La mia ragazza

di Francesca Michielin · 2026

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché ascoltarla

Io La mia ragazza la metto quando ho bisogno di alzare il volume. Ha un riff di chitarra che guarda agli anni Ottanta, dalle parti dei The Cure, e un ritornello che dopo due ascolti canti senza accorgertene. È una canzone da finestrini abbassati, non da cuffie e silenzio.

Però è anche una di quelle che ti fanno compagnia quando qualcuno ti ha guardata storto per come ti vesti, per chi ami, per come porti i capelli. Io preferisco non ascoltarla in sottofondo: la chitarra chiede spazio e mi viene voglia di seguirla fino in fondo. La rimetterei prima di uscire, in quei minuti in cui scegli cosa indossare e decidi che per una sera non vuoi passare inosservata.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Francesca Michielin ha scoperto la storia di Katherina Hetzeldorfer, che ispira La mia ragazza, nell'Enciclopedia del Meraviglioso, una collana per bambini sulle figure del folklore. Hetzeldorfer, arrivata da Norimberga, fu processata a Spira nel 1477 e annegata nel Reno: il suo è uno dei primi processi documentati in Europa per relazioni sessuali tra donne.
    Fonte: ilgiorno.it
Prova a cantarla con qualcuno accanto e fai caso a una cosa: a un certo punto la ragazza non è più soltanto di Caterina. Diventa sua, poi tua, poi mia, nel giro di due righe.
Come la ragazza della tua ragazza
Come la ragazza della mia ragazza
Per me tutta la canzone sta in questo passaggio di mano. Comincia come un pettegolezzo da locale: Caterina che ha dato di matto, uno specchio rotto, una risata, qualcuno che chiede cosa ci sia di male. Sembra una storia da sabato sera, di quelle che ti raccontano il giorno dopo. Poi il ritornello ti tira dentro, e il racconto smette di essere su di lei. Il pronome che cambia è il punto: la ragazza di una diventa la ragazza di tutte.

Dietro Caterina c'è una persona vera. Francesca Michielin ha raccontato che il pezzo nasce dalla storia di Katherina Hetzeldorfer, condannata a morte in Germania nel Quattrocento per una relazione con un'altra donna, e che quella vicenda le serve come pretesto per parlare della società di oggi, dell'accettazione della diversità, di una femminilità libera. Saperlo cambia il peso di un verso come questo.
L'hanno annegata in un fiume
Lei fu condannata all'annegamento, letteralmente. Ma nella canzone il fiume è fatto di bocche e di sguardi. Io ci leggo questo: oggi non ti affoga un tribunale, ti affoga la gente che guarda. Le occhiate, i commenti, il nome che gira da un tavolo all'altro. È un'immagine che fa più paura proprio perché la riconosci.

E la notte? All'inizio è una cosa pericolosa, che ti scioglie come una droga. Poi cambia faccia.
Ma la notte è come una falena
Si trasforma in una stanza buia
Qui il buio non è più la minaccia. È il posto dove finalmente puoi amare senza testimoni, una stanza chiusa con dentro solo chi vuoi tu. La stessa oscurità che l'ha condannata diventa un rifugio. Mi piace che la canzone non chieda di uscire dal buio per essere salvate, ma di starci dentro a modo proprio.

Il finale lascia Caterina nel sole, e io non lo sento come un lieto fine di comodo. È più una restituzione: quello che le è stato tolto più di cinque secoli fa glielo ridiamo cantando, a voce alta, con una chitarra che spinge. E se ti capita di ballarla forte, con quel ritornello che salta da una ragazza all'altra, ti accorgi che la libertà di una riguarda anche te.

Per me la sorellanza è questa: non uno slogan, un pronome che cambia.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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Foto: Ondine Goat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Frasi commentate

Qui trovi le frasi commentate dalla redazione e dai lettori.

  1. Caterina ha dato di matto
    da La mia ragazza, Francesca Michielin

    Mi colpisce che la canzone si apra con un'etichetta. Dare di matto è quello che si dice di una ragazza quando fa qualcosa che non ti aspetti: alza la voce, rompe una regola, si veste come le pare. Io ci sento tutta...

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  2. il ragazzo del suo ragazzo
    da La mia ragazza, Francesca Michielin

    Prima ancora del ritornello c'è questo specchio, detto quasi di sfuggita dentro un pettegolezzo. Mi piace perché la canzone mette subito sul tavolo un amore tra due ragazzi senza sottolinearlo, come una cosa normale...

    Leggi la nota
  3. Sorride tra i capelli corti
    da La mia ragazza, Francesca Michielin

    Qui Caterina smette di essere una voce che gira e diventa una persona. Sorride. La Katherina vera, ha raccontato Francesca Michielin, portava i capelli corti e si vestiva da uomo, ed era guardata con sospetto anche...

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  4. Non l'hanno mai capita
    da La mia ragazza, Francesca Michielin

    È la riga più semplice e forse la più triste. Non dice che l'hanno odiata, dice che non l'hanno capita, e a volte è peggio, perché vuol dire che nessuno ci ha provato. Io ci sento tutte le volte in cui una persona...

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