E fuori dalla finestra c'è l'estate, quella che conosciamo tutti: le partenze, le foto dalla spiaggia, gli amori di due settimane che a settembre nessuno ricorda più. Loro due invece restano.
Tutti sono al mare e noi noA me questi due versi sembrano il cuore di tutto. Di solito chi non parte si sente escluso, è quello che guarda le vacanze degli altri sul telefono. Qui no: restare è una scelta, quasi un privilegio. Le "cose in ballo" possono essere lavoro, impegni, città. Io ci sento soprattutto loro: la cosa in ballo è la storia stessa, e non la mollano per un ombrellone.
Abbiamo troppe cose in ballo
Annalisa, raccontando la canzone al Corriere della Sera, ha citato Bonnie e Clyde, Lupin e Margot, amori maledetti e complici. Secondo me è la chiave giusta, perché questa non è una canzone romantica nel senso dolce. È una canzone di complicità: due persone contro il resto del mondo, mentre la città si svuota.
Noi, due gatti neriQuesta immagine mi piace tantissimo. Il gatto nero porta sfortuna, almeno così si dice, e la gente cambia strada quando lo vede. Loro si prendono quella parte con orgoglio: siamo quelli da cui stare alla larga, quelli che non entrano nella cartolina. Due gatti neri non si fanno vedere in spiaggia, girano di notte, si bastano. È un modo elegante per dire che essere strani in due è meglio che essere normali da soli.
Poi arriva il bridge, con la confessione. Il mare che agitava, la mancanza detta in inglese, quasi per pudore, come se in italiano pesasse troppo. E subito dopo la frase che rovescia il titolo:
Finiranno, sono tutte storie brevi le altreQui c'è il punto che mi fa più tenerezza. Dire "le altre finiranno" è un modo per dire "la nostra no", senza avere il coraggio di dirlo davvero. È una promessa fatta in negativo. Nessuno può sapere se una storia durerà, e loro lo sanno benissimo: per questo parlano di quelle degli altri. La sicurezza sta tutta nel confronto, non in un giuramento.
Io la trovo una canzone d'amore furba e sincera insieme. Furba perché si traveste da hit estiva, sincera perché sotto c'è la paura di tutti: che anche questa, prima o poi, diventi una storia breve.
Tu da che parte stai? Al mare con gli altri, o in città con qualcuno per cui vale la pena restare?
Fonti: Corriere della Sera, intervista a Tananai e Annalisa
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