Zappatore ('O zappatore)

di Mario Merola · 1928

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Per me vale la pena tornare a Zappatore quando ci si accorge di ascoltare tutto a frammenti. Qui bisogna concedere tempo a una scena: entra uno sconosciuto, prende la parola e cambia il posto di chi gli sta davanti. Seguire un racconto fino in fondo, senza saltare subito alla frase più famosa, è già un modo diverso di stare con una canzone.

La pagina dell'archivio Trianon accosta Mario Merola e Claudio Villa come interpreti dello stesso brano. È un invito concreto a non fermarsi a un solo nome: confrontare le voci, farsi un'idea propria, poi tornare alle parole. Non occorre aspettare un anniversario per dedicare a questa storia qualche minuto intero.

Ettore · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel 1972 Leo de Berardinis e Perla Peragallo portarono in scena 'O Zappatore con la partecipazione degli abitanti di Marigliano. La riscrittura della sceneggiata nata dai versi di Bovio e dalla musica di Albano comprendeva proiezioni su tre schermi e un'orchestra in scena. La prima fu al Teatro Orione di Napoli.
    Fonte: nuovoteatromadeinitaly.sciami.com
Un uomo entra a una festa e saluta con una cortesia che a me sembra già una provocazione. Gli invitati hanno la cravatta, lui è sceso dal carro. Non domanda di essere presentato: apre la porta, prende la parola e annuncia che ballerà anche lui. Mi colpisce questa scelta: non aspettare più fuori, nel posto discreto dove nessuno deve accorgersi di te.

Quando si rivolge all'avvocato, il visitatore smette di essere uno sconosciuto. È suo padre. Io leggo tutta la scena come una richiesta di riconoscimento, più difficile da soddisfare di una richiesta di denaro. Il padre porta con sé un lavoro che al figlio ha permesso di diventare altro:
Io, pe' ve fá signore, aggio zappato
E sto' zappanno ancora, notte e ghiuorno
Ghiuorno è il giorno: quella fatica continua, mentre il figlio frequenta un'altra compagnia. Per me il punto non è che studiare sia stato un tradimento. È che il padre non trova più posto nella vita che ha contribuito a costruire. La zappa diventa una prova da esibire davanti agli altri, come se il lavoro da solo non bastasse a renderlo visibile.

Poi il rimprovero cambia peso:
E so' dduje anne, dduje
Ca nun scrive 'nu rigo â casa mia
Due anni senza una riga. La vergogna prende la forma del silenzio: questa è la ferita che mi arriva più netta. Posso immaginare un figlio che si giustifica con gli impegni, con la distanza, con una lettera rimandata. Il testo però non gli concede una risposta. E questo mi impedisce di accomodarmi in una morale troppo facile: sentiamo soltanto il padre, con tutta la forza e tutta la durezza del suo dolore.

La madre sta morendo e lo chiama ancora Gioja, gioia. Il padre invece vuole che il figlio si inginocchi e gli baci le mani. Qui la mia simpatia per lui incontra un attrito. Chiedere di essere riconosciuti non è la stessa cosa che pretendere obbedienza. Capisco il bisogno di rivendicare quelle mani; l'ordine finale, però, non mi lascia tranquillo.

So' 'o pate, i' sóngo 'o pate
Sono il padre. Una dichiarazione elementare che qui deve essere ripetuta, perché il legame non viene riconosciuto. È questo il nodo che trovo più vivo: come si diventa diversi dai propri genitori senza cancellarli? E come si può chiedere a un figlio di ricordarsi di noi senza trasformare tutto ciò che abbiamo fatto per lui in un debito impossibile da estinguere?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Frasi commentate e traduzione

Le frasi più importanti, con la traduzione in italiano e il commento della redazione e dei lettori.

  1. Stasera, 'mmiez'a 'st'uommene aligante
    Abballa un contadino zappatore
    da Zappatore ('O zappatore), Mario Merola

    TraduzioneStasera, in mezzo a questi uomini eleganti, balla un contadino zappatore

    Aligante vuol dire eleganti, ma in bocca a lui suona quasi come un'accusa. Il contadino annuncia che vuole ballare, ma per me quel ballo è già una sfida. E per me sta tutta qui la forza della canzone. Avrebbe potuto...

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  2. Si 'ossignurìa se mette scuorno 'e nuje
    da Zappatore ('O zappatore), Mario Merola

    TraduzioneSe vossignoria si vergogna di noi

    Scuorno è la vergogna, e 'ossignurìa è vossignoria. A me questa distanza cerimoniosa tra padre e figlio sembra un'ironia amarissima: il figlio vuole essere un signore, e il padre lo tratta da signore, quasi da...

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  3. Ca 'o zappatore nun s' 'a scorda 'a mamma
    da Zappatore ('O zappatore), Mario Merola

    TraduzionePerché lo zappatore la mamma non se la scorda

    Il verso prima rimpiange che il figlio non abbia imparato il mestiere dello zappatore. A me sembra la frase più dolorosa: il padre ha lavorato perché il figlio avesse un'altra vita, e adesso quella distanza gli si...

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  4. Addenócchiate... e vàsame 'sti mmane!
    da Zappatore ('O zappatore), Mario Merola

    TraduzioneInginocchiati... e baciami queste mani!

    Così finisce la canzone, con un ordine. Addenócchiate è inginocchiati, vàsame è baciami. Io leggo il gesto attraverso il lavoro che il padre ha appena rivendicato: sono le mani che hanno zappato per mantenere il...

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