Si viene e si va

di Luciano Ligabue · 1999

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Nel tour nei palasport La notte di Certe Notti, finito a Milano il 24 ottobre 2026, Ligabue l'ha messa al quinto posto della scaletta, subito dopo Piccola stella senza cielo. Ventisette anni dopo il disco non è un ripescaggio: c'era già a San Siro nel 2023.

Secondo me resta perché non invecchia la cosa che racconta. Le giornate di chi la ascolta adesso sono fatte proprio di quel via vai: messaggi, spostamenti, incontri di dieci minuti, gente che arriva e riparte. La canzone non chiede di rallentare né di trovare a tutti i costi un significato; dice che il bello sta nel mezzo, e lo dice con un ritmo che si fischietta.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Il video di Si viene e si va, diretto da Riccardo Paoletti, alterna Ligabue che suona con la band in un campo alla storia di un anziano tassista bloccato nel traffico con a bordo una donna che sta per partorire. L'uomo ha un infarto e la sua anima vaga tra le auto ferme, finché un bambino lo riaccompagna al taxi e lui si risveglia in ambulanza.
    Fonte: it.wikipedia.org
C'è un vecchio proverbio che a molti torna in mente davanti a questa canzone: si nasce soli e si muore soli. La cosa curiosa è che Ligabue non lo canta così. Nel ritornello il verbo morire non compare mai.
Nasci solo e solo andrai
È in mezzo che hai
Quel gran bel traffico
Andrai, non morirai. Per me è la scelta che regge tutto il pezzo: la fine diventa un'uscita, come quando si lascia una stanza piena di gente. E l'accento non cade sulle due solitudini, che restano ferme ai lati come due paletti, ma su quello che c'è in mezzo. Il proverbio è una sentenza; la canzone lo rigira e ne fa quasi un invito.

Poi c'è quella parola, traffico. Viene subito in mente la coda in tangenziale, e non è sbagliato. Ma in italiano il traffico è anche lo scambio, il commercio, i traffici di chi si dà da fare: gente che va e viene, si cerca, si urta, si passa qualcosa di mano in mano. Letto così, il gran bel traffico è la vita come movimento fra le persone, rumoroso e un po' disordinato, e il "traffico che puoi" ammette che ognuno ne regge quanto gli riesce, non di più.

Mi piace molto il tono da ufficio con cui la canzone tocca le cose ultime.
Tenendo la vita per la coda
Nel caso che Dio non sia in sede
Dio come un funzionario che a volte non si trova allo sportello: non è una bestemmia e nemmeno una professione di fede, è il dubbio detto con il sorriso di chi qualche fila l'ha fatta davvero. Intanto, dice la strofa, ci si tiene stretti e dritti, e mi pare già una piccola morale.

Più avanti arriva un'umana commedia, e io non riesco a non sentirci dentro Dante, o Balzac. Ma la distinzione che segue è tutta di Ligabue: c'è chi la spiega e c'è chi vive e va. Lui sta con i secondi, e lo dice con il gioco di parole che trovo il più bello del testo.
Fischiando, cantando il motivo
Ci serve comunque un motivo
Il motivo è la melodia che fischietti per strada, ed è anche la ragione per alzarti la mattina. In due righe di fila la stessa parola cambia faccia e le due cose si confondono, e forse è questo il senso che la canzone dice di cercare: un motivo da cantare vale quanto un motivo per vivere.

Dove mi convince meno è nella risposta che si dà da sola, quel senso che alla fine è tutto qua. Detta così suona leggera, quasi un'alzata di spalle, e il rischio della formula comoda c'è. Non ho trovato parole di Ligabue che spieghino la canzone, quindi questa resta la mia lettura. E mi chiedo se la leggerezza non sia proprio il punto: chi spiega la commedia ha bisogno di conclusioni, chi la vive si accontenta di arrivare alla fine del giro. Io non ho ancora deciso da che parte stare.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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Foto: Uploader, derivate from a work by Associazione Amici di Piero Chiara, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Si viene e si va, comunque ballando
    da Si viene e si va, Luciano Ligabue

    La canzone parte così, e il secondo verbo per me conta quanto il primo. Prima ancora di dire come si nasce e come si finisce, Ligabue indica un modo di stare al mondo: ballando. La parola che pesa è "comunque", perché...

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  2. Tenendoci dritti che così si fa
    da Si viene e si va, Luciano Ligabue

    Qui la canzone diventa quasi una regola di casa, di quelle che si ripetono ai figli senza troppe spiegazioni: si sta dritti, perché così si fa. Mi colpisce che arrivi subito dopo il tenersi stretti. Prima ci si...

    Leggi la nota
  3. Venendo nel mondo più o meno
    da Si viene e si va, Luciano Ligabue

    Venire al mondo dovrebbe essere l'evento solenne per eccellenza, e qui viene liquidato con un "più o meno". La formula torna a una riga di distanza, dopo il gusto e il dolore, e abbassa il tono di tutto: si gode e si...

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  4. Si viene e si va, cercandoci un senso
    da Si viene e si va, Luciano Ligabue

    Mi fermo su quel "cercandoci", che si può leggere in due modi. Può voler dire cercare un senso lì dentro, in questo andare e venire, e non fuori dalla vita. Oppure cercarci l'un l'altro, e allora il senso sarebbe...

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