L'ultima notte

di Ariete · 2021

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Un verso spiegato, ogni sera

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

La tengo tra le canzoni che non tolgo mai dalla playlist d'estate, e a giudicare dai numeri non sono l'unica. Il singolo è arrivato al triplo disco di platino, e la sola traccia audio ufficiale su YouTube ha superato i dieci milioni di visualizzazioni: numeri che una canzone legata a una stagione raggiunge solo se la gente ci torna, estate dopo estate.

Il motivo, secondo me, è che non ha dentro nomi di app, mode o tormentoni che invecchiano. Ha una spiaggia, un locale chiuso, una sera che finisce, cose che si vivono uguali a quindici anni come a quaranta. E ha una melodia che si impara al primo ascolto e si canta in macchina con i finestrini abbassati, con chi c'era quell'estate: una canzone da cantare insieme, anche quando parla di salutarsi.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Ariete ha scritto L'ultima notte per la seconda stagione di Summertime, la serie italiana di Netflix: il brano accompagna il teaser trailer e lei compare nella serie con un cameo. Nell'estate 2021 la canzone è diventata anche la colonna sonora dello spot del Cornetto Algida.
    Fonte: about.netflix.com
Ti dico subito una cosa: L'ultima notte la si canta a giugno, ma è una canzone di settembre. Suona leggera, ha il passo di una sera in spiaggia con qualcuno che ti piace, e intanto racconta un posto che si sta svuotando. La prima immagine è un'estate che passa e due persone che la guardano andare via in silenzio. Non è l'inizio di una storia: è il momento in cui si fanno i conti.

Per me tutta la canzone è una lotta con i tempi dei verbi. Il passato è pieno: la piazza dove si stava in cento, le giornate viste cominciare sulla riva. Il presente invece è vuoto. E poi c'è un verso che a un certo punto cambia, quasi senza farsi notare. La prima volta suona così:
La luce è spenta adesso in quel locale
Dove andavamo per gridare
La seconda volta, nello stesso punto della canzone, il locale è ancora spento, ma l'ultima riga diventa un'altra:
Ci torneremo per gridare
Io questo passaggio lo trovo bellissimo. Nel giro di una strofa il ricordo diventa una promessa. Fuori non è cambiato niente, la luce resta spenta; è cambiata chi parla, che ha deciso di non lasciare quel posto al passato. Succede lo stesso con le labbra: prima "mi sfiori", poi "mi risfiori". Il gesto si ripete, e ripeterlo è il modo per non farlo diventare l'ultimo.

Ariete ha raccontato di averla scritta pensando ad Anzio, alla spiaggia, ai falò con gli amici e a quella tristezza che arriva quando tutto sta per finire. Si sente. Ma la cosa che mi colpisce di più è la richiesta del ritornello. Chi canta non chiede di restare, non chiede "scrivimi", non chiede un futuro insieme. Chiede un'altra cosa:
Dimmi che ti ricorderai di me
È una domanda piccola e insieme enorme. Accetta che finirà, e chiede solo di non sparire dalla memoria dell'altra persona. Per questo il "per sempre" giurato nella seconda strofa non mi sembra una bugia da ragazzi: il per sempre, qui, è una notte che qualcuno si ricorderà, non una storia che dura.

E poi c'è un dettaglio che ho notato solo dopo tanti ascolti. La terza volta la frase si ferma prima del "di me". Resta sospesa, come se chi canta non avesse più il coraggio di mettersi dentro la richiesta. O come se, alla fine, le bastasse che l'altro si ricordi, di qualunque cosa.

Te la consiglio così: non a giugno, ma l'ultima sera prima di tornare in città.

A te cosa hanno promesso, l'ultima notte di un'estate?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Frasi commentate

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  1. Ricordo quando ci stavamo in cento
    da L'ultima notte, Ariete

    La piazza è vuota e lei se la ricorda piena. A me questo verso fa venire in mente il contrario di una cartolina: non il mare, ma la folla che non c'è più. E c'è un dettaglio che cambia come la sento. Ariete ha detto...

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  2. Da stesi sulla riva all'alto mare
    da L'ultima notte, Ariete

    È una frase strana, quasi sgrammaticata, e secondo me è giusto così. Non dice dove si stava, dice quanto spazio aveva quell'estate: dalla sabbia dove ti sdrai fino al largo, dove arrivi solo nuotando. Tutto il mare,...

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  3. Prendi da bere e portami dove vanno le stelle
    da L'ultima notte, Ariete

    Qui la richiesta è impossibile, e lo sa anche lei. Le stelle d'estate che "vanno", io le immagino cadenti, quelle che spariscono mentre le guardi. Chiedere di essere portata lì vuol dire chiedere di finire insieme a...

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  4. Tra baci che sanno di sigarette
    da L'ultima notte, Ariete

    Mi piace che il bacio di questa canzone non sia romantico come in un film. Sa di sigarette, cioè di una notte lunga, di gente che non è andata a dormire, di qualcosa di un po' sbagliato e verissimo. È il sapore vero...

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