Mille guerre

di Ariete · 2020

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Mille guerre non è rimasta la canzone dell'inverno in cui è uscita. È disco d'oro, ma lo dicono meglio i concerti: nell'estate del 2021 Ariete la teneva anche per il finale, e tre anni dopo, nei concerti estivi del 2024, era di nuovo nella prima parte della serata, tra le più amate dal pubblico.

Io la rimetto quando una storia mi fa arrabbiare e non so ancora se voglio chiuderla. Non ti dà una soluzione e non finge di averla: in poco più di due minuti ti fa sentire che quella confusione ha un nome, e che non sei l'unica a provarla.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel dicembre 2020, all'uscita dell'EP 18 anni, Ariete ha indicato Mille guerre come il brano del disco che stava andando di più in streaming. Il primato è rimasto: a settembre 2026 su Spotify ha superato i 35 milioni di ascolti, più del doppio della title track 18 anni, ferma a 15 milioni.
    Fonte: toh-magazine.com
La prima domanda di Mille guerre è anche la più piccola che esista: come va? E lei, subito, ammette di non farla mai.
Come va? Non ti chiedo mai come va
Sono troppo egoista
A me questo attacco piace tantissimo, perché è una confessione fatta prima ancora di cominciare. Non è la ragazza perfetta che soffre per una persona sbagliata. È una che sa di non essere facile, e te lo dice in faccia. Da qui in poi non puoi più leggerla come la solita storia di vittima e carnefice.

Poi arriva il ritornello, quello che tutti cantano. Ti odio, ti giuro che farei di tutto per te, non dirmi che mi odi anche tu. Sembra una contraddizione e invece secondo me è il modo più onesto di raccontare certi amori a vent'anni: l'odio e la dedizione stanno nella stessa frase, senza nemmeno un punto in mezzo.
Perché farei mille guerre per ogni cosa
Per te
Il numero è esagerato apposta. Mille guerre non le fa nessuno. Ma è proprio quell'esagerazione a dire quanto spazio occupa l'altra persona: ogni cosa diventa un campo di battaglia, anche una faccia scontrosa, anche una sera rovinata.

La guerra vera è davanti allo specchio
Il punto in cui la canzone cambia, per me, è la seconda strofa. Il nemico smette di essere lei.
Faccio a botte con il mio riflesso
E mi odio da giorni
Ecco, qui ho capito una cosa. Tutte quelle guerre promesse all'altra sono anche un modo per non stare ferma con sé stessa. Combattere per qualcuno è rumoroso, ti tiene occupata. Guardarti allo specchio e non piacerti è silenzioso, e fa molto più paura. Quando dice di essere "masochista" lo dice quasi ridendo, con quel "so'" romano, ma io non ci sento un vanto. Ci sento una persona che si accorge di cercare il dolore e intanto non riesce a smettere.

Non c'è nessuna morale, nessun lieto fine, nessuna presa di distanza. C'è il momento esatto in cui sai che una storia ti fa male e la scegli lo stesso, e la canzone non finge che sia una bella cosa. Te la mostra e basta.

Forse per questo la si canta così forte. Gridare "farei mille guerre per te" in mezzo a tanta gente è un po' come dirlo e insieme prenderlo in giro. Ti liberi di quella frase proprio mentre la urli. E alla fine la frase torna da sola, senza più il ritornello intorno, quasi per convincersi. Io la ascolto così: non come una promessa d'amore, ma come la descrizione onesta di una battaglia che si combatte soprattutto dentro.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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