Sei un mito

di 883 e Max Pezzali · 1993

1 interpretazione, 4 annotazioni, letta 4 volte.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Io la rimetto quando ho voglia di cantare senza preoccuparmi di avere una bella voce. Mi piace quel modo di partire dalle piccole cose, quasi parlando, e poi allargarsi nel ritornello: ti lascia entrare prima di chiederti di alzare il volume. Puoi seguirla mentre sistemi casa, senza dover costruire attorno all'ascolto un momento speciale.

E se sei con altre persone, per me funziona anche come un piccolo gioco: uno comincia, qualcuno raccoglie, il resto viene da sé. Non serve aver vissuto gli stessi anni o gli stessi appuntamenti. Basta trovare una voce accanto alla propria. È per quella facilità di stare insieme, anche solo il tempo di una canzone, che mi viene voglia di riascoltarla.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Sei un mito fu il singolo di lancio di Nord sud ovest est, con sul lato B Aeroplano, cantata da Max Pezzali in duetto con Caterina Rappoccio. Arrivò al primo posto dei singoli più venduti in Italia e restò in classifica diciassette settimane. Con questo brano gli 883 parteciparono al Cantagiro e al Festivalbar del 1993.
    Fonte: rockol.it
Ti è mai capitato di cantare una parola per anni e di accorgerti tardi che, a metà canzone, ha cambiato significato? A me è successo con mito. All'inizio è la parola del poster: una ragazza vista da lontano, quella di cui parla tutta la compagnia. Alla fine vuol dire un'altra cosa, molto più piccola e molto più rara.

Guarda come il primo ritornello spiega il perché:
Tu per tutti noi sei la più bella ma impossibile
Per tutti noi. Lei è un mito di gruppo, una leggenda da piazza, una di cui si parla tanto proprio perché nessuno la conosce. Un mito, qui, è una storia che gli altri raccontano su di te. E la serata la smonta pezzo per pezzo: lei ha detto sì, è simpatica, con lei lui sta bene, non è il personaggio gelido che i ragazzi si erano inventati per consolarsi.

Poi arriva la strofa che per me è il cuore di tutto, loro due abbracciati:
Senza dirci: "Io ti amo, io ti sposerei"
Solo con la voglia di stare bene tra noi
Nelle canzoni d'amore di solito la promessa è il premio finale. Qui è la cosa da cui stare alla larga. Nessuno dei due recita, nessuno chiede all'altro di diventare qualcosa per sempre. E non lo sento come cinismo: lo sento come rispetto.

Ed ecco che l'ultimo ritornello cambia le ragioni:
Sei un mito, sei un mito per me
Perché vivi e non racconti in giro favole
Non c'è più il noi della compagnia. C'è lei, con quello che fa. Il mito adesso è chi non racconta favole: proprio lei, che per anni è stata una favola raccontata dagli altri. Io questo rovesciamento lo adoro. La parola resta uguale, ma ora vuol dire sincera. Non irraggiungibile: raggiunta, e alla pari.

C'è un dettaglio che me la rende ancora più tenera. Mauro Repetto, che ha scritto il testo, nella sua autobiografia ricorda la ragazza che l'ha ispirata come una che non rivolgeva loro nemmeno la parola: non osavano avvicinarla. E lei, intervistata, ha detto di non averli mai frequentati, e di riconoscersi nella ragazza della canzone perché voleva piacere per la simpatia. Non prendo allora quella sera come un resoconto: io ci sento l'appuntamento immaginato con chi sembrava irraggiungibile. E dentro questa fantasia trovo una cosa che da ragazzi non si dice facilmente: dietro la persona che metti sul piedistallo c'è qualcuno che vorrebbe solo essere guardato da vicino.

Per questo, quando la canto, non la sento come la canzone del colpo grosso. La sento come quella del pregiudizio che cade. E tu, l'ultima volta che hai detto a qualcuno "sei un mito", quale dei due significati intendevi?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: Davide Palermo, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Tappetini nuovi, Arbre Magique
    da Sei un mito, 883, Max Pezzali

    La canzone comincia in macchina, prima ancora che nell'amore. Tappetini appena cambiati e alberello profumato appeso allo specchietto: è la pulizia di chi vuole sembrare un altro per una sera. Io ci vedo la...

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  2. Per non fare tardi forse ho cannato da Dio
    da Sei un mito, 883, Max Pezzali

    Cannare, nel parlato dei ragazzi, vuol dire sbagliare in pieno. L'appuntamento è alle nove e mezza e lui alle nove è già sotto casa: mezz'ora di anticipo, che detta così sembra puntualità e invece è agitazione pura....

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  3. Forse perché tu non sei quel freddo robot
    da Sei un mito, 883, Max Pezzali

    Qui crolla il pregiudizio. Il robot non l'ha mai visto nessuno: è un'idea che il gruppo si era fatto, e lo dice il verso subito dopo, con quel noi tutti. Secondo me è un meccanismo che conosciamo bene. Se una persona...

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  4. Voglio festeggiare questa figata con te
    da Sei un mito, 883, Max Pezzali

    Figata, in mezzo a una canzone d'amore, a me suona perfetta proprio perché non cerca di essere elegante. È la lingua vera di chi ha vent'anni e non sa come dire che è felice. E guarda cosa festeggia: non la conquista,...

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