Cosa faremo da grandi?

di Lucio Corsi · 2019

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Perché l'ascoltiamo ancora oggi

Nel febbraio 2025, mentre Corsi era in gara a Sanremo con un'altra canzone, in molti sono tornati a cercare questa: nella settimana del Festival è entrata nella classifica dei singoli FIMI, più di cinque anni dopo l'uscita, e il disco a cui dà il titolo è risalito nella classifica degli album con un'edizione per il quinto anniversario.

Io la consiglierei a chi in questi mesi deve scegliere una facoltà, un lavoro, una città, e si sente chiedere "e dopo cosa farai?" come se servisse una risposta definitiva. Dura tre minuti, ha un passo allegro e non dà consigli: lascia la domanda aperta e la rende meno pesante. È il genere di canzone da mettere nelle cuffie prima di un colloquio, o la sera dopo, comunque sia andato.

Airoldo · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • Nel videoclip alcuni pescatori trovano una chitarra con la scritta "Surprise": è il nome della barca a vela con cui Ambrogio Fogar fece il giro del mondo in solitaria, partito da Castiglione della Pescaia nel 1973. Il video dura oltre otto minuti perché, ha spiegato Corsi, è l'ultimo capitolo di un film girato con Tommaso Ottomano nella loro Maremma.
    Fonte: rollingstone.it
Il titolo è una domanda da bambini, ma nel ritornello la fa qualcuno che bambino non è più:
Perché nemmeno da vecchi si sa cosa faremo da grandi
È questo verso che mi ha fermato. "Da grandi", di solito, è un posto nel futuro dove prima o poi si arriva. Corsi lo sposta oltre la vecchiaia, cioè fuori dalla mappa: grandi non si diventa mai del tutto, e la domanda resta aperta anche quando la vita è quasi tutta alle spalle. Non lo sento come un lamento. È piuttosto un permesso: se nessuno sa cosa farà da grande, nessuno è davvero in ritardo.

Per arrivarci la canzone prende una strada lunga e buffa, quella delle conchiglie. Chi le fa? Come arrivano sulle spiagge, se nessuno le porta? La risposta è una leggenda inventata lì per lì, con due artigiani delle isole toscane: un uomo all'Elba che le fabbrica a mano, una donna al Giglio che le colora. Mi piace che il mistero non lo sciolga la scienza ma il lavoro: dietro ogni cosa bella c'è qualcuno che ci ha passato gli anni.

Ed è proprio quel lavoro a finire nel vento. Corsi ha raccontato che l'immagine gli è venuta d'inverno, sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia, e che per lui è la grande impresa mandata in fumo con l'animo in pace: un modo di vivere in cui si festeggiano più le partenze che i traguardi. Il pensiero mi è andato ai mandala di sabbia dei monaci tibetani, composti per giorni granello dopo granello e poi cancellati con un gesto. Lì però la distruzione è un rito che insegna l'impermanenza. Qui è più laica, quasi domestica.

Una cosa, però, non mi torna del tutto: le due figure non mi sembrano in pace allo stesso modo. L'uomo dell'Elba, dopo una vita di lavoro, si stufa e butta tutto per terra. È un gesto di stanchezza, quasi di stizza, più che di saggezza. La donna del Giglio fa un'altra cosa:
Senza nemmeno festeggiare la fine
Ha deciso di tornare all'inizio
Qui c'è una decisione, e c'è la calma che l'autore attribuisce a tutta la canzone. Forse le due strofe raccontano due modi di lasciare un'opera, e la musica, con la sua andatura allegra, li tiene insieme senza scegliere. A me il secondo sembra quello vero; il primo è quello che capita più spesso.

C'è anche un dettaglio biografico che cambia la luce del pezzo. Corsi ha detto che il padre ha cambiato tanti mestieri, dalla telecamera al cuoio al cantiere, e che in questa canzone c'è molto di quello spirito di cambiamento. Allora le conchiglie buttate non sono uno spreco: sono una vita di mestieri che non si mettono in fila.

Resta una domanda che la canzone non si fa. Ricominciare da capo con leggerezza è bello, ma bisogna potersi permettere di gettare il lavoro di anni. Il mare può farlo, perché ogni onda riporta qualcosa. Noi non so: forse il punto è proprio imparare a fidarsi dell'onda successiva.

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

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