Bianca

di Afterhours · 1999

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Ti regalo il mio

Da «Bianca» di Afterhours·annotazione di Dante

Nella seconda strofa il discorso sul colore si chiude con un dono. Prima lui sognava un metodo per prendere quello di lei; adesso, se questo la rende libera, le offre il suo. Il movimento si è rovesciato: da catturare a regalare. Mi colpisce la condizione che lo precede, perché il regalo non serve a legarla, vale solo se aiuta la sua libertà. È un dono che non chiede ricevuta. Per me è qui che la canzone smette di essere la storia di un desiderio e diventa la storia di una rinuncia.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
Rispondi a Dante

Le altre annotazioni di «Bianca» (3)

  • Sei il colore che non ho
    Da «Bianca» di Afterhours·annotazione di Dante

    Il primo verso è già l'enigma del titolo. Bianca è un nome, ma qui diventa un colore, e chi canta lo definisce per sottrazione: è quello che a lui manca. Io lo leggo così: lui si sente pieno di tinte, di rabbia, di sporco, di storie, e lei è la cosa che non riesce a mescolare...

  • Ma se ci fosse un metodo
    Da «Bianca» di Afterhours·annotazione di Dante

    Qui c'è la tentazione, detta con onestà. Un attimo prima chi canta ha ammesso che quel colore non lo catturerà; adesso confessa che, se esistesse un sistema per farlo, vorrebbe essere lui ad averlo. Per me è il verso più umano della canzone, perché non finge di essere...

  • Mano nella mano con te stessa
    Da «Bianca» di Afterhours·annotazione di Dante

    È l'immagine più strana del ritornello e, per me, la più bella. Di solito si va mano nella mano con qualcuno; qui Bianca ci va con se stessa, come chi si basta e non ha bisogno di nessuno. Chi canta le dice che è troppo bianca per restare così. Potrebbe essere la gelosia di un...