Zappatore ('O zappatore)

di Mario Merola · 1928

1 interpretazione, 4 annotazioni.

Ca 'o zappatore nun s' 'a scorda 'a mamma

Da «Zappatore ('O zappatore)» di Mario Merola·annotazione di Ettore

TraduzionePerché lo zappatore la mamma non se la scorda

Il verso prima rimpiange che il figlio non abbia imparato il mestiere dello zappatore. A me sembra la frase più dolorosa: il padre ha lavorato perché il figlio avesse un'altra vita, e adesso quella distanza gli si rivolta contro. Non la prenderei come una condanna dello studio. È il conto amaro di chi misura il successo su un'assenza: il titolo non basta a fare un figlio. Trovo ingiusta la contrapposizione fra mestieri, ma proprio quell'ingiustizia fa sentire la ferita.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Le altre annotazioni di «Zappatore ('O zappatore)» (3)

  • Stasera, 'mmiez'a 'st'uommene aligante
    Abballa un contadino zappatore
    Da «Zappatore ('O zappatore)» di Mario Merola·annotazione di Ettore

    TraduzioneStasera, in mezzo a questi uomini eleganti, balla un contadino zappatore

    Aligante vuol dire eleganti, ma in bocca a lui suona quasi come un'accusa. Il contadino annuncia che vuole ballare, ma per me quel ballo è già una sfida. E per me sta tutta qui la forza della canzone. Avrebbe potuto aspettare il figlio fuori, parlargli in disparte. Invece...

  • Si 'ossignurìa se mette scuorno 'e nuje
    Da «Zappatore ('O zappatore)» di Mario Merola·annotazione di Ettore

    TraduzioneSe vossignoria si vergogna di noi

    Scuorno è la vergogna, e 'ossignurìa è vossignoria. A me questa distanza cerimoniosa tra padre e figlio sembra un'ironia amarissima: il figlio vuole essere un signore, e il padre lo tratta da signore, quasi da estraneo. Subito dopo gli restituisce la vergogna ricevuta. La...

  • Addenócchiate... e vàsame 'sti mmane!
    Da «Zappatore ('O zappatore)» di Mario Merola·annotazione di Ettore

    TraduzioneInginocchiati... e baciami queste mani!

    Così finisce la canzone, con un ordine. Addenócchiate è inginocchiati, vàsame è baciami. Io leggo il gesto attraverso il lavoro che il padre ha appena rivendicato: sono le mani che hanno zappato per mantenere il figlio. Il riconoscimento deve passare da lì, non da una scusa...