Terra promessa

di Eros Ramazzotti · 1984

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Quando una canzone viene cantata da chi era ragazzo all'uscita e da chi è arrivato dopo, rischia di diventare soltanto una festa del passato. Con Eros Ramazzotti mi interessa il momento in cui quella festa si interrompe. A Sanremo, l'8 febbraio 2024, ha chiuso Terra promessa con il coro a cappella e un appello per i bambini nelle zone di guerra.

Non serve aspettare un altro anniversario per tornarci: quel titolo può parlare anche di una possibilità negata, non solo dei sogni di chi lo canta. Io la rimetto quando ho bisogno che una canzone da cantare insieme mi faccia guardare fuori dalla mia storia. È questo scarto, dalla festa all'attenzione per gli altri, che mi resta.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 3 febbraio 1984
    Nei cori della versione in studio di Terra promessa, uscita il 3 febbraio 1984, c'è la voce di Mia Martini. Il brano è firmato da Eros Ramazzotti con Renato Brioschi, ex componente dei Profeti, e Alberto Salerno.
    Fonte: repubblica.it
C'è una parola, in Terra promessa, su cui mi viene da abbassare la voce. Arriva nella prima strofa, subito dopo l'America, ed è "troppo".
Guardiamo lontano
Troppo lontano
Mi viene da sentirla come un inno, a braccia alzate, e invece quasi subito questi ragazzi ammettono qualcosa: sappiamo di sognare oltre il punto in cui si vede. Non è ingenuità, è lucidità. Chi dice "troppo lontano" ha già misurato la distanza e ha deciso di guardare lo stesso.

E guarda da dove, poi. Non da una cima o da un porto: da cinema vuoti, da un bar qualunque, da una notte in cui si cammina da soli. La terra promessa nasce lì, nei posti dove non succede niente. A me sembra il dettaglio più vero della canzone, perché è proprio da lì che si sogna a vent'anni: da una stanza in cui ti annoi.

Poi arriva il ritornello, e lì la canzone fa una cosa strana con la grammatica.
Finché nessuno ci darà
Una terra promessa
Leggila piano. Non dice "finché qualcuno ce la darà". Dice nessuno. Sembra una frase di speranza e invece ha dentro una constatazione amara: nessuno ci regalerà niente, e finché sarà così noi non ci fermiamo. La terra promessa, qui, è una cosa che dovrebbe arrivare da fuori, da un mondo di adulti che non la consegna.

Ma ascolta come finisce. Dopo l'ultimo ritornello la voce aggiunge una riga che prima non c'era:
Ed insieme noi troveremo
Il verbo cambia. Non si aspetta più che qualcuno dia, si va a trovare. E compare una parola che nelle strofe mancava: insieme. Il noi c'era già, ma adesso mi sembra più concreto: risponde a quell'immagine dei ragazzi che camminano da soli, nella notte. La promessa smette di essere un regalo e diventa un cammino da fare in compagnia.

Per questo non la sento come una canzone sull'America o sulla fuga. Il posto lontano serve per partire, ma quello che si trova alla fine non è un luogo, sono gli altri. È la differenza tra aspettare che il mondo cambi e cominciare a cambiarlo con chi hai accanto.

La prossima volta che la canti, al falò o in macchina con gli amici, fai caso a quel passaggio da "darà" a "troveremo". È lì che i ragazzi della canzone crescono, nel giro di una riga.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: Nuță Lucian from Cluj-Napoca, Romania, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. ragazzi di oggi
    da Terra promessa, Eros Ramazzotti

    Per me il segreto è tutto in quella parola, oggi. Non dice ragazzi degli anni Ottanta, non mette una data. E così la frase si sposta con chi la canta: allora erano i ventenni di quella stagione, adesso sei tu, tra...

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  2. Pensiamo sempre all'America
    da Terra promessa, Eros Ramazzotti

    Secondo me qui l'America non è un paese vero, è una direzione. È il posto dei film e dei dischi, quello dove tutto sembra più grande di come è sotto casa. Fai caso a quel sempre: non parla di un viaggio prenotato,...

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  3. Dove crescere i nostri pensieri
    da Terra promessa, Eros Ramazzotti

    Di tutta la terra promessa, questa è la riga che dice a cosa serve. Non a diventare ricchi, non a essere famosi: a far crescere i pensieri. Mi piace che li tratti come piante, cose che hanno bisogno del terreno giusto...

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  4. Zingari di professione
    da Terra promessa, Eros Ramazzotti

    Mi fa sorridere perché mette insieme due cose che non stanno insieme: girare senza meta e avere un mestiere. È un'autoironia che amo. Questi ragazzi sembrano fare del vagare un mestiere, un impiego a tempo pieno....

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