successa
Io non riuscirei a ricevere una frase così senza esitare. Potrebbe voler dire che non vuole ridurmi a un episodio della sua vita; potrebbe anche essere un modo elegante per tenersi lontano. Una dichiarazione che può suonare come un rifiuto: è questa doppiezza a trattenermi, più dell'idea di un amore perfettamente generoso. Il certo sembra chiudere la questione, mentre a me la apre.

Poco prima c'è un altro inciampo. Lui descrive una persona che cammina con se stessa, ma non sembra del tutto contento di lasciarla lì. Vorrebbe che uscisse da quella condizione. Allora mi chiedo: sta difendendo la sua libertà oppure le sta suggerendo come dovrebbe viverla? La canzone non mi dà elementi per assolverlo una volta per tutte. Rinunciare al possesso non significa rinunciare a influenzare l'altro, e qui io sento entrambe le spinte.

Anche il verso sulla banalità cambia peso, se lo ascolto da questo punto:
Se c'è una cosa che è immorale
È la banalità
Mi piace la sua insolenza, ma non lo prenderei come un comandamento da approvare senza discutere. Il bisogno di non essere banali può diventare un'altra forma di orgoglio: pur di evitare la frase prevedibile, si può dire qualcosa che l'altra persona sentirà come una sottrazione. Non sto dicendo che sia questa l'intenzione di chi canta. Dico che il testo mi lascia sentire anche quel rischio.

Nel finale, la parola vedrai sposta tutto in avanti senza sciogliere il dubbio. Io resto con questa domanda: Bianca si sentirà più libera, dopo averlo ascoltato, oppure meno amata? Non vorrei scegliere al posto suo. La delicatezza che trovo qui è anche questo spazio lasciato alla risposta di chi riceve la canzone, non soltanto alla voce di chi la canta.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: William Domenichini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Sei il colore che non ho
    da Bianca, Afterhours

    Il primo verso è già l'enigma del titolo. Bianca è un nome, ma qui diventa un colore, e chi canta lo definisce per sottrazione: è quello che a lui manca. Io lo leggo così: lui si sente pieno di tinte, di rabbia, di...

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  2. Ma se ci fosse un metodo
    da Bianca, Afterhours

    Qui c'è la tentazione, detta con onestà. Un attimo prima chi canta ha ammesso che quel colore non lo catturerà; adesso confessa che, se esistesse un sistema per farlo, vorrebbe essere lui ad averlo. Per me è il verso...

    Leggi la nota
  3. Mano nella mano con te stessa
    da Bianca, Afterhours

    È l'immagine più strana del ritornello e, per me, la più bella. Di solito si va mano nella mano con qualcuno; qui Bianca ci va con se stessa, come chi si basta e non ha bisogno di nessuno. Chi canta le dice che è...

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  4. Ti regalo il mio
    da Bianca, Afterhours

    Nella seconda strofa il discorso sul colore si chiude con un dono. Prima lui sognava un metodo per prendere quello di lei; adesso, se questo la rende libera, le offre il suo. Il movimento si è rovesciato: da catturare...

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