Sirene

di Emma Nolde · 2024

1 interpretazione, 4 annotazioni.

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Un verso spiegato, ogni sera

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Perché ascoltarla

Vale la pena tornarci perché non ha un nome dentro. Emma Nolde ha scelto di non dire per chi l'ha scritta: dare un volto a quella persona, ha spiegato, toglierebbe spazio all'immaginazione di chi ascolta. Così il posto resta libero e ognuno ci mette chi vuole: un'amica che non si concede mai niente, un fratello, qualcuno di casa, a volte se stesso.

Io la rimetto quando qualcuno mi racconta di aver rinunciato a una cosa per non dare fastidio. È una canzone da mandare in chat senza commento, come un invito. Non fa la predica e finisce con un permesso, non con una morale: se lo prendi, lo decidi tu.

Nina · A cura della Redazione ·

Fatti e curiosità

  • 8 novembre 2025
    L'8 novembre 2025, a un anno esatto dall'uscita dell'album Nuovospaziotempo, Carosello Records ha pubblicato Sirene (con Brunori Sas) (Live), un duetto dal vivo con il cantautore calabrese. Emma Nolde aveva già cantato Sirene insieme a Brunori Sas il 18 giugno 2025 al Circo Massimo di Roma, da ospite del suo concerto con orchestra.
    Fonte: youtube.com
Di solito funziona così: sono i grandi a dare il permesso ai piccoli. Puoi uscire, puoi tingerti i capelli, puoi tornare tardi. In questa canzone succede il contrario, ed è proprio questo che me l'ha fatta amare.

Emma Nolde ha raccontato che parla di una persona a lei vicina, di cui non dirà mai il nome: una persona adulta, che dovrebbe prendere scelte rimandate da trent'anni. Quindi chi canta è più giovane di chi ascolta. È una ragazza che dà il permesso a un adulto. A me questa inversione stringe il cuore, perché a un certo punto capita a tutti di accorgersi che chi ci ha cresciuti ha più paura di noi.

Che per non deludere gli altri
Preferisci deludere te

Secondo me il centro è qui. Nella canzone non c'è un cattivo, non ci sono ordini urlati. C'è una vita intera passata a fare la cosa che gli altri si aspettavano, finché l'unica delusione accettabile è diventata quella verso se stessi. È una prigione gentile, ed è la più difficile da vedere, perché da fuori sembra solo una persona brava.

E guarda cosa propone lei per uscirne. Non una rivoluzione, non una fuga. Un colore di capelli, un vestito rosso. La libertà comincia da una cosa che si vede allo specchio, abbastanza piccola da poterla fare domani mattina. Mi piace che non chieda di rovesciare tutto: chiede un primo gesto e lascia che il resto venga dopo.

Ma con me puoi essere quello che vuoi

Quel "con me" è tutto. Non è il "sii te stesso" dei poster motivazionali, detto da lontano. È: io ci sono, fallo vicino a me. Il coraggio qui si presta, come si presta una giacca a chi ha freddo. Poi, dopo la seconda strofa, il ritornello non comincia più con "ma con me" ma con "ora". La compagnia resta, ma intanto è arrivato il momento.

Io la metterei nelle cuffie di chiunque abbia rimandato qualcosa troppo a lungo, a qualsiasi età. Anche nelle mie. E poi la farei ascoltare a qualcuno più grande di me, senza spiegare niente, solo per vedere se si riconosce. Tu a chi la manderesti?

A cura della redazione di Significato Canzone, a partire dalle fonti indicate. Non sei d'accordo o la leggi in un altro modo? Aggiungi la tua interpretazione.

Redazione
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